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Primavera 1

La Juve sfata la maledizione, batte il Verona in casa dopo 8 anni e si avvicina alla zona playoff

I bianconeri superano gli Scaligeri, che cadono in campionato dopo una lunga imbattibilità

La Juve sfata la maledizione, batte il Verona in casa dopo 2983 giorni e si avvicina alla zona playoff

Primavera 1 - Arman Durmisi e Marco Tiozzo Pagio: il primo ha segnato una doppietta, il secondo ha messo a referto un gol e un assist. JUVENTUS-VERONA 3-1.

Per la Juventus superare il Verona è stata una vera e propria “mission impossible”. L’ultima vittoria con gli Scaligeri prima di adesso? Era il 30 aprile del 2018, 7 anni e 9 mesi fa. Il tabù s’infrange, a Vinovo non c’è proprio storia e Madama trionfa per 3-1: decisiva la doppietta di Arman Durmisi e il secondo gol in campionato di Marco Tiozzo; accorcia nel finale Peci, ma non c’è più tempo. Tra le mura amiche il successo non arrivava addirittura dal 9 dicembre del 2017 (sono passati 2983 giorni, praticamente 8 anni), quando tra i marcatori c’era Marko Pjaca, di ritorno dall’infortunio al crociato. Una vita fa. Ora è tempo di disfare e riscrivere record e statistiche, perché i fantasmi dall’armadio sono stati scacciati.

240' secondi per colpire

Contro il ‘primo’ Verona di Moro, salito dall’Under 17 dopo la promozione di Sammarco in Prima Squadra, l’avvio della Juventus è di una convinzione impressionante. Non passano nemmeno quattro minuti e Durmisi apre il conto dei gol: trovato da Leone, nell’area piccola l’albanese incrocia il destro e fa 1-0 in men che non si dica. Il Verona fatica nel costruire, anche se trova nella corsia di destra, occupata da Mussola e Monticelli, una via piuttosto convincente per poter attaccare. È proprio Mussola che crea il primo vero pericolo per gli Scaligeri: in qualche modo, Vermesan prolunga dentro l’area per il 65, Huli copre bene il primo palo, allontana blocca il tentativo dell’esterno del Verona al 15’. I ragazzi di Moro alzano il ritmo, al 19’ Vermesan continua ad essere pimpante, approfitta di una disattenzione di Borasio, a cui ruba la sfera: dal limite, cerca di piazzare il destro mirando l’angolino basso del palo lontano, ma colpisce in pieno l’interno del legno. Chance pazzesca per un Verona che, ora, gioca meglio. Dopo una bell’uscita dal basso, la Juve si rivede dalle parti di Castagnini: Finocchiaro serve di prima con il tacco Durmisi, che si fa palla al piede qualche metro, prima di calciare addosso al portiere al 25’. Adesso è Madama che insiste: al 29’ Yildiz sbaglia a spazzare un cross tentato da Finocchiaro, in area ruba palla Sylla, il quale, però, ci mette troppo per tirare e l’azione pericolosa si spenge sul nascere. Il Verona non resta a guardare, anche se è ancora perfetto Huli al 35’: solita sponda perfetta di Vermesan, questa volta per Monticelli che, leggermente defilato sulla destra, non riesce a sorprendere l’estremo difensore juventino, che salva con la gamba da pochi passi. Nel finale gli attacchi si fanno sentire, la Juve è brava nel gestisce e nel conservare, fino alla fine del primo tempo, il prezioso vantaggio.

Tiozzo inventa, Durmisi allunga

La ripresa comincia senza nessun cambio, ma con solo certezze. Ad esempio? La sicurezza di Vermesan: perfetta la sua, ennesima, sponda per Szimionas, che prova a far girare il destro, atteso sul secondo palo da Huli, che la fa sua al 3’. L’approccio con cui è rientrato il Verona è perfetto e la Juve soffre, tant’è che viene stanata a ridosso della sua area di rigore. La Juve, sostanzialmente, non riesce a ripartire, Padoin comprende le difficoltà, serve gente fresca: escono Sylla e Finocchiaro, entrano Makiobo ed Elimoghale. Tempismo perfetto, ci mette tre minuti il classe 2009 ad inventare: al 15’, sulla sinistra, punta l’ammonito Feola e serve a rimorchio Tiozzo, che di prima chiude il destro e raddoppia. Il ragazzo di Padova segna al Verona, continua il suo super momento di forma. Vola la Juve, che si ripete immediatamente: Tiozzo illumina ancora, manda in profondità Durmisi con un pallone in verticale di mezzo esterno con i contagiri e il bomber non può non approfittare del regalo e fa 3-0 al 19’. Con un passivo così, quasi inimmaginabile all’inizio del secondo tempo, per l’ultimo quarto d’ora Moro deve stravolgere la squadra e passare ad un 4-2-4 con l’ingresso di Stella, che va ad affiancarsi a Vermesan. Inevitabilmente, il Verona deve spingere: alla mezz’ora, sugli sviluppi di un corner, Peci cade in area, tra le proteste generali, la direttrice di gara Marotta non fischia e il 79 si rialza subito; poco dopo, al 40’ Martini tenta la botta dalla distanza, spaventa Huli, senza comunque trovare lo specchio. Il tempo scorre, il Verona cerca almeno il gol della bandiera, che arriva al 44’: Pinessi appoggia per Peci, che con il destro non lascia scampo ad Huli. Non manca la grinta agli Scaligeri, che nel recupero sfiora più volte il 3-2, ma non c’è più tempo.

