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In 2 anni passa dall'Eccellenza a segnare in Serie C, la scalata del difensore 22enne è eccezionale!

Nell'ultimo turno di campionato ecco il 1° gol tra i Professionisti, una gioia immensa per un ragazzo ripartito dai Dilettanti

LIVORNO SERIE C - LEON BALDI

LIVORNO SERIE C - Leon Baldi, difensore classe 2003 di Borgomanero, nel campionato in corso 18 presenze e un gol tra i Professionisti con i labronici

C’è un momento, nella carriera di ogni calciatore, in cui il percorso fatto fino a quel punto trova una sintesi. Per Leon Baldi, difensore classe 2003 nato a Borgomanero, quel momento è arrivato venerdì 30 gennaio, allo stadio Cino e Lillo Del Duca di Ascoli. Minuto 17 del primo tempo di Ascoli-Livorno: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il centrale amaranto trova la deviazione giusta e firma il gol del provvisorio 2-1, il 1° centro tra i Professionisti della sua carriera. Il match finirà 3-1 per i marchigiani, ma quella rete resta: perché pesa, perché segna un passaggio, perché racconta una storia.

GLI INIZI, INTER E BAVENO
Una storia che non nasce per caso e che, nonostante la giovane età, è già ricca di tappe, scelte e cambi di direzione. Baldi ha 22 anni, ma nel calcio ha imparato presto a viaggiare, ad adattarsi e a ricostruirsi. I primi passi li muove nella Scuola Calcio dell’Inter, un ambiente che offre metodo e visione, prima di proseguire il proprio percorso lontano dai riflettori, a Baveno, dove inizia a formarsi sul campo, lontano dalle etichette ma vicino al gioco vero. Nella tappa in riva al Lago Maggiore gioca da sotto età negli Allievi Fascia B e fa parte anche della Rappresentativa Regionale Under 15 Piemonte-Valle d'Aosta.

IL PASSAGGIO AL NOVARA
La crescita diventa più strutturata con il passaggio al Novara Calcio, una tappa fondamentale del suo sviluppo. Nel settore giovanile azzurro Baldi si afferma come difensore affidabile, fisico, ordinato, capace di interpretare il ruolo con maturità. È con il Novara che arriva anche uno dei primi risultati di peso: la vittoria del titolo nazionale Under 16, un traguardo che ottiene agli ordini del tecnico piemontese Simone Banchieri e che certifica non solo il valore individuale, ma anche la capacità di reggere contesti competitivi ad alta pressione.

PERUGIA, RITORNO A CASA E ARCONATESE
Conclusa l’esperienza giovanile, il passaggio alla Primavera del Perugia Calcio rappresenta un ulteriore step di crescita. Qui Baldi si confronta con un calcio più fisico, tattico, vicino alle esigenze della prima squadra. Sono stagioni utili per irrobustirsi mentalmente, per comprendere tempi e letture del ruolo difensivo, anche se il salto immediato tra i Professionisti non arriva, con solo qualche convocazione in prima squadra. Come spesso accade, la strada passa allora da un passo indietro solo apparente. Il ritorno tra i dilettanti diventa un’occasione per giocare, sbagliare, migliorare. Prima l’Accademia Borgomanero, in Eccellenza per mezza stagione (10 presenze e un gol), una scelta che ha anche il sapore di casa, poi la Serie D con l’Arconatese, dove Baldi accumula minuti, presenze e responsabilità. È in queste stagioni che il difensore affina la propria identità: più continuo, più consapevole, più pronto.

LA CHIAMATA DA LIVORNO
L’estate scorsa arriva la chiamata che cambia nuovamente lo scenario. Il Livorno decide di puntare su di lui, riportandolo tra i Professionisti. Non è solo un ritorno di categoria, ma una prova di fiducia. Baldi risponde con il lavoro quotidiano, conquistando spazio e arrivando al debutto in prima squadra agli ordini di Alessandro Formisano prima e di Roberto Venturato poi. Un percorso graduale, senza scorciatoie, che trova la sua prima, vera fotografia proprio nella notte di Ascoli. Il gol del Del Duca nasce da una situazione sporca, tipicamente difensiva: calcio d’angolo, mischia, tempismo. Baldi si fa trovare pronto e colpisce. È una rete che non cambia il destino della partita, ma cambia qualcosa nella carriera di chi la segna. Perché segnare il 1° gol tra i professionisti, per un difensore, significa lasciare un segno, rompere un confine, prendersi una pagina personale dentro un cammino collettivo.

LA CHIOSA FINALE
A 22 anni, Leon Baldi non è più una promessa acerba, ma neppure un giocatore arrivato. È, piuttosto, il ritratto di un calciatore che ha saputo attraversare categorie, città e contesti diversi senza perdere continuità. Dal vivaio di un grande club ai campi dei dilettanti, dalle vittorie giovanili alle attese della prima squadra, il suo percorso racconta una crescita silenziosa, costruita nel tempo. Il gol di Ascoli non è un punto d’arrivo. È una tappa, forse la più simbolica finora. Da qui in avanti, per il classe 2003, c’è la parte più difficile e affascinante: dare continuità, trasformare quell’attimo in abitudine, rendere quel nome sempre meno una sorpresa e sempre più una certezza. Nel calcio, come nella vita, le carriere vere non fanno rumore: si riconoscono dai passi. E Leon Baldi, passo dopo passo, sta andando avanti.

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