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L'ex Milan ora veste il bianconero nella bella favola del calcio italiano, può essere l'incastro giusto per avere successo

Dalle prime parole al peso della maglia numero 10: storia, ruolo e prospettive di un classe 2002 che vuole accendere l’attacco

PIANESE SERIE C - SIMONE IANESI

PIANESE SERIE C - Simone Ianesi, attaccante classe 2002, nella prima parte di stagione 16 presenze con la maglia del Pontedera, sempre in Toscana

Una maglia ripiegata con cura, il numero che pesa e affascina: 10. Nel silenzio dello spogliatoio del «Comunale» di Piancastagnaio, appena interrotto dal brusio dei tifosi fuori dai cancelli, Simone Ianesi posa lo sguardo sul nuovo dorso bianconero. Pochi giorni prima dell’esordio del 31 gennaio 2026 contro la Vis Pesaro, una sconfitta per 1-2 che non ha oscurato le buone sensazioni, il classe 2002 ha scelto un simbolo e un percorso. «Ho trovato una piccola famiglia», ha detto ai sostenitori della Pianese, promettendo lavoro e coraggio. Il resto, adesso, lo dirà il campo: già la prossima tappa si chiama Arezzo, capolista, in un 8 febbraio 2026 che profuma di banco di prova.

IANESI: RADICI FRIULANE, FORMAZIONE DA ESTERNO MODERNO
Dietro quella maglia 10 c’è un profilo che racconta crescita e adattamento. Nato a Udine il 13 febbraio 2002, Ianesi è cresciuto nel vivaio dell’Udinese, assorbendo una cultura tecnica che l’ha formato come attaccante «ibrido»: esterno di qualità, capace di alzare i giri in conduzione e di giocare anche dentro al campo. La prima esperienza tra i grandi matura nel 2022-2023 con il Trento, quindi il trasferimento al Pontedera dove in due annate e mezza si è costruito una reputazione da ala rapida e verticale, con un contributo realizzativo in crescita, oltre la soglia delle 10 reti complessive e diversi assist nelle ultime stagioni tra Serie C e Coppe, numeri che hanno attirato attenzioni oltre categoria. Nel gennaio 2025 la chiamata del Milan Futuro, la seconda squadra rossonera, gli apre una parentesi preziosa per bagaglio e intensità del contesto, tra ritmi elevati e richiesta di responsabilità nella gestione delle transizioni. Dopo il rientro in Toscana nell’ultima estate, la sliding door arriva negli ultimi giorni di mercato invernale: intesa definita, trasferimento alla Pianese e nuova pagina da scrivere con un orizzonte pluriennale.

LA MAGLIA NUMERO 10, UNA SCELTA CHE CONTA
I numeri non sono solo numeri, specie in Italia. Indossare il 10 significa accettare una narrativa: visione, responsabilità, fantasia. È una dichiarazione di intenti, ma anche un impegno con i compagni e con il pubblico. Ianesi non si è tirato indietro. Anzi, ha esplicitato il suo stesso manifesto tecnico: «Sono un fantasista rapido, mi piace puntare l’uomo e creare superiorità, preferisco partire largo a sinistra per rientrare e calciare a giro». Parole che tracciano una mappa tattica nitida: ricezione sull’esterno, primo controllo orientato, conduzione in diagonale verso il mezzo spazio di rifinitura, tiro col destro o ultimo passaggio. In un campionato che premia le squadre capaci di manipolare linee e tempi, la Pianese guadagna un profilo capace di «rompere» le partite con strappi e uno contro uno. La scelta del 10 è anche frutto di un incastro recente di rosa: la casacca si è liberata nei giorni precedenti l’arrivo del giocatore, e la società ha chiarito che l’innesto di Ianesi non comporta uscite in attacco. Contestualmente è stato ribadito il progetto su Leonardo Bellini, autore di 10 reti e rinnovato fino al 2028

LA «PICCOLA FAMIGLIA» DI PIANCASTAGNAIO: IDENTITÀ, CONTESTO E AMBIZIONE
Chi arriva a Piancastagnaio, uno dei balconi naturali del Monte Amiata, scopre un club che fa dell’identità una risorsa. Le zebrette, i bianconeri di Toscana, hanno costruito negli anni una reputazione di organizzazione, valorizzazione dei giovani e continuità. La dimensione «familiare» evocata da Ianesi durante la presentazione non è un vezzo retorico, ma una chiave di lettura dell’ambiente: staff tecnico coeso, gestione attenta e una comunità che vive la partita come appuntamento del territorio. L’allenatore, oggi, è Alessandro Birindelli, ex difensore di lungo corso, che ha trasferito idee moderne sul piano dell’ordine senza palla e della cura delle uscite dal basso, bilanciandole con una ricerca di ampiezza e attacco alle corsie utile a valorizzare esterni e mezzali d’inserimento.

COME GIOCHERÀ IANESI NELLA PIANESE, FIT TECNICO-TATTICO
L’arrivo di Ianesi apre uno scenario intrigante per la fase offensiva bianconera. Ecco tre possibili chiavi: 1) Ampiezza e uno contro uno. Collocarlo a piede invertito sulla corsia di sinistra permette di alzare la minaccia nell’ultimo terzo: ricezione sulla linea, finta di corpo, rientro e soluzione diretta (tiro o cross tagliato). Chi occupa il corridoio interno (tra le linee) beneficia della difesa che collassa su Ianesi, liberando linee di passaggio orizzontali e appoggi dietro al mediano. 2) Transizioni e campo lungo. Con campo da attaccare, il suo primo passo diventa un moltiplicatore: strappo in conduzione, ricerca dell’ampiezza o della profondità, gestione delle scelte in funzione del posizionamento del terzino avversario. In Serie C, la gestione delle transizioni è spesso spartiacque tra chi smuove il risultato e chi lo subisce. 3) Relazioni con i compagni. Il tridente con Bellini e una prima punta di riferimento (rotazioni con profili come Fabrizi, e con il progressivo recupero di Ongaro) consente di alternare soluzioni «palla addosso» e attacchi a tre corridoi. Se il terzino sale, Ianesi può occupare il mezzo spazio; se accompagna dalla seconda linea una mezzala, diventa un triangolo di rifinitura sul lato forte.

UN TASSELLO CHE PUÒ VALERE PUNTI
Nel girone lungo e implacabile della Serie C, spostare un duello laterale può voler dire spostare un risultato. Ianesi porta dribbling, progressione e una porzione di imprevedibilità. Dentro una «piccola famiglia» che lo ha accolto e lo responsabilizza, ciò che conta è la ripetizione del gesto giusto: il tempo dello scatto, il taglio alle spalle, la scelta tra tiro e assist. È qui che la maglia 10 smette di essere un simbolo e diventa un compito. Se il battesimo è stato ruvido, ko 1-2 con la Vis Pesaro l’esame con la capolista Arezzo misurerà ambizioni e tenuta mentale. Perché la differenza, spesso, la fanno i dettagli: un rientro di Ianesi che intercetta la seconda palla, un calcio piazzato ben calciato, una conduzione che spacca una linea. In fondo, il calcio è semplice quando lo rende semplice chi conosce il proprio ruolo. E questa Pianese, con il suo nuovo 10, vuole impararlo in fretta.

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