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Serie C

A 12 anni dalla prima volta ecco un grande rientro, il centrocampista «torna a casa» per riaccendere lo stadio

Una scelta di identità, prima ancora che di mercato: il nuovo arrivato ridisegna gli equilibri tecnici e riaccende l’immaginazione dei tifosi

PERUGIA SERIE C - VALERIO VERRE

PERUGIA SERIE C - Valerio Verre, centrocampista classe 1994, nella scorsa stagione con il Palermo in Serie B ha collezionato 28 presenze e 2 gol

Una porta laterale che si apre sul corridoio degli spogliatoi, il brusio che cresce in un attimo, gli smartphone che spuntano come lucciole: all’apparire di Valerio Verre il «Renato Curi» trattiene il fiato. È un fotogramma che vale più di mille parole: il centrocampista romano torna a casa, per la terza volta in carriera, e lo fa con un contratto fino al 30 giugno 2026. Un’operazione che non è solo calciomercato: è memoria, riconoscimento, e soprattutto progetto. Nella giornata del 2 febbraio 2026, a poche ore dalla chiusura della sessione invernale, il Perugia ha reso ufficiale il colpo che la tifoseria attendeva con impazienza, confermando durata dell’accordo e contorni tecnici. Tatticamente, emotivamente, simbolicamente: il Grifo si riprende un pezzo della propria identità.

VERRE, CURRICULUM E STRUTTURA TECNICA
1) In Serie A: 150 presenze e 6 gol. In Serie B: 190 presenze e 23 gol. È la cartolina di un profilo che ha attraversato due categorie lasciando sempre tracce misurabili in termini di impatto. Non è solo quantità: è continuità ad alto livello, con esperienze che vanno da Sampdoria a Hellas Verona, da Empoli a Palermo. 2) Con la maglia del Perugia: 77 partite ufficiali e 17 reti fra campionato e coppa. Un bottino che spiega da solo il perché del calore popolare intorno al suo ritorno. Non è frequente che un centrocampista riesca a incidere così stabilmente sul tabellino.

LE 3 VITE BIANCOROSSE DI VERRE
1) La prima volta (stagione 2014-2015, Serie B): appena arrivato, Verre segna all’esordio e chiude a 5 gol in 37 presenze. È il manifesto di un talento che coniuga tempi di gioco e capacità di attacco dello spazio. 2) La seconda (estate 2018-2019): sequenza di 5 partite di fila a segno e prima doppietta in carriera; alla fine saranno 12 gol in campionato, numeri da trequartista «pesante». È la stagione in cui Perugia diventa, più che una tappa, un luogo identitario. 3) La terza (oggi, 2 febbraio 2026): un «secondo ritorno» che coincide con un Perugia in costruzione di medio periodo, deciso a mettere qualità e personalità al centro del progetto.

DALLE GIOVANILI DELLA ROMA AL DEBUTTO CON LUIS ENRIQUE
Nato a Roma l’11 gennaio 1994, cresciuto nel vivaio della Roma, Verre è stato promosso giovanissimo nel gruppo della prima squadra da Luis Enrique. Il suo battesimo europeo in giallorosso resta inciso in una serata amara: 25 agosto 2011, ritorno dei playoff di Europa League all’Olimpico contro lo Slovan Bratislava. Al 74’ entra proprio Valerio Verre, con la Roma che inseguiva la qualificazione: finirà 1-1, con i giallorossi eliminati. Un esordio «coraggioso», che racconta l’indole di un centrocampista abituato a prendersi responsabilità tecniche e caratteriali anche a 17 anni.

PALERMO, UN RECENTE CAPITOLO CHE ARRICCHISCE IL BAGAGLIO
Prima del nuovo abbraccio col Grifo, Verre ha vissuto una stagione e mezza nel progetto Palermo: dapprima in prestito nel 2022-23, poi da svincolato con contratto fino al 2027 sottoscritto nell’agosto 2024. Un percorso che gli ha permesso di lavorare in un ambiente ad alta pressione e ambizione, consolidando minutaggio, leadership e duttilità tra mezzala, trequarti e regia avanzata. Questo bagaglio arriva oggi «impacchettato» a Perugia, pronto per essere messo al servizio della causa biancorossa.

IL «FATTORE» CURI: IL TIFO DIVENTA CONTESTO COMPETITIVO
A Perugia i dettagli contano. Nelle gare «di pressione» il Curi sa farsi sentire; non è un luogo comune, ma un aspetto registrato anche nelle cronache delle partite recenti. L’innesto di un giocatore «riconoscibile» come Verre può alimentare un circuito virtuoso: più personalità in campo, più partecipazione sugli spalti, più coraggio nelle scelte durante i momenti sporchi delle partite. Il ritorno non è solo nostalgia: è leva tecnica ed emotiva insieme.

UN'OPERAZIONE CHE PARLA ALLA CITTÀ
Il calcio di Perugia è fatto di appartenenza: non è retorica, è la storia. Riportare al Curi un giocatore che qui ha già scritto pagine significative significa ribadire la volontà di costruire con coerenza: riconoscere ciò che funziona, ripartire da ciò che ha lasciato un segno, utilizzare la memoria come materia viva. È per questo che il ritorno di Verre è stato percepito come un segnale forte anche da chi guarda soprattutto al bilancio e alla sostenibilità del club. Il resto lo dirà il campo: con un «nuovo» numero dieci pronto a riscrivere, ancora, la propria storia al Curi.

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