Serie C
04 Febbraio 2026
RENATE SERIE C - Joseph Ekuban, attaccante classe 2000, è stato prelevato nel mercato invernale dal Latina
Piove a dirotto su Meda, il campo pesa, le gambe anche. Ma quando al minuto 14 della ripresa il sinistro di Óttar Magnús Karlsson taglia l’aria fredda e s’infila in porta, allo stadio Città di Meda non è solo un gol: è la rappresentazione plastica di una squadra che ha imparato a vincere le partite «sporche». L’1-0 con cui il Renate ha piegato l’Alcione Milano nel derby lombardo di lunedì 2 febbraio 2026 vale l’aggancio al 4° posto e un segnale forte al Girone A: qui nessuno parla di favole, qui si programma. D'altronde la società brianzola è solida da anni e presenze fissa in categoria.
UN 4° POSTO CHE PESA
Il dato, al netto dei piccoli scarti di aggiornamento nei live-table, è sostanziale: il Renate si è portato in quota playoff alta grazie al successo sull’Alcione, consolidando una rincorsa fatta di equilibrio, organizzazione e una traduzione molto concreta del proprio mercato invernale. La fotografia della classifica pubblicata nelle ore successive conferma le «Pantere» nel gruppo di testa a quota 38 con margini di crescita, in scia a corazzate come Vicenza e a realtà strutturate come Union Brescia e Lecco. Non è uno scatto episodico ma il frutto di una traiettoria che negli ultimi turni ha trovato continuità.
IL MERITO DI UN GOL «ALLA RENATE»
Meteo ostile, ritmo intermittente, dettagli decisivi: il racconto della gara dice di una squadra capace di soffrire e poi colpire. Il piano-partita di Luciano Foschi ha tenuto l’Alcione lontano dal cuore dell’area, sfruttando il lavoro tra le linee di Andrea Bonetti e la capacità di «spaccare» l’ultima traccia difensiva con l’attacco alla profondità di Karlsson. Il gol-partita nasce proprio da lì: rifinitura lucida, attacco del tempo perfetto, freddezza nello scontro diretto con il portiere. Nelle cronache live risaltano anche le letture difensive di Nobile e la partita di personalità di un innesto come Ekuban, intraprendente finché in campo, quindi spazio a Fall per tenere alta la squadra nel finale. Vittoria di dettagli, pesata al grammo.
«MERCATO DI COMPLETAMENTO», NON DI RIPARAZIONE: LA LINEA MAGONI
«Non abbiamo riparato, abbiamo completato». L’espressione chiave è di Oscar Magoni, direttore sportivo del Renate, che all’indomani del successo sull’Alcione ha spiegato con chiarezza l’idea dietro al lavoro di gennaio: inserire profili coerenti per alzare la qualità della rosa senza snaturarla. Una scelta controcorrente, in un mese in cui molte concorrenti hanno agito in emergenza. Concetto chiave: mercato di completamento.
I 5 INNESTI INVERNALI
1) Joseph Ekuban – Attaccante strutturato, classe 2000, fratello di Caleb del Genoa in Serie A, arriva per dare una variante fisica e profonda al reparto. Profilo mobile, spalle alla porta, metrico nei duelli aerei: un’alternativa che permette a Foschi di modulare la coppia offensiva. 2) Mbarick Fall – Esterno offensivo di gamba e strappo, classe 1997, «specialista» della categoria con capacità di allungare le difese e attaccare l’ampiezza. Il suo ingresso, comunicato a ridosso del rush finale di mercato, aggiunge l’arma del dribbling in isolamento e del cross dal fondo, utilissima contro blocchi medio-bassi. 3) Riccardo De Zen – Laterale/esterno a tutta fascia, classe 2005, scuola Cittadella: giovane con attitudine da quinti moderni, duttile sulle due fasi. Un profilo «di prospettiva» ma già utilizzabile nei minuti caldi per freschezza e corsa. 4) Filippo Vesentini – Classe 2002, arriva in prestito dall’Union Brescia: fisicità, verticalità e la possibilità di alzare la soglia dei duelli sulle corsie. È entrato subito nelle rotazioni, segno che l’innesto era stato programmato per essere «pronto uso». 5) Endri Muhameti – Mediano/mezzo destro classe 2004, prodotto dell’Atalanta (progetto Under 23): passo e letture per proteggere la difesa, ma anche pulizia nel primo giro-palla. Operazione in prestito fino a giugno 2026, costruita per dare copertura agli infortuni a centrocampo e per alzare l’intensità nei finali. La coerenza della cinquina sta tutta in un filo rosso: qualche esperienza in più in avanti, più gamba sugli esterni, più energia dentro al campo. Non una rivoluzione, appunto: un completamento.
AGENDA E OBIETTIVI: PRIMA L'OSPITALETTO, POI IL TRATTO CHE DECIDE LA GRIGLIA
Il calendario non lascia respirare: domenica 8 febbraio, trasferta sul campo dell’Ospitaletto. Gara «da categoria», contro un avversario in cerca di punti pesanti. Il Renate dovrà unire umiltà e precisione, come ha sottolineato lo stesso Magoni parlando dell’approccio richiesto. Dopo, in rapida sequenza, un pacchetto di gare che dirà molto sulla posizione nella griglia. Concetto chiave: gestione delle energie. Il Renate che esce da questa settimana ha un punto fermo: la consapevolezza. L’allenatore ha una piattaforma di gioco solida, il ds ha consegnato pedine compatibili e, soprattutto, reversibili: si può cambiare spartito a partita in corso senza perdere identità. Il 4° posto «agganciato» non è un’etichetta, è una responsabilità. L’obiettivo è restare in quell’orbita fino ad aprile, curando maniacalmente particolari e salute della rosa.