Serie C
06 Febbraio 2026
GENOA SERIE A - Chec Doumbia, centrocampista classe 2007, rimarrà in prestito tra le fila del Team Altamura di Devis Mangia fino a fine stagione
Una cifra spicciola sul tabellino ma un dato clamoroso nel racconto: a metà dicembre 2025, un 18enne burkinabè firma il suo primo gol tra i professionisti e diventa uno dei marcatori più giovani del Girone C. La scena non arriva da un vivaio patinato di una big, ma dalla provincia che produce calcio vero: Altamura. Quel ragazzo si chiama Chec Bebel Doumbia e oggi è ufficialmente un calciatore del Genoa. Domani, però, anzi, fino al 30 giugno 2026, giocherà ancora in Serie C con la maglia del Team Altamura. Un paradosso solo apparente: è la fotografia lucidissima di come i club di Serie A stanno imparando a investire, programmare, aspettare.
CHI È DOUMBIA, COSA LO RENDE DIVERSO
1) Identikit essenziale: Chec Bebel Doumbia, nato il 15 novembre 2007 in Burkina Faso, è un centrocampista centrale con attitudine anche da mediano, piede destro, statura imponente (circa 1,93 m), e margini di crescita atletica-tecnica ancora ampi. 2) Percorso: formatosi in Italia (passaggi giovanili anche a Casarano), si è messo in luce in Serie C con il Team Altamura tra 2025 e 2026, collezionando 10 presenze e 1 gol nel Girone C. 3) Il dato che ha acceso i radar: nell’analisi di fine 2025, il suo nome compare tra i più giovani marcatori del Girone C, con la prima rete arrivata a 18 anni appena compiuti. È il segno che la Serie C è davvero un laboratorio dove il talento, se pronto, impatta.
PERCHÈ COMPRARE ADESSO E LASCIARE LÌ, LA LOGICA DEL PRESTITO
Nel linguaggio del mercato moderno, operazioni come questa sono diventate la regola per chi vuole valorizzare giovani con minuti reali. Il prestito «di continuità» garantisce: 1) Tempo di gioco immediato: Altamura gli assicura contesto tattico conosciuto, fiducia, minutaggio. 2) Riduzione del rischio: l’impatto psicologico del salto in Serie A viene diluito; niente cambio drastico di scenario a febbraio, quando le gerarchie in prima squadra sono già formate. 3) Monitoraggio ravvicinato: il Genoa ne osserva progressi e carichi di lavoro, modulando step successivi. 4) Tutela dell’investimento: si blinda il cartellino oggi, prima che crescita e concorrenza alzino i costi domani. È lo stesso Genoa ad aver incasellato l’operazione tra gli «innesti in prospettiva», dentro una politica di ricerca e acquisizione di talenti emergenti dai campionati professionistici italiani. Una linea coerente con altre mosse recenti di club attenti al mercato «sotto casa».
LA CONCORRENZA C'ERA E NON È STATA MARGINALE
Nei giorni che hanno preceduto la chiusura, il nome di Doumbia è circolato su più tavoli: tra gli interessamenti segnalati, Atalanta, Inter, Bologna e Sassuolo. Il Genoa ha chiuso prima degli altri, con la volontà di programmare (acquisto) e attendere (prestito) in egual misura. In diverse ricostruzioni giornalistiche, inoltre, l’ordine di grandezza dell’operazione è stato stimato attorno a 500.000 euro più bonus, cifra coerente con un profilo giovane dalla Serie C ma già performante. Dati di contesto che aiutano a leggere la scelta del club.
COSA SUCCEDE AD ALTAMURA, IL CONTESTO TECNICO CHE AIUTA A CRESCERE
Rimanere ad Altamura fino al 30 giugno 2026 significa proseguire in un ambiente che conosce bene i suoi tempi e le sue caratteristiche. Alcuni fattori pesano: 1) Conoscenza del sistema di gioco: non dover ripartire da zero a stagione in corso riduce gli «attriti» e accelera la resa. 2) Responsabilità graduale: da under con spalle larghe, a titolare potenziale quando pronto; la Serie C lo consente. 3) Tracciabilità del rendimento: i numeri di presenze e il minutaggio possono crescere in modo lineare e misurabile, più di quanto accadrebbe in una Primavera di una big a metà annata o in una panchina lunga di Serie A. Vale la pena rimarcare come proprio la Serie C del Girone C abbia mostrato — documenti alla mano — un trend di precocità: giovani che segnano, giocano, reggono l’urto. È il circuito ideale per affinare letture e tempi da centrocampista.
CHE PROFILO TECNICO PORTA AL GENOA
Senza forzare etichette premature, i tratti già visibili nel 2025-2026 dicono che Doumbia può essere: 1) un recuperatore di palloni, con falcata e corpo per schermare la zona centrale; 2) un portatore in uscita, quando la giocata chiede metri palla al piede e coraggio nel rompere la prima pressione; 3) un profilo appetibile per le palle inattive (attacco e difesa), grazie alla struttura. La vera domanda è «come» e «quanto» evolverà la sua tecnica sotto pressione e la velocità della prima scelta. È lì che si fa la differenza tra un buon mediano di Serie C e un centrocampista da Serie A. La permanenza in Puglia, fino a giugno 2026, servirà proprio a testare la continuità su questi parametri, partita dopo partita.
UNA STORIA CHE INTERESSA OLTRE IL GENOA E LA PUGLIA
Perché è un case-study di come il mercato italiano stia tornando a cercare valore nella Serie C: qui i club di Serie A trovano giocatori già «adulti» nel loro modo di competere, pronti a reggere botte, tempi, pressioni. E i club di Serie C trovano la sostenibilità: formare, lanciare, cedere bene, veder tornare i ragazzi in prestito per completare la maturazione. Quando sulle schede compaiono 18 anni, 1 gol, 10 presenze, 1,93 m, non sono solo cifre: sono coordinate per leggere il calcio che arriva. Il Genoa compra oggi il profilo che domani può cambiare le sue rotazioni a centrocampo, e lo fa nel modo più semplice e più moderno possibile: proprietà immediata, crescita misurata, rientro programmato.