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Serie C

Il Campione d'Europa rientra in Italia nel club che lo ha lanciato e ammette: «Al Napoli sarei tornato anche gratis»

La nuova avventura dell'attaccante è molto più di un'operazione nostalgia, vuole rimettersi in marcia per salvare la squadra

PESCARA SERIE B - LORENZO INSIGNE

PESCARA SERIE B - Lorenzo Insigne aveva già giocato in Abruzzo nella stagione 2011-2012 segnando 18 gol in campionato

La porta scorrevole si apre e l’applauso rimbalza nella hall dell’Ekk Hotel: non è un film di repertorio, è il presente. Dopo 14 anni, l’uomo che ha acceso l’ultima grande favola biancazzurra torna dove tutto è cominciato davvero. Lorenzo Insigne, volto di una generazione e simbolo di un calcio che mescola estetica e concretezza, viene presentato dal Pescara con un programma chiaro: «tabella personalizzata» per ritrovare la miglior condizione e la ferma volontà di dare subito un contributo alla corsa salvezza. Sì, c’è stato un «contatto col Napoli» e lui «ci avrebbe giocato gratis», ma oggi la geografia emotiva del suo calcio punta di nuovo sull’Adriatico. È qui che vuole rimettersi in marcia, perché qui, ricorda, ha imparato a «far divertire» un allenatore diventato un riferimento quasi familiare: Zdeněk Zeman. E oggi, con Giorgio Gorgone in panchina, la storia riparte da un’idea semplice e impegnativa: essere utile alla squadra, subito.

IL RITORNO, LE PAROLE, LA ROTTA
Alla conferenza stampa del 4 febbraio 2026, Insigne ha messo in fila concetti netti. Sta bene, si allena con la squadra ma seguendo una tabella personalizzata, e spera di trovare uno «spezzone» nel prossimo impegno a Cesena. Soprattutto, crede nella salvezza e la indica come obiettivo collettivo e regalo da fare ai tifosi. Il contatto con il Napoli? Confermato: «Ci siamo sentiti, ero disposto a giocare anche gratis, ma hanno fatto altre scelte». Parole che pesano, che spiegano il livello di coinvolgimento emotivo e il senso di appartenenza di un calciatore che non ha mai reciso il filo con la sua città. Ma il suo presente, ora, è in Abruzzo.

PERCHÈ PESCARA, PERCHÈ ADESSO
C’è la memoria, certo. Ma c’è soprattutto una necessità tecnica: il Pescara deve salvarsi in Serie B in un torneo che include piazze corpose e partite ad alta densità emotiva, da Mantova a Cesena, da Palermo a Sampdoria. Portare dentro uno specialista dell’ultimo passaggio e dei tiri a rientrare dal lato sinistro significa alzare il tasso di pericolosità immediata, soprattutto su punizioni e attacchi in transizione. In una classifica corta e nervosa, ogni dettaglio, una giocata, un pallone da fermo, un’accelerazione, può valere punti. E la storia recente del campionato cadetto lo conferma: qualità e personalità, a febbraio, spostano.

LE ORIGINI DEL LEGAME: NUMERI E INFLUENZA
Per capire la frattura emotiva che questo ritorno produce, bisogna riavvolgere il nastro alla stagione 2011-2012. Con Zeman in panchina, il Pescara segnò la bellezza di 90 gol e vinse il campionato con 83 punti: dentro quella macchina offensiva, Insigne mise a referto 18 reti, mentre Ciro Immobile fu capocannoniere con 28. Nel cuore della squadra, un 18enne Marco Verratti che cuciva trame e anticipava carriere. Fu l’annata che trasformò Insigne da promessa a certezza: finalizzazione, letture tra le linee, calcio piazzato, leadership silenziosa. E fu l’annata che lo riportò a Napoli dalla porta principale.

IL CONTATTO CON IL NAPOLI: SIGNIFICATO E PROSPETTIVE
La frase che ha acceso i riflettori è semplice e potente: «Col Napoli c’è stato un contatto. Per loro avrei giocato anche gratis». Non è una boutade, è la sintesi di un legame identitario costruito in 337 presenze e 96 gol in azzurro, una fascia da capitano, un Europeo vinto da protagonista nel 2021 e una lunga storia d’amore col pubblico del Maradona. Che poi non se ne sia fatto nulla è la parte meno romantica ma più calcistica: le strategie dei club cambiano, le scelte tecniche pure. Lorenzo ha trasformato la delusione in combustibile per un’altra missione: riportare il Pescara in acque sicure. Nel gioco dei contrappesi, scegliere un contesto «difficile» aumenta la posta personale: qui ogni gesto conta.

OLTRE LA NOSTALGIA, NON SOLO UN ALBUM DEI RICORDI
Il ritorno di Lorenzo Insigne a Pescara non è un atto di nostalgia, è un esercizio di utilità. Riporta in Serie B un profilo capace di incidere sul breve periodo, dentro un gruppo che ha bisogno di qualità, personalità e gestione dei momenti. Il resto, i poster, i gol a giro sotto la curva, le foto di Zeman con la sigaretta e lo sguardo di Verratti, appartiene alla memoria collettiva. L’oggi è un’altra cosa: è la fatica in settimana, è la «tabella» seguita punto per punto, è lo «spezzone» trasformato in impatto. In una parola: è la salvezza. E in fondo è proprio questa la ragione per cui certe storie sanno rinascere: perché hanno ancora qualcosa da dare.

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