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Lascia la società che lo ha cresciuto per l'occasione della vita: il Renate prende un Campione d'Italia!

Matteo Galbiati è un nuovo calciatore nerazzurro e saluta la Vigor Milano dopo aver fatto tutta la trafila dagli Esordienti fino alla Prima squadra

Lascia la società che lo ha cresciuto per l'occasione della vita: il Renate prende un Campione d'Italia!

Mercato? Sì, ma non solo. Qui non parliamo solo di calcio, ma di vita. È il momento in cui un ragazzo smette di sognare a occhi aperti e inizia a misurarsi con la realtà. Matteo Galbiati, classe 2008, è ufficialmente un nuovo giocatore della Renate e farà parte della formazione Primavera guidata da Boscolo. Un approdo che sa di conquista, perché dietro questa firma non c’è una scorciatoia, ma un percorso lungo, atipico e costruito passo dopo passo. Galbiati è un centrocampista laterale, capace di interpretare più ruoli, offensivi e difensivi, un vero jolly moderno. Ma prima ancora è il simbolo di chi ha scelto di crescere lontano dai riflettori, fino a quando il momento giusto non ha bussato alla porta.

LA VIGOR E LO SCUDETTO CON LA RAPP

Quel momento arriva dopo un cammino interamente vissuto con la Vigor Milano, il club che lo ha accolto bambino e accompagnato fino alla Prima Categoria, passando per tutte le tappe del settore giovanile. Un percorso raro, quasi controcorrente, iniziato dopo le prime esperienze nella Scuola Calcio con Aldini e Villa, e proseguito con una crescita costante. La stagione dell’esplosione è la 2023-2024: 15 gol in 26 presenze con l’Under 16, a cui si aggiungono 5 presenze con l’Under 18, giocate con due anni sotto età. Numeri che diventano conferma l’anno successivo: 14 reti con l’Under 17, la vittoria della Coppa Lombardia con la Vigor – finale vinta contro il Caravaggio – e soprattutto il trionfo al Torneo delle Regioni in Sicilia con la Rappresentativa Under 17 della Lombardia allenata da Daniele Tacchini, culminato nello Scudetto conquistato a Taormina contro l’Emilia Romagna. Galbiati è una pedina fondamentale di quella squadra. Non una comparsa, ma un protagonista.

A destra Matteo Galbiati, a sinistra Riccardo Piazza - altro prodotto del vivaio Vigor Milano - entrambi con la maglia della Rappresentativa Under 17 della Lombardia

CADUTE E RISALITE

Il suo percorso, però, non è fatto solo di trionfi. Nell’estate del 2022 arriva l’ostacolo più duro: frattura di tibia e perone, stagione persa, riabilitazione, intervento chirurgico. Un momento che avrebbe potuto spezzare tutto. Invece diventa una prova di carattere. «Quando lo vidi la prima volta – racconta il presidente della Vigor Giovanni Espositocapii subito che era un ragazzo educato, con una voglia enorme di imparare. Non era il più tecnico ma aveva intelligenza, imprevedibilità, resistenza». È proprio quella dedizione a fare la differenza al rientro: Galbiati vince il campionato Under 16 contro realtà come Aldini e Accademia Inter, poi si supera ancora l’anno dopo, diventando Campione d’Italia. Arrivano le sirene, le offerte da Juniores Nazionali e Primavera 3 e 4, ma la scelta è controintuitiva e coraggiosa: restare alla Vigor, credere nel progetto di Prima Categoria costruito con soli fuoriquota, continuare a crescere. Una decisione che paga. Quando scende in Under 19, Galbiati fa la differenza anche lì: 5 gol in 11 presenze nella prima parte di stagione nei provinciali con la Vigor FC. «Il suo primo provino - ricorda Esposito - si svolse al parco. Era un amico di alcuni bambini 2008 che si erano uniti alla squadra la stagione precedente e gli avevano parlato dell'allenatore. Suo padre mi raccontò che Matteo aveva iniziato a giocare a calcio relativamente tardi perché prima praticava tennis. Gli dissi però che in lui vedevo qualcosa di speciale».

Matteo Galbiati ai tempi dell'Under 15 della Vigor Milano: qui nella famosa finale per il titolo provinciale Under 15

IL SALTO DELLA VITA

Ora il salto è reale. Il primo club professionistico, la Primavera del Renate, la chiamata che arriva quando il ragazzo è pronto. «A dicembre gli ho detto di prepararsi – continua Esposito – perché era arrivato il suo momento. Questo non è un traguardo, ma un punto di partenza». Ed è proprio così che va letta questa firma. Non come un premio, ma come l’inizio di un nuovo capitolo. Perché la storia di Matteo Galbiati non è quella di un talento bruciato in fretta, ma di un ragazzo che ha aspettato, lavorato, sofferto e vinto. E che adesso, finalmente, può iniziare a scrivere il suo futuro.

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