Premier League
07 Febbraio 2026
NOTTINGHAM FOREST PREMIER LEAGUE - Lorenzo Lucca, attaccante classe 2000, è arrivato in Inghilterra dopo una prima parte di stagione al Napoli
Pioggia obliqua, fari accesi e cori che scendono a strappi dalle tribune di Elland Road: è in questo palcoscenico che, al 54', un centravanti alto quasi due metri entra in campo, alza lo sguardo e decide che il suo primo tocco pesante con il Nottingham Forest non può aspettare troppo. All’86', la palla gli arriva addosso come una promessa e diventa realtà: colpo di testa, rete della bandiera, e l’Inghilterra che scopre il timbro di Lorenzo Lucca. Finisce 3-1 per il Leeds United, troppo più avanti per lasciarsi spaventare dal sussulto finale, ma l’esordio dell’italiano nel campionato più esigente del mondo resta inciso nella cronaca della serata di venerdì 6 febbraio 2026.
L'ESSENZIALE: COSA È SUCCESSO A LEEDS
1) Il Leeds United ha battuto 3-1 il Nottingham Forest nell’anticipo della 25ª giornata di Premier League a Elland Road. Gol di Jayden Bogle (26'), Noah Okafor (30') e Dominic Calvert-Lewin (49'). Per il Forest, rete di Lorenzo Lucca al 86'. Affluenza ufficiale: 36.835 spettatori. 2) Lucca ha esordito col Nottingham Forest entrando al 9' del secondo tempo (54') al posto di Igor Jesus, e ha segnato di testa nel finale. 3) Il successo porta il Leeds a +9 sulla zona retrocessione; per il Forest s’interrompe una mini-serie positiva e crescono le preoccupazioni.
IL CONTESTO: UNA PARTITA CHE PESAVA
A inizio serata le due squadre si guardavano allo specchio: stessi punti, stessa differenza reti, stessa paura di scivolare giù. L’Elland Road notturno, però, è un luogo dove in questa stagione il Leeds ha costruito un piccolo vantaggio competitivo: vittorie ripetute negli appuntamenti serali e una confidenza crescente «sotto le luci», un dato che racconta bene l’intensità prodotta dalla squadra di Daniel Farke e ridistribuita dalla tribuna verso il campo. La gara con il Forest ha confermato il trend, con i padroni di casa capaci di indirizzarla già entro la mezz’ora e di gestirla poi con lucidità. Per il Nottingham Forest di Sean Dyche, che arrivava a Leeds con qualche segnale incoraggiante, il colpo è doppio: la sconfitta e la sensazione di essersi fatti male da soli in pochi minuti, pagando care alcune assenze e gli aggiustamenti forzati nella linea difensiva.
LA PARTITA: DUE FENDENTI, UN SIGILLO DI PETTO E LA RETE DI LUCCA
La fotografia tattica salta fuori già prima dei gol. Il Leeds imposta con ritmo e verticalità, sfruttando il lavoro senza palla dei suoi riferimenti offensivi e le corse dei quinti. L’episodio che spacca l’equilibrio arriva al 26': palla in profondità calibrata da Ilia Gruev, lettura perfetta di Jayden Bogle, conclusione rasoterra e 1-0. Passano quattro minuti e un’altra giocata «seconda palla + riattacco» punisce il Forest: James Justin calcia, Stefan Ortega respinge, Noah Okafor è dov’è giusto essere e fa 2-0. Dopo l’intervallo, il 49' firma il timbro simbolico della serata: cross di Gruev e tocco «di petto», tecnico e sorprendente, di Dominic Calvert-Lewin per il 3-0. È il suo 10° gol in campionato, il ritorno a una doppia cifra che il centravanti non toccava dai tempi migliori. In quel momento sembra finita, e in larga parte lo è.
L'INGRESSO DI LUCCA: COSA CAMBIA E COSA RESTA UGUALE
Al 54', Sean Dyche manda dentro Lorenzo Lucca per Igor Jesus. L’idea è chiara: alzare la quota delle giocate dirette, aggiungere presenza aerea e una sponda più «fisica» per risalire il campo. Le prime sequenze mostrano esattamente questo: palloni sporchi convertiti in seconde palle, un riferimento per fissare i centrali avversari e liberare qualche corsia esterna. Il Leeds, però, continua a vincere duelli e seconde palle in zona nevralgica, e così il Forest resta spesso corto di uomini sulla «seconda ondata». La ricompensa personale per Lucca arriva all’86': cross dalla trequarti, attacco al primo tempo di volo, colpo di testa secco. È la rete che scrive «presente» accanto al nome dell’italiano nella lista dei marcatori della Premier League; è anche il segnale che, con rifornimenti adeguati, il suo profilo può incidere. Finisce 3-1. Il risultato non cambia il senso della contesa, ma cambia la percezione del suo impatto immediato.
PERCHÈ IL GOL CONTA, ANCHE SE NON CAMBIA IL RISULTATO
1) Identità tecnica: Lucca ha dimensioni (2 metri scarsi) e un gioco aereo che in Premier League possono fare la differenza in aree congestionate. Il gol di testa in serata lo certifica, ma la qualità «piattaforma», sponde, scarichi, pulizia del primo contatto, è l’aspetto che più interessa in prospettiva Forest. 2) Adattamento lampo: segnare al debutto in trasferta e in un contesto emotivamente ostile come Elland Road è un segnale di personalità. Il dato grezzo pesa nella narrativa, ma è il tipo di rete, attacco al tempo giusto, lettura della traiettoria, che suggerisce trasferibilità a diversi scenari tattici. 3) Gerarchie offensive: con Lucca in rosa, Dyche guadagna una soluzione complementare rispetto agli altri profili a disposizione. Nelle rotazioni, l’italiano può essere un’uscita diretta quando il palleggio si sporca o quando c’è da ribaltare presto. La serata di Leeds offre un teaser credibile.
FOCUS LUCCA: IDEE DI SVILUPPO TATTICO
1) Primo contatto e «muro»: l’italiano offre una piattaforma stabile per gli inserimenti delle mezzali e degli esterni. Lavorare sui tempi di sponda,spesso mezzo secondo prima per favorire la corsa, potrà incrementare la qualità delle seconde giocate. 2) Attacco primo palo: il gol all’86' nasce da un tempo d’anticipo sul difensore. Se il Forest produce più cross tagliati da mezzo-spazio, Lucca diventa un target di alto valore atteso. 3) Pressing e campo lungo: nella Premier, anche i nove fisici devono correre «intelligentemente». Il metraggio alla prima pressione e il «tracciare» le linee di passaggio verso il mediano rivale sono gli aspetti su cui misurare la sua integrazione. 4) Palle inattive: con quella statura e una discreta pulizia degli smarcamenti, il potenziale su calci piazzati offensivi è concreto. Su quelli difensivi, invece, può offrire un uomo in più sull’area piccola. Questi vettori non cambiano l’analisi della partita di Leeds, ma ne spiegano il frammento più interessante: l’istante in cui Lucca sale in cielo e «piega» il pallone dentro la porta. È un gesto che, nelle prossime settimane, il Forest dovrà trasformare da istantanea a repertorio. L’Inghilterra ha ascoltato il primo squillo: ora tocca al Forest scrivere il resto.