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Scossone nella società di Serie B: lo storico tecnico ex Milan prende in mano la Primavera

Un cambio in corsa che può diventare un metodo: dalla base del vivaio all’ultimo gradino prima del professionismo

Lupi e Bordin

VENEZIA GIOVANILI • Lupi e Bordin, allenatori delle giovanili dei lagunari

È un pomeriggio ventoso al Taliercio, la luce di febbraio taglia il campo in diagonale e i ragazzi dell’Under 16 sono fermi a bordo campo con le borse ancora aperte. Il passaggio di consegne è appena stato ufficializzato: la panchina della Primavera passa ad Alessandro Lupi, il tecnico che fino a ieri li chiamava per nome durante le esercitazioni. Un dettaglio che racconta molto della filosofia di un club: continuità, filiera interna, valorizzazione del lavoro quotidiano. Il Venezia ha deciso di muoversi così, comunicando che Francesco Bordin è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Primavera e che al suo posto arriverà proprio Lupi, già alla guida dell’Under 16 e con parecchie esperienze in Primavera 1 fino all'anno scorso. Bordin non lascia la società: per lui è previsto un nuovo ruolo all’interno della struttura arancioneroverde.

FOTOGRAFIA DEL MOMENTO

Per inquadrare la scelta va ricordato il contesto competitivo. In Primavera 2, dopo 17 giornate, il Venezia è a quota 19 punti, in 11ª posizione, a distanza di sette lunghezze dal treno playoff. Il dato che pesa è l’equilibrio difensivo: 21 gol fatti e 37 subiti, con una tendenza alle partite “aperte” che spesso si spezzano dietro. L’ultima gara, il 4-2 sul campo del Modena dell'1 febbraio 2026, ha confermato pregi e limiti: due segnali offensivi (Damiano e Fondi) ma troppe concessioni. Sono numeri che spiegano la scelta societaria di una “soluzione interna”: puntare su chi conosce già linguaggi, profili e carichi di lavoro dei ragazzi, per intervenire sui dettagli senza rifondare.

CHI È ALESSANDRO LUPI

Il nome di Alessandro Lupi ha un peso specifico proprio dove serve: nella transizione tra categorie giovanili. Ex centrocampista, è tecnico con lunga militanza nel settore giovanile del Milan: responsabile d’Academy, poi allenatore Under 17 e quindi della Primavera rossonera nel 2017-2018, quando raccolse il testimone di Gennaro Gattuso. In seguito ha guidato il Chiasso in Svizzera e ha lavorato nel vivaio del Monza fino alla Primavera. Un curriculum che unisce due tratti rari e utilissimi: la conoscenza profonda del ciclo formativo e la pratica in contesti diversi. A Venezia, Lupi ha diretto l’Under 16 sino alla chiamata di questi giorni: significa che ha sottomano dossier tecnici aggiornati, mappe di crescita dei singoli, livelli di carico, storia degli infortuni, profili psico-motivazionali. In altre parole, gli “atomi” su cui si costruisce davvero la continuità.

SOLUZIONE INTERNA COME SCELTA IDENTITARIA

Nel comunicato del Venezia c’è una parola chiave: “soluzione interna”. Non è un vezzo: significa scommettere sul capitale umano già presente, premiare la filiera e proteggere il senso di appartenenza. La società, negli ultimi mesi, ha accompagnato il Settore Giovanile con scelte specifiche: nuovi partner che sostengono materialmente i percorsi di formazione, un lavoro di comunicazione costante sulle gare e un’attenzione crescente alla Primavera come asset strategico. Dentro questa cornice, il passaggio di Lupi alla Primavera è il tassello coerente.

UN PUNTO SU BORDIN

È importante sottolinearlo: l’uscita di Francesco Bordin dalla panchina non coincide con un addio. Il club ha dichiarato che al tecnico sarà assegnato un nuovo incarico, probabilmente proprio in Under 16. Anche questo è un segno di cultura organizzativa: le competenze restano, si riallocano, si mettono a sistema. Bordin ha lavorato nella scorsa stagione alla crescita del gruppo e — tra alti e bassi inevitabili — ha firmato vittorie significative e momenti di costruzione tecnica. Tenere in casa la sua esperienza è un investimento.

MOSSA CHE VALE PIÙ DI UN CAMBIO DI ALLENATORE

Promuovere Alessandro Lupi dalla Under 16 alla Primavera non è solo una scelta tattica. È una dichiarazione di metodo. Significa riconoscere che la continuità del vivaio non nasce dai discorsi, ma dalla coerenza degli strumenti: linguaggi condivisi, staff che dialogano, carichi pensati su orizzonti pluriennali, talento accompagnato e non bruciato. Il calendario non aspetta: già dal prossimo impegno con il Padova fanalino di coda la Primavera dovrà dare segnali concreti. Ma, al di là dei risultati immediati, la direzione è chiara. Se i ragazzi riconosceranno nel campo ciò che hanno imparato un gradino più sotto, il passaggio sarà più morbido. E un vivaio vive di questo: di attraversamenti ben governati, dove il talento non inciampa nel cambio di categoria ma lo usa per allungare il passo.

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