Under 17 A-B
06 Febbraio 2026
Inception. Leonardo Di Caprio, i sogni condivisi, realtà e finzione che si mescolano togliendo ogni punto di riferimento al telespettatore. Sogni dentro ad altri sogni che si intrecciano, e un finale che lascia senza fiato. Como. Achille Cauli, sogni che diventano realtà uno dietro l'altro, in pochissimo tempo. E un finale che regala tre punti a una squadra che non vuole assolutamente smettere di sognare i playoff. La squadra è quella dei classe 2009 allenati da Salvatore Leotta - che magari non sarà Christopher Nolan ma tanto fa tutto un altro mestiere - e il finale del film è l'1-0 con cui il Como piega il Verona, che non è esattamente una squadra qualsiasi ma "solamente" la prima della classe. E sul cross di Savona ad andare a svettare di testa è proprio Cauli, classe 2010, il più piccolo in campo. Che batte Raccanello e firma l'impresa della settimana vivendo l'apice di un momento magico per lui: la prima convocazione in Nazionale con l'Italia Under 16, la firma sul suo primo contratto da professionista arrivata proprio in settimana, il gol decisivo all'Hellas che regala tre punti preziosissimi ai suoi. Sogni dentro ad altri sogni? No, tre realtà una dietro l'altra.
Undici minuti dalla fine, un Como che si fa preferire per tutto l'arco della gara ma anche uno 0-0 che non sembra volersi sbloccare. Poche occasioni a dire il vero, ma una prevalenza territoriale che in qualche modo andava capitalizzata. E per farlo ci è voluto proprio Achille Cauli, l'uomo del momento, entrato dalla panchina al quarto d'ora della ripresa con l'esatto intento di trovare quel guizzo, quella giocata, per cambiare una partita altrimenti destinata al pareggio. Poi quel cross di Savona - ex Genoa, all'esordio da titolare - e quel movimento a centro area verso il pallone; quel colpo di testa in anticipo sulla marcatura del difensore e sull'uscita del portiere; quella corsa di gioia togliendosi la maglia una volta che il pallone è entrato in rete. «Achille ha fatto un bellissimo gol - le parole dell'allenatore del Como, Salvatore Leotta, sul suo asso nella manica - e il mix è stato perfetto: la squadra lo ha messo nelle condizioni di segnare e lui ha finalizzato. Vedere il suo entusiasmo e quello di tutta la squadra è qualcosa di incredibile: la prestazione di tutti è stata esaltante, sono stati tutti in partita dall'inizio alla fine e tutti hanno fatto sia la fase offensiva che quella difensiva. Sono cose che mi inorgogliscono tanto come allenatore».
Non solo Cauli, ovviamente. Dietro alla vittoria del Como c'è un impianto tecnico-tattico che ha semplicemente funzionato alla perfezione in ogni suo ingranaggio. A cominciare dal modo in cui i ragazzi di Salvatore Leotta hanno approcciato: «Dopo il discorso di inizio partita - il commento a caldo del tecnico dopo il match - una volta uscito dagli spogliatoi ho sentito un boato: c'era grande convinzione di poter vincere questa partita anche se affrontavamo una grandissima squadra. Sono estremamente orgoglioso di tutti, veramente di tutti». La gara è stata tiratissima, il Verona (miglior difesa d'Italia prima della partita con solamente 7 gol subiti, seconda la Fiorentina con 9) è stato duro a morire ma il Como ha tenuto in mano l'iniziativa fin dall'inizio. E fin dall'inizio sembrava che fossero proprio i ragazzi di Leotta i più vogliosi di prendersi i tre punti: «Sapevamo che loro difensivamente sono molto forti e sapevamo che sarebbe stata durissima. Ma sappiamo anche che non dobbiamo mai perdere né il coraggio né la nostra identità, che a volte serve pazienza e altre bisogna provare ad affondare il colpo». Tre punti senza i quali sarebbe stato difficile inseguire l'obiettivo di un piazzamento playoff. Tre punti che servono per salire a quota 24, agganciare Monza, Cagliari e Padova e mettere un piede nel quinto posto. Ora ci sono tutte le carte in regola per giocarsela: «So che non è facile - conclude Leotta - ma bisogna pensare a partita per partita. Cerchiamo di non ragionare a lungo termine in termini di risultati, dobbiamo solo essere sempre concentrati e rimanere sempre sul pezzo». Fino al prossimo gol. Di Cauli, ovviamente.
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