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L'esame lampo, la terza media e il doppio incarico: l'arbitro più giovane d'Italia ha appena 14 anni

Samuele Verrocchio in parallelo alla sua attività arbitrale gioca anche a calcio

Samuele Verrocchio

AIA PESCARA • Samuele Verrocchio, giovane 14enne diventato l'arbitro più giovane d'Italia

A quattordici anni appena compiuti c’è chi sogna il primo gol, chi una maglia importante e chi, invece, fischia l’inizio della partita. Con lucidità, personalità e una passione che va oltre l’età anagrafica. Il suo nome è Samuele Verrocchio, frequenta la terza media e oggi può vantare un primato che racconta talento, coraggio e voglia di crescere: è l’arbitro più giovane d’Italia. Un traguardo raggiunto lunedì 2 febbraio, quando ha superato brillantemente l’esame del corso arbitri, entrando ufficialmente nell’Associazione Italiana Arbitri, sezione di Pescara.

IL PIÙ GIOVANE D’ITALIA, CON IL CALCIO NEL SANGUE

Classe giovanissima, ma idee chiarissime. Samuele Verrocchio, originario di Montesilvano, rappresenta uno dei profili più precoci a livello nazionale nel mondo arbitrale. Un percorso iniziato con curiosità e determinazione, che in pochissimo tempo lo ha portato a distinguersi tra i nuovi associati AIA. La particolarità? Samuele non vive il calcio da un solo punto di vista. Parallelamente all’attività arbitrale, infatti, continua anche il suo cammino da calciatore con la Pro Montesilvano, un doppio ruolo che gli permette di conoscere il gioco a 360 gradi: da chi lo interpreta sul campo a chi è chiamato a farne rispettare le regole.

UNA SCUOLA DI VITA E UNO SGUARDO AL FUTURO

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della sezione AIA di Pescara, Alessio Chiavaroli, che ha voluto sottolineare il valore educativo dell’arbitraggio: «L’arbitraggio è prima di tutto una scuola di vita, aiuta i ragazzi a crescere, ad assumersi responsabilità, a gestire le emozioni e a organizzarsi dentro e fuori dal campo». Parole che raccontano perfettamente il senso di questo percorso, accompagnate da un augurio sentito per Samuele, la cui giovane età «non è un limite, ma un’opportunità, se sostenuta da impegno, passione e formazione». Proprio in quest’ottica, Chiavaroli ha annunciato l’avvio di un nuovo corso arbitri a metà febbraio, guidato dai formatori Francesco Di Censo e Mauro Dioletta, aperto anche a chi già pratica calcio e calcio a 5 grazie al doppio tesseramento. Un progetto che guarda lontano, con l’obiettivo di offrire ai ragazzi un’occasione concreta di crescita sportiva e personale. E, magari, di scoprire il prossimo talento in divisa nera.

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