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Blitz della Guardia di Finanza in sede, perquisizioni e oltre 10 persone indagate per reati vari

La Procura accende i riflettori su una rete di finanziamenti che, secondo gli inquirenti, potrebbero indicare riciclaggio e distrazione di denaro

GUARDIA DI FINANZA TRIESTINA SERIE C

È una mattina di febbraio con il cielo tagliato dalla bora quando gli uomini della Guardia di Finanza entrano in piazzale Atleti Azzurri d’Italia. Sulle scrivanie della U.S. Triestina Calcio 1918 restano fascicoli aperti, estratti conto, contratti: frammenti di una storia finanziaria che, dicono gli inquirenti, non torna. Al centro, ci sarebbero flussi per «decine di milioni» transitati negli ultimi anni nelle casse alabardate. Il tempo necessario a una squadra di provincia per provare a sporgersi verso l’alto, ma anche il tempo perché quei flussi attirassero attenzioni scomode. Il risultato, oggi, è un’inchiesta che scuote la città e un club che deve rispondere a domande pesanti: da dove arrivavano quei soldi, e perché?

COSA SI SA (FINORA)
Secondo quanto riportato da Il Piccolo, autorevole quotidiano di Trieste, le prime ricostruzioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trieste che hanno portato all'apertura di un fascicolo, ipotizzerebbero riciclaggio, falso in bilancio e reati tributari. Sarebbero 15 le persone sotto indagine, in larga parte amministratori succedutisi negli ultimi anni ai vertici della Triestina, con la presenza, riferiscono più testate, anche di figure di cittadinanza statunitense e canadese. Il perimetro investigativo riguarda i finanziamenti affluiti nel club a partire dal 2023, con un primo filone legato a una società con base a Roma che avrebbe a sua volta attinto liquidità da Banca Progetto (istituto poi commissariato dalla Banca d’Italia), e successivi flussi dall’estero. Le attività della GdF sono scattate il 4 febbraio 2026, con perquisizioni in sede e acquisizione di documenti. Per gli inquirenti contano i passaggi, la provenienza e l’impiego di certe somme.

LE CIFRE CHE NON TORNANO
La fotografia contabile più citata dalla stampa locale parla di un club che, al 30 giugno 2025, avrebbe accumulato una perdita di esercizio di circa 19 milioni di euro, con altri 40 milioni di perdite pregresse «congelate», come consentito dai decreti emergenziali legati alla pandemia, e dunque sterilizzate ai fini di alcune valutazioni temporanee. Il contrasto tra ingenti perdite e immissioni di liquidità è il nodo su cui la Procura cerca coerenza: la domanda è se quei flussi fossero fondati su attività reali, se siano stati tracciati correttamente e se abbiano avuto, nella sostanza, un impiego conforme ai canoni di legge. Parole chiave: tracciabilità, trasparenza, beneficiario effettivo.

L'ORIGINE DEI FONDI
C’è poi un gancio nazionale che rende l’inchiesta triestina ancora più sensibile. A dicembre 2025, la Procura di Roma ha avviato un’ampia operazione su presunti finanziamenti pubblici, garantiti dal MCC, che Banca Progetto avrebbe convogliato a piccole e medie imprese. In quel fascicolo, alcune società calcistiche, tra cui Ancona, Ternana e Triestina, compaiono come possibili destinatarie di flussi da verificare. Da qui la pista che porta a Trieste: se e come quei fondi garantiti dallo Stato siano finiti nel circuito alabardato e con quali modalità.

IL COMUNICATO DELLA SOCIETÀ
Subito il club giuliano ha emesso un comunicato per prendere posizione sull'accaduto: «In relazione alle notizie a mezzo stampa della giornata di ieri, l'US Triestina Calcio 1918 s.r.l. tiene a precisare di essere a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, al fine di offrire ogni collaborazione e chiarimento utile per l’accertamento della legittimità dell’operato dell’attuale gestione del club». Quello che è assodato è che l'attuale stagione è una delle più difficili nella storia della Triestina. Le penalizzazioni in classifica sono state notevoli (23 punti) e solo recentemente il club le ha annullate con i risultati del campo ma si trova pur sempre all'ultimo posto nel Girone A di Serie C e senza quasi più speranze di salvezza. 

UNA CONCLUSIONE PROVVISORIA
In attesa che le carte parlino, restano le proporzioni del caso: numeri importanti, ipotesi pesanti, conseguenze imprevedibili. La Triestina è patrimonio della città e del calcio italiano: il desiderio di verità non è curiosità morbosa, ma esigenza di tutela – della credibilità del sistema e delle persone coinvolte. Ecco perché, oltre ai risultati del weekend, a Trieste oggi si conteggiano soprattutto righe di bilancio, bonifici e delibere. Per capire se dietro ai fondi c’era un progetto, o solo la scia di denaro che ora le Fiamme Gialle stanno provando a illuminare.

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