Serie C
05 Febbraio 2026
JUVENTUS SERIE C - David Puczka, difensore mancino classe 2005, nel campionato in corso vanta 19 presenze e 5 reti con la maglia della seconda squadra bianconera
Allo stadio «Moccagatta» la scena sembra quella di un film a basso budget che all’improvviso diventa blockbuster: al minuto 24 di Juventus Next Gen–Carpi del 3 gennaio 2026, un pallone vagante srotola il suo destino nell’area piccola. Spunta David Puczka, classe 2005, mancino austriaco, e lo spinge in rete con calma da veterano. Otto giorni più tardi, al «Picchi», Livorno–Juventus Next Gen è appena iniziata quando, al 12’, lo stesso Puczka taglia l’area con un inserimento che profuma di allenamento ripetuto cento volte: controllo, piatto nell’angolino, partita raddrizzata. Due lampi, due vittorie chiave. Il resto lo fanno la continuità e una presenza in campo che non è più solo «promessa», ma architettura del gioco sulla corsia sinistra. Risultato: il premio di Miglior calciatore del mese di gennaio della Serie C Sky Wifi per il girone in cui milita la Juventus Next Gen. Un titolo che vale, perché la Serie C di oggi è laboratorio, ma anche competizione feroce.
UN PREMIO CHE MISURA IMPATTO E CRESCITA
Il riconoscimento a Puczka non arriva per caso. Gennaio registra 4 presenze e un bilancio che pesa: 3 vittorie della Next Gen e 2 gol da copertina, quelli contro Carpi e Livorno. Numeri asciutti, ma eloquenti: ogni volta che il terzino è in campo, la squadra di Massimo Brambilla riesce a coniugare aggressività e sicurezza difensiva, sfruttando il suo contributo in entrambe le fasi. In stagione, il laterale austriaco ha toccato quota complessiva di circa 20 presenze tra campionato e Coppa Italia Serie C, con 5 gol: per un terzino sinistro sono cifre che raccontano, più di qualsiasi aggettivo, il cambio di status da «prospetto» a «soluzione». La consegna del premio è fissata per mercoledì 12 febbraio allo stadio «Moccagatta», nel prepartita di Juventus Next Gen–Sambenedettese: un modo per legare il riconoscimento alla casa in cui il suo rendimento è diventato influenza.
DALLA SECONDA LEGA AUSTRIACA ALL'ITALIA
Nel luglio 2024, la Juventus ufficializza l’arrivo di David Puczka alla Next Gen, legandolo al club fino al 30 giugno 2027. Formato nel vivaio dell’Admira Wacker (Mödling), il ragazzo è un terzino sinistro dal piede mancino pulito, già in grado di reggere il confronto tra i grandi in Austria: 26 partite nella seconda divisione austriaca, con 2 gol raccolti in circa 775 minuti. Non è la quantità a colpire, ma l’intensità del minutaggio e la curva di apprendimento: uscire da un contesto di sviluppo per misurarsi subito con il professionismo. In più, la trafila con le selezioni giovanili dell’Austria (almeno 5 presenze con l’Under 19) disegna il profilo di un nazionale in prospettiva. L’Italia, e in particolare la Serie C, diventano quindi il terreno dove affinare i dettagli: postura del corpo in ricezione, tempi di sovrapposizione, lettura preventiva nelle diagonali difensive.
OLTRE IL GOL, IL MESE DI PUCZKA CONVINCE TUTTI
Il premio «Giocatore del mese» nella Serie C Sky Wifi non si riduce a una compilation di highlights. Valuta impatto, continuità, qualità delle giocate in relazione al contesto e all’avversario. Le votazioni sono promosse da Sky Sport, che racconta e sostiene il campionato come title partner per il triennio, trasformando il monitoraggio settimanale in una narrazione coerente tra programmazione lineare e digitale. In questo quadro, Puczka ha un vantaggio competitivo: la sua crescita è osservabile, perché la Next Gen lo coinvolge in un sistema che esalta i laterali. E in gennaio la combinazione tra efficienza difensiva e minaccia offensiva è stata particolarmente stabile.
IL DETTAGLIO TECNICO: POSTURA, LETTURA E PULIZIA NELLE SCELTE
1) Postura in ricezione. Puczka orienta il corpo per giocare in avanti al primo controllo. In Livorno–Juve Next Gen si vede bene: sul cross di Turicchia, il controllo non è neutro ma già verticale; così i tempi di intervento dei difendenti vengono annullati. È una micro-abilità che fa la differenza in Serie C, dove gli spazi si chiudono in fretta. 2) Lettura delle diagonali. Nella gara col Carpi, quando la Next Gen alza i ritmi, l’austriaco sceglie bene quando stringere e quando uscire sull’esterno. La gestione delle transizioni è ordinata: nessuna scivolata avventata, comunicazione costante con il centrale di parte. Sono dettagli che non finiscono nella clip, ma fanno vincere le partite. 3) Pulizia del piede mancino. Da Admira Wacker porta in dote un cross «piatto» e una conduzione corta funzionale al dribbling sul breve. Anche qui, l’adattamento alla fisicità della Serie C è evidente: meno tocchi, più efficacia.
COSA ASPETTARSI ADESSO
Proiettando il rendimento di Puczka sul prosieguo della stagione, il punto non è tanto «quanti gol farà ancora», ma la sostenibilità del suo contributo complessivo. Tre direttrici: 1) Gestione delle energie. La somma di campionato e Coppa Italia Serie C porta a un carico non banale. Mantenere la lucidità nei duelli difensivi quando la partita si imbruttisce è la vera barriera d’ingresso per diventare «affidabile» settimana dopo settimana. 2) Precisione nell’ultimo passaggio. I 3 assist stagionali indicano che c’è qualità. La sfida è alzare il tasso di cross «attaccabili» e la varietà delle soluzioni: non solo traversoni tesi sul secondo palo, ma anche palloni rasoterra arretrati per gli inserimenti delle mezzali. 3) Tenuta mentale nei picchi competitivi. A gennaio la Next Gen ha vinto partite che contano; il calendario di febbraio e oltre chiederà repliche. Avere un terzino che «sceglie bene» nei momenti chiave è il valore aggiunto. La tappa del 12 febbraio con la premiazione davanti al pubblico di casa può essere un volano o una distrazione: come sempre, dipenderà dalla gestione del contesto.