La Juventus vince in maniera molto convincente e si regala il terzo risultato utile di fila: ora il sesto posto dista appena un punto. Cade, invece, il Verona cade dopo 7 partite da imbattuto, ma con 36 punti rimane lo stesso in zona playoff. Mercoledì 11 ci saranno gli impegni di Coppa Italia Primavera: i bianconeri affronteranno l’Inter nel derby d’Italia, il Verona l’Atalanta in un grande classico tra grandi settori giovanili.


IL TABELLINO

JUVENTUS-VERONA 3-1
RETI (3-0; 3-1): 4' Durmisi (J), 16' st Tiozzo (J), 19' st Durmisi (J), 44' st Peci (V).
JUVENTUS (3-4-2-1): Huli 6.5, Borasio 6, Montero 7, Verde 6.5, Leone 7 (24' st Repciuc 6), Milia 6.5, Sylla 6 (12' st Makiobo 6.5), Contarini 6.5 (34' st Rizzo sv), Tiozzo 7.5 (24' st Keutgen 6), Finocchiaro 6.5 (12' st Elimoghale 7), Durmisi 8. A disp. Radu, Lopez, Vallana, Merola, De Brul, Pugno. All. Padoin 7.
VERONA (3-4-2-1): Castagnini 6, Feola 6, Yildiz 5 (27' st Stella 6), Barry 6, Mussola 5.5 (6' st Martini 6.5), Szimionas 6.5 (34' st  Garofalo sv) Peci 7, De Battisti 6, Monticelli 6.5, Casagrande 5.5 (27' st De Rossi 6), Vermesan 7 (34' st Pinessi sv). A disp. Tommasi, Topollaj, Mendola, Macak, Moisa, Bortolotti. All. Moro 5.5.
AMMONITI: 28' Peci (V), 30' Vermesan (V), 37' Feola (V), 26' st Elimoghale (J).
ARBITRO: Marotta di Sapri 6.
COLLABORATORI: Peloso di Nichelino e Ambrosino di Nichelino.


LE PAGELLE

JUVENTUS

Huli 6.5 Tra i pali è ineccepibile. Nel primo tempo abbassa la saracinesca e sbarra la porta a chiunque si voglia avvicinare. Nella ripresa, si erge con una bella parata su una bella conclusione di Szimionas, mentre può far ben poco sul gol subito. In ogni caso, si dimostra la solita sicurezza per questa Juve: le chiamate in Prima Squadra non arrivano mica per caso.

Borasio 6 In questa posizione ibrida tra terzino e braccetto di destra commette qualche errore, il più rischioso quello su Vermesan nel primo tempo, a cui regala palla al limite dell'area. Nel complesso, a parte un paio di sviste, si comporta bene, in maniera solida e sempre attenta, anche quando Padoin lo sposta a sinistra, una zona non sua. 

Montero 7 Nel primo tempo si rende miracoloso sulla linea di porta, salvando una chiara occasione da gol per il Verona che avrebbe potuto cambiare le sorti della gara. Anche nel finale di partita si rende protagonista, andando ad un passo dalla gioia personale, calciando di prima al volo dentro l'area piccola. Da quando è tornato, la Juve sta calando prestazioni positive una dietro l'altra, e chissà se è solo una coincidenza...

Verde 6.5 Garanzia assoluta. Il capitano bianconero ha sfornato l'ennesima prova perfetta sul piano tecnico-tattico: presente dietro con i soliti anticipi, perfetto con e senza palla con le sue sovrapposizioni. Dopo una prima parte di stagione svolta da centrale di difesa, da braccetto di sinistra ora sta trovando, forse, la sua 'casa'. 

Leone 7 Padoin, in quest'occasione, gli lascia più libertà di attaccare e i risultati sono stati d'oro. Dopo poco dall'inizio, infatti, trova l'assist per l'1-0 di Durmisi e per il resto dei minuti non smette di mettere pressione a De Battisti, costringendolo ad arretrare il suo raggio d'azione. Nonostante abbia avuto più compiti nell'ultimo terzo di campo, non cala mai d'attenzione, aiutando sul binario Borasio, abbassandosi spesso anche come quinto. 

