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Serie C

Ecco in extremis un giovane in arrivo dalla Serie B per avere più solidità, il club punta su un talento che farà strada

Un innesto all’ultimo giro di lancette: il difensore classe 2005 ha ambizione, duttilità e fisicità per la squadra che vuole salvarsi

CARPI SERIE C - MATTIA BENVENUTO

CARPI SERIE C - Mattia Benvenuto, difensore classe 2005, nella prima parte di stagione 9 presenze con la Pergolettese nel Girone A

La scena è questa: 2 febbraio 2026, scorre il cronometro, il gong del mercato invernale sta per vibrare. Nella stanza dei bottoni del Carpi si incastrano le ultime firme: la linea difensiva, già acciaccata dall’infortunio di Enea Pitti, ha bisogno di un rinforzo immediato. Il nome che compare sul tavolo è quello di Mattia Benvenuto, classe 2005, 1,89 di statura, spezzino doc, cresciuto nel settore giovanile delle Aquile e reduce da una mezza stagione di apprendistato alla Pergolettese. La trattativa si chiude in volata: prestito secco dallo Spezia, con la missione di dare centimetri, gamba e versatilità alla retroguardia biancorossa già nel cuore dell’inverno. È la mossa a sorpresa dell’ultima ora, ma figlia di una logica sportiva chiara: inserire un difensore giovane, dinamico, abituato alla difesa a tre, che sappia reggere la pressione di un finale di stagione senza rete. Il mercato chiude davvero il sipario alle 20 del 2 febbraio 2026 e il Carpi può dire: «Ecco Benvenuto». La cronaca lo attesta, la tempistica pure.

BENVENUTO: PERCORSO E IDENTIKIT TECNICO
Nato a La Spezia il 18 ottobre 2005, Benvenuto ha completato l’intera trafila nel vivaio dello Spezia, passando dall’Under 17 alla Primavera, fino alla prima squadra. Il momento-chiave arriva il 13 aprile 2025: esordio in Serie B a Mantova, in una gara ad alta tensione chiusa sul 2-2, con le Aquile impegnate nella volata playoff. Quel debutto, oltre al peso simbolico, testimonia la fiducia dello staff allora guidato da Luca D’Angelo in un ragazzo già pronto mentalmente al salto tra i professionisti.Fisicamente strutturato (1,89 m), destro naturale, Benvenuto nasce come difensore centrale ma ha frequentato anche il ruolo di braccetto di destra in una difesa a tre e, all’occorrenza, quello di terzino destro. La sua attitudine è quella del difendente «moderno»: contatto fisico, gioco aereo, scivolate in anticipo e una discreta conduzione palla per accorciare in avanti quando serve rompere la linea. Profili statistiche e schede tecniche convergono nel descriverlo come prospetto da sviluppare, con margini di miglioramento nella gestione palla sotto pressione e nella scelta dei tempi di uscita.

DALLA PRIMAVERA ALLA SERIE B, POI LA PERGOLETTESE
La stagione 2024-2025 è la sua palestra d’élite. Benvenuto vive il gruppo della B da aggregato stabile, respirando la rincorsa dello Spezia fino alla finale playoff, persa al Picco il 1° giugno 2025 contro la Cremonese in una serata di emozioni ribaltate nel finale. Un contesto di altissimo livello per un ragazzo che fino a poco prima giocava in Primavera: staff esigente, intensità da categoria, pressione del risultato. Esperienza preziosa, senza scorciatoie. Nell’agosto 2025, lo Spezia sceglie per Benvenuto un prestito «educativo» in Serie C: destinazione U.S. Pergolettese 1932. L’operazione viene accompagnata dal rinnovo contrattuale a lungo termine con le Aquile, segnale di investimento concreto sul ragazzo. Alla Pergolettese, nel Girone A, accumula 9 presenze di campionato (e 10 complessive considerando la cCppa), mettendo minuti veri nelle gambe, alternando panchina e campo come spesso accade per i giovani in ambienti competitivi e in lotta di classifica. È un semestre a crescita intermittente: un infortunio al piede nella fase iniziale complica l’ambientamento, ma il bagaglio tecnico-tattico si allarga.

PERCHÈ IL CARPI LO HA VOLUTO
Il Carpi arriva a gennaio con un quadro chiaro: difesa a 3 come impianto base, necessità di ampliare le rotazioni e di aggiungere un braccetto fisico e rapido per gestire partite sporche e corse all’indietro. L’infortunio di Enea Pitti, mancino del 2005 approdato in estate dal Cesena, rischiava di scoprire la catena di sinistra e, più in generale, di ridurre le opzioni di assetto quando la squadra di Mister Cassani è costretta a misurarsi con avversari diretti e campi pesanti. Serviva un profilo mobile, già alfabetizzato alla linea a tre, possibilmente pronto a entrare nella rotazione senza troppe settimane di rodaggio. Benvenuto spunta tutte le caselle. C’è poi un fattore di calendario: il mercato chiude tardi, al 2 febbraio 2026, e lascia alle società di Serie C una finestra utile per operazioni mirate. Il Carpi la sfrutta al fotofinish, portando a casa un difensore giovane ma già «istruito» su sistemi e pressioni di categoria superiore.

COSA PORTA BENVENUTO: PUNTI DI FORZA E MARGINI
1) Fisicità e gioco aereo: i 189 centimetri aiutano nelle palle inattive difensive e offensive. In Serie C, dove molte partite si decidono sui dettagli, avere un difensore con timing e struttura è un plus. 2) Difesa a tre «nativa»: l’abitudine al ruolo di braccetto di destra semplifica l’inserimento nei meccanismi del Carpi. Non dovrà «riapprendere» principi già metabolizzati allo Spezia e poi applicati alla Pergolettese. 3) Apprendimento accelerato: un anno tra B e C gli ha già insegnato ad affrontare attaccanti esperti, stadi caldi, ritmi intensi. La finale playoff vissuta da vicino nello Spezia di D’Angelo è un master accelerato in gestione emotiva. 4) Margini sui fondamentali: c’è da lavorare, come naturale a 20 anni, su pulizia d’impostazione e scelta dei tempi nelle uscite palla al piede. Ma il contesto, con compagni navigati e un allenatore attento ai dettagli, può favorire una crescita rapida senza forzature.

CONCLUSIONE
All’ultima campanella del mercato, il Carpi ha scelto una strada precisa: giovani con chilometri veri, abituati a lavorare ad alta intensità e pronti a farsi largo in una categoria spietata. Mattia Benvenuto incarna questo identikit: giovane, sì, ma non ingenuo; ambizioso, ma dentro un progetto. Se la crescita tecnica andrà di pari passo con la solidità mentale, il prestito potrà diventare la svolta della sua stagione, e una spinta in più per il Carpi nella corsa alla salvezza. Perché, a volte, la mossa giusta non è la più rumorosa, ma quella che incastra il tassello al posto giusto, nel momento giusto.

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