Serie C
05 Febbraio 2026
FOGGIA SERIE C - Christian Dimarco, esterno sinistro classe 2002, nella prima parte di stagione conta 22 presenze con la maglia della Pro Patria
È una sera di vento allo Zaccheria quando il telefono del direttore sportivo squilla l’ultima volta: dall’altra parte rispondono da Busto Arsizio. La stretta di mano è definitiva, la formula concordata: prestito con obbligo di riscatto. Il Foggia porta a casa Christian Dimarco, terzino sinistro classe 2002, cresciuto nel vivaio dell’Inter, reduce da una trafila metodica e senza scorciatoie in Serie C tra Fiorenzuola, FeralpiSalò, Gubbio e Alcione Milano. Mentre a Busto arriva a titolo definitivo Gian Filippo Felicioli, si completa uno scambio che dice molto del presente dei rossoneri e della loro tabella di marcia: servivano gamba, affidabilità e una lettura matura della corsia mancina. Serviva, insomma, un profilo come quello di Dimarco.
CHI È DIMARCO, IDENTIKIT DI UN TERZINO MODERNO
1) Nato a Milano il 23 luglio 2002, Dimarco è un laterale mancino di formazione, capace di lavorare sia da terzino in una linea a quattro, sia da esterno a tutta fascia in un 3-5-2. 2) Il suo habitat naturale è la corsia mancina, con una predisposizione al fraseggio corto e alla progressione palla al piede. 3) Altezza intorno a 1,79 m, piede sinistro educato, un bagaglio fatto di diagonali corrette, tempi di sovrapposizione e cross tesi verso l’attaccante che attacca il primo palo. 4) È fratello di Federico Dimarco, nazionale italiano e trascinatore dell’Inter, ma il suo percorso è stato volutamente artigianale: dai campi della Primavera a quelli, spesso spigolosi, della Serie C.
DALL'INTER AI PROFESSIONISTI: LA TRAFILA CHE COSTRUISCE UN PROFILO
1) Cresciuto nell’Inter, Dimarco accumula titoli giovanili e minuti con le Nazionali Under (dall’Under 15 all’Under 18). 2) L’esordio vero tra i grandi arriva nel 2021-2022 al Fiorenzuola, dove totalizza oltre 20 presenze, guadagnando velocemente fiducia su una delle corsie più delicate del campo. 3) Nell’estate 2022 passa a titolo definitivo alla FeralpiSalò: prima parte di stagione tra i «Leoni del Garda», poi ritorno al Fiorenzuola nel mercato invernale per chiudere il cerchio e aumentare il minutaggio. 3) Nel 2023-2024 veste il Gubbio in C, perfezionando fase difensiva e gestione dei duelli. 4) Nel 2024 approda all’Alcione Milano, protagonista dell’esordio storico tra i professionisti: qui trova continuità, responsabilità e un contesto tecnico che valorizza l’ampiezza e la spinta del quinto di centrocampo. 5) Ad agosto 2025 la chiamata della Pro Patria: contratto pluriennale, un ambiente esigente e tecnico, in cui Dimarco consolida la propria maturità tattica fino all’incrocio di mercato con il Foggia. Le tappe sono la vera cartina di tornasole: non c’è stato un salto nel vuoto, ma un percorso a gradini, fatto di osservazione, correzioni e salite ripide. Un iter che raramente tradisce quando la chiamata giusta arriva nel momento giusto.
PERCHÈ FOGGIA: CONTESTO, IDEE E URGENZA DI RISULTATI
Il Foggia di Enrico Barilari, tecnico chiamato in corsa nell'autunno 2025, ha accettato la stagione della complessità: una penalizzazione di 3 punti a inizio annata, un cantiere riaperto più volte sul mercato e l’esigenza di trovare equilibrio tra la necessità di risultati e la crescita di profili che garantiscano valore anche domani. La regia sportiva di Carlo Musa ha seguito una traccia chiara: esterni per il 4-3-3 o per moduli ibridi, con capacità di interpretare due fasi, concentrazione nei dettagli difensivi e gamba per accompagnare l’azione. In questo quadro, Christian Dimarco è un incastro funzionale: dà al Foggia un mancino naturale per la corsia sinistra, con acume nella transizione negativa (recupero posizione dopo spinta) e una confidenza crescente nel portare il pallone oltre la prima pressione. La formula con obbligo di riscatto consente inoltre alla società di pianificare già oggi il «day after» della stagione in corso, evitando l’ennesimo giro di carosello in estate su una casella strategica.
DOVE E COME PUÒ SPOSTARE GLI EQUILIBRI
1) Nel 4-3-3 di Rossi, Dimarco può interpretare il ruolo di terzino di costruzione: primo appoggio sull’interno, sovrapposizione esterna quando l’ala stringe, cross dal fondo o palla rasoterra arretrata sul lato debole. 2) In un assetto a tre centrali, la sua miglior versione può essere da esterno a tutta fascia: ampiezza, profondità, gestione della linea laterale come «binario» per spezzare il tempo della giocata. 3) Punti di forza: lettura delle diagonali difensive, tempi della sovrapposizione, qualità del cross; margini di crescita: duello aereo in area, gestione dell’1v1 contro ali di grande strappo, continuità nel rifinire al limite. 4) Con Brosco che aggiunge leadership ed esperienza al centro, avere un mancino naturale a sinistra aiuta anche la prima costruzione: si apre il campo, si invogliano ricezioni interne della mezzala e si rendono più pulite le uscite da pressing.
UN ULTIMO SGUARDO AL QUADRO GENERALE
La scelta di Foggia e Pro Patria non arriva nel vuoto. A Busto Arsizio, l’arrivo di Felicioli aggiunge un profilo navigato per la corsia sinistra; a Foggia, l’innesto di Dimarco offre freschezza, prospettiva e la solidità di un calciatore che ha imparato a reggere pressioni e contesti differenti. Con il filtro di Barilari e la regia di Musa, il Foggia completa così un mosaico in cui i tasselli dialogano: non nomi appesi in bacheca, ma funzioni al servizio di un’idea. Se c’è una morale in questa operazione, è nel valore della coerenza: scegliere persone e profili oltre le etichette, preferire la funzionalità alla moda. Christian Dimarco non cerca riflettori, cerca campo. E allo Zaccheria, quel campo, sa essere un giudice severo ma giusto.