Serie C
05 Febbraio 2026
AREZZO SERIE C - Jacopo Dezi, centrocampista classe 1992, nella passata stagione ha messo a referto 12 presenze con i toscani, nessuna invece in quella attuale (foto FB S.S. Arezzo)
Un armadietto aperto all’Arezzo Training Center di Rigutino, un paio di scarpini appesi e il rumore ovattato del pallone che rotola sul sintetico: nell’istante in cui il telefono vibra, la notifica non è la solita convocazione o un richiamo tattico. È il messaggio che cambia la rotta: Jacopo Dezi non indosserà più quei scarpini da calciatore. A 33 anni si ritira dal calcio giocato e resta in amaranto, ma dietro la linea laterale, come collaboratore dell’area tecnica al fianco del direttore sportivo Aniello Cutolo. Una decisione che non nasce di colpo: è il punto d’arrivo di un percorso iniziato un anno fa, tra un rientro graduale dall’infortunio, un rinnovo meritato e una stagione vissuta più nel gruppo che sul tabellino, fino alla scelta annunciata in data 4 febbraio 2026 dai canali d’informazione che seguono quotidianamente il club.
UN ADDIO CHE È ANCHE UN PASSAGGIO DI CONSEGNE
La notizia è semplice nella forma ma significativa nella sostanza: Dezi entra «ufficialmente» nell’area tecnica dell’S.S. Arezzo come collaboratore del direttore sportivo Nello Cutolo, figura centrale del progetto amaranto, confermata e blindata dal club con un prolungamento contrattuale fino al 2028 nei mesi scorsi. Una continuità di visione che spiega perché il profilo di un ex centrocampista riflessivo, tatticamente duttile, abituato ai meccanismi di spogliatoio, possa risultare prezioso in un reparto, la direzione sportiva, che oggi si muove a cavallo tra dati, scouting e gestione delle dinamiche umane. Nel comunicato, il club motiva l’incarico con «serietà, disponibilità e senso di appartenenza» dimostrati dal giocatore in amaranto. Parole che, al di là della formula, fotografano un fatto: nella stagione in corso Dezi non è mai sceso in campo, e già nell’annata precedente il suo impiego era stato misurato. Eppure in allenamento e nello spogliatoio la sua traccia è rimasta forte, fino a suggerire una nuova collocazione interna, coerente con il percorso della squadra e con i bisogni di un progetto che punta a crescere strutturalmente.
IL PROFILO: LE CIFRE DI UNA CARRIERA «CHE PARLA»
Prima di capire cosa porterà «il Dezi dirigente», conviene fissare il perimetro tecnico del «Dezi calciatore». Cresciuto nel Giulianova, aggregato giovanissimo al Napoli senza esordire in Serie A con i partenopei, Jacopo costruisce la sua reputazione tra Lega Pro e soprattutto Serie B: passaggi a Barletta, Crotone, poi il salto di qualità con Bari e Perugia (stagione 2016-2017, 38 presenze e 7 gol in B), fino alla crescita tattica con Parma, prima in B (promozione nel 2017-2018) e poi, seppur ai margini, in A, quindi Empoli e Virtus Entella. Negli ultimi anni, Venezia (tra B e A) e Padova in Serie C, dove si ritaglia un ruolo di guida. Il ritorno in pista ad Arezzo nel febbraio 2025 gli consente di rimettersi in movimento dopo un lungo stop, all’interno di un ambiente che conosce e che, ora lo sappiamo, lo vedrà protagonista in altra veste. I dati di carriera parlano di oltre 300 gare ufficiali tra i professionisti e una trentina di reti, con il grosso del minutaggio in Serie B; passaggi che ne certificano la lettura di gioco e la capacità di adattarsi a contesti differenti. A livello di maglia azzurra, un assaggio con l’Italia Under 21 nel 2014 con 3 presenze e 1 gol. Non abbastanza per spiccare a livello internazionale, ma sufficiente a validare un profilo tecnico serio, da giocatore affidabile e spesso «di sistema».
PERCHÈ L'AREZZO HA SCELTO DEZI PER L'AREA TECNICA
1) Continuità e cultura interna. In tempi di mobilità estrema, trattenere chi già incarna i valori del club ha un valore doppio. Il richiamo al «senso di appartenenza» non è retorico: la dirigenza amaranto sta investendo in figure che conoscano dall’interno linguaggi, ritmi, sensibilità del gruppo. In questo senso, l’abbinata Cutolo–Dezi offre un asse forte tra campo e scrivania. 2) Competenze trasferibili. Il centrocampista è, per definizione, un mediatore di spazi e tempi. Traslato in area tecnica, significa saper leggere profili, incastri tattici, caratteri. Dezi porta in dote un bagaglio maturato in piazze diverse, in contesti promozione e in battaglie salvezza: esperienza che torna utile in scouting, valutazioni e gestione del quotidiano. 3) Sintonia con la direzione sportiva. Il perno è Nello Cutolo, ex simbolo amaranto, oggi ds confermato a lungo termine. Lavorare con chi ha tracciato l’attuale rotta tecnica aiuta ad allineare il nuovo collaboratore a criteri e priorità del club, senza tempi lunghi di ambientamento.
DALLA RIABILITAZIONE ALLA SCELTA, L'ULTIMO ANNO
Il 2025 è l’anno della ripartenza. A febbraio l’Arezzo ufficializza l’arrivo di Dezi da svincolato; pochi giorni più tardi, a Rimini, arrivano i primi minuti in amaranto dopo oltre 300 giorni senza gare ufficiali. Il contributo in campo è misurato ma ordinato; soprattutto, lo staff ne apprezza la tenacia nel rientro e la disponibilità nel gruppo. A giugno 2025 scatta il rinnovo per la stagione 2025-2026, segno di fiducia reciproca. All’inizio della nuova stagione, però, il ginocchio torna a presentare il conto: la priorità diventa la gestione fisica, con l’idea, sempre più concreta, che il futuro possa essere oltre la linea bianca. Fino al passo di oggi.
UNA PROMOZIONE «AL CONTRARIO»
Smettere a 33 anni può sembrare un anticipo. In realtà, per Dezi, è una «promozione» al contrario: non verso una categoria più alta, ma verso un livello diverso di responsabilità. L’Arezzo lo valorizza dove pensa possa incidere di più, oggi. Il calcio moderno non è soltanto il rettangolo verde: è un ecosistema che chiede competenze ibride, saperi diffusi, letture rapide. In questo sistema, un ex centrocampista abituato a costruire gioco può diventare l’uomo che costruisce percorsi. La notizia del giorno, allora, non è un addio. È l’inizio di una presenza nuova, con lo stesso colore amaranto cucito addosso.