24' st Repciuc 6 Prova, con la sua esplosività nel lungo, a ridare ossigeno alla Juve che sta vivendo un momento di apprensione. Ci riesce, accompagna l'azione con ritmo sulla destra, offrendo sempre il supporto agli attaccanti.

Milia 6.5 Partita nel segno della completezza. Davanti alla difesa, mette in saccoccia una miriade di palloni, che sradica elegantemente e tempestivamente uno dopo l'altro agi avversari. In fase di non possesso insegna: perfetto nei recuperi e nelle chiusure. Copre, infatti, tutte le linee di passaggio ai danni di Casagrande, che esce ben presto dai radar.

Sylla 6 Grandi strappi in mezzo al campo, ma nell'ultima scelta ha ancora tanto da migliorare. Sopratutto a ridosso dell'area avversaria, ha avuto più volte l'opportunità di calciare o trovare qualche compagno messo meglio, ma con tanti, troppi, tocchi, finisce per sprecare il tutto. 

12' st Makiobo 6.5 Con la sua fisicità, può essere una chiave del centrocampo del presente e del futuro di questa Juve. Lavora bene sul binario sinistro, trovandosi a meraviglia con Elimoghale e, anche al centro, mette ordine, ripulisce e gestisce con calma. Occhio al suo piede, in grado di far male anche da lontano.

Contarini 6.5 S'intasca in poco tempo Mussola, chiudendolo sempre sul più bello. L'ex Genoa domina sulla sinistra, attaccando quando ha spazio, senza mai dimenticarsi della fase difensiva, che svolge ai limiti della perfezione. 34' st Rizzo sv

Tiozzo 7.5 Cresce di minuto in minuto, ma è nel secondo tempo che si eleva con giocate e colpi da vero gioiellino. Nel suo gol c'è tutto: tempi d'inserimento perfetto, precisione, velocità d'esecuzione e freddezza; nell'assist, poi, c'è tutto e oltre: la qualità di quel lancio, di mezzo esterno, con cui imbuca Durmisi, è di una bellezza rara, quasi da studiare. Con quel piede lì fa l'artista.

24' st Keutgen 6 Riesce spesso a dare il suo supporto agli attaccanti, attaccando lo spazio con convinzione. Su qualche contrasto, al contrario, non arriva con la stessa sicurezza, difatti diversi contrasti non portano l'esito che avrebbe voluto, ma ha comunque messo a disposizione diversi spunti interessanti.

Finocchiaro 6.5 Se nel primo tempo tenta, con tanti guizzi e numeri sulla sinistra, di entrare tra le strette maglie veronesi con la sua qualità, nella ripresa non riesce ad offrire lo stesso contributo e Padoin lo nota subito. Parlando dei primi 45', comunque, il 10 bianconero trova molte volte la via per entrare dentro l'area di rigore, spesso per poi cercare il compagno libero in mezzo.

12' st Elimoghale 7 Da quando entra, cambia radicalmente l'inerzia della partita. Ad uno dei primi palloni toccati, regala l'assist a Tiozzo, che trova con i contagiri a rimorchio. Con la sua freschezza, riesce a tener lontano tante minacce, allontanando Martini dalle zone offensive.

Durmisi 8 Deve fare il bomber e ci riesce, alla perfezione. Prima, con un bel diagonale con il destro, spiana la strada alla Juventus, poi sigla il tris scappando via sulla profondità e capitalizzando in rete con tanta freddezza. Era la sua occasione per dare un segnale e l'ha colta al balzo, la Juve ha forse ora il suo attaccante titolare?

All. Padoin 7 La sua Juve approccia la gara con un'attitudine da grande e i risultati si vedono. Vermesan ha dato fastidio, è vero, ma la retroguardia ha retto bene, soprattutto trascinata da un grande Montero. Nella ripresa capisce tempestivamente quando effettuare i cambi, che saranno poi decisivi: Elimoghale fra tutti. Come tecnico, sta crescendo molto e il tutto si riflette anche sulla classifica.


VERONA 

Castagnini 6 Di grandi parate, alla fine dei conti, non ne effettua. Può poco contro i gol della Juventus, tutti imparabili e arrivati da posizione ravvicinata, specialmente quelli di Durmisi. Bene nelle letture alte sui corner avversari, in cui riesce ad anticipare tutti con i suoi guantoni.

Feola 6 Un buon primo tempo leggermente macchiato con la sua prestazione nella ripresa, non sugli stessi livelli. Se in apertura riesce anche a farsi vedere con i suoi piazzati sempre precisi e taglienti, nel secondo tempo non riesce ad offrire solidità al reparto, anche a causa di un'ammonizione ricevuta. Da quel lato soffre l'ingresso di Elimoghale