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Serie C

Sta per arrivare un'altra squadra Under 23 in Serie C, è un sistema necessario per valorizzare il vivaio

Oltre a Juventus Next Gen, Atalanta U23, Inter U23 e Milan Futuro presto potrebbe esserci un'altra realtà di Serie A

ROMA SERIE A - ANTONIO ARENA

ROMA SERIE A - Antonio Arena, attaccante classe 2009, ha debuttato in prima squadra in Coppa Italia segnando una rete al Torino

Una tribuna di 32 metri appena coperta, i tecnici che misurano il terreno di gioco al Tre Fontane e una domanda, semplice e gigantesca: quando vedremo la Roma Under 23 in Serie C? L’immagine è insolita, quasi di cantiere. Eppure racconta il cuore della nuova sfida dei Friedkin: trasformare un’idea in infrastruttura, un’esigenza tecnica in progetto sostenibile, un serbatoio di talenti in una squadra che compete tra i professionisti.

COSA SAPPIAMO OGGI, SENZA TROPPI GIRI DI PAROLE
1) La Roma sta lavorando al progetto di una Under 23 da iscrivere in Serie C quando si creerà un «posto vacante» secondo le regole FIGC. 2) L’iscrizione comporta un contributo economico minimo di 720.000 euro, con integrazioni legate al numero di seconde squadre ammesse. 3) Il nodo principale è l’impianto: si lavora sul Tre Fontane (riqualificazione finanziata per circa 320.000 euro) e si valutano soluzioni-ponte fuori città. 4) L’esperienza recente di Juventus Next Gen, Atalanta U23, Inter U23 e la retrocessione del Milan Futuro in Serie D offrono indicazioni pratiche su rischi, modelli e benefici. Di seguito, una guida completa e aggiornata per comprendere vincoli, opportunità e passaggi chiave di un progetto che può cambiare la filiera formativa giallorossa.

PERCHÈ UN'UNDER 23 È DIVENTATA (QUASI) IMPRESCINDIBILE
Nel calcio italiano post-Riforma Zola, la Serie C ha aumentato l’impiego dei giovani formati in casa, con un +118% di presenze rispetto alla stagione 2022-2023: i club professionistici stanno trasformando la terza serie in un vero ponte tra Primavera e prima squadra. Per una società come la Roma, che storicamente valorizza il vivaio, una Under 23 riduce il ricorso ai prestiti «a perdere», accelera transizioni tecniche e patrimonializza i calciatori, preservandone identità e controllo. È la lezione che arriva soprattutto dalla Juventus Next Gen: al netto delle oscillazioni sportive, ha prodotto debutti in prima squadra (tra cui Nicolò Fagioli, Fabio Miretti, Samuel Iling‑Junior) e un flusso economico rilevante nel medio periodo. Non un percorso lineare per tutti, ma un ecosistema che crea valore tecnico e finanziario. Anche la Atalanta Under 23 ha consolidato un modello orientato a «promuovere ogni anno almeno un profilo alla A», mentre l’Inter Under 23 ha accelerato l’ingresso in C nel 2025 grazie a un posto liberato, impostando da subito struttura e staff tecnico di livello.

IL NODO STADIO: TRE FONTANE OGGI, LEGA PRO DOMANI
Qui si gioca la parte più concreta del dossier. L’impianto prioritario per la Roma Under 23 è il Tre Fontane all’Eur, casa della Roma Femminile: il Campidoglio ha approvato e finanziato un intervento di riqualificazione del valore di circa 320.000 euro (copertura parziale della tribuna ovest, nuove aree per autorità e stampa, dotazioni TV). È un passaggio essenziale per allineare lo stadio alle normative FIGC e UEFA e metterlo in condizione di ospitare al meglio le gare femminili. In prospettiva, come spiegato dal gestore dell’impianto, quelle opere possono diventare la base per una futura omologazione per la Lega Pro: non un via libera automatico alla Serie C maschile, ma un salto di qualità che riduce le distanze. Nel frattempo, la società valuta soluzioni-ponte «fuori porta» nel Lazio: il Francioni di Latina è una delle ipotesi circolate, così come l’Anco Marzio di Ostia (oggi Serie D, con ambizioni di crescita). L’obiettivo è non fermare il percorso per ragioni logistiche, pur mantenendo una forte radice territoriale. In ogni scenario, la parola d’ordine resta conformità: capienza, sicurezza, illuminazione, spazi media, aree VAR-ready dove richiesto e tutti i requisiti del sistema licenze.

QUANDO COSTA DAVVERO UN'UNDER 23: «TASSA DI INGRESSO»
Molto si è discusso sul numero che ha fatto titolo: 720.000 euro di contributo straordinario (più eventuale integrazione, come visto). Ma chi ha già lanciato la seconda squadra suggerisce di guardare al quadro economico complessivo: 1) Investimento iniziale stimato fra 15 e 20 milioni di euro per avviare correttamente il progetto (struttura tecnica, staff, sede, logistica, branding, scouting dedicato, infrastrutture). 2) Costo operativo annuo attorno ai 3 milioni di euro, variabile in base a ambizioni, ingaggi, staff e politiche di mercato. Sono ordini di grandezza coerenti con i benchmark italiani e riflettono il valore strategico della U23: se ben progettata, non è una voce di pura spesa, ma un asset che incide su mercato, ammortamenti, liste, rendimento sportivo e identità di club.

PERCHÈ I FRIEDKIN POSSONO VINCERE LA SCOMMESSA
Perché la Roma dispone di un settore giovanile con tradizione e bacino di reclutamento di prim’ordine, di una piazza capace di sostenere un progetto identitario e di una proprietà che, negli anni, ha dimostrato di saper investire su infrastrutture e processi. Una U23 ben costruita è un acceleratore tecnico ed economico: aumenta il numero di calciatori «club‑trained», incide sulle liste UEFA, riduce il ricorso a prestiti poco controllabili, crea profili pronti alla rotazione in prima squadra e genera valore sul mercato. La condizione è una sola: non trattarla come un obbligo di tendenza, ma come un progetto industriale. In campo e fuori. Se la Roma saprà incastrare questi pezzi, il giorno in cui si aprirà una finestra federale utile non sarà l’inizio di una corsa frenetica, ma la semplice conseguenza di un percorso già compiuto. E allora quella tribuna di 32 metri al Tre Fontane non sarà più il simbolo di un cantiere: diventerà l’immagine concreta del punto di partenza della Roma Under 23.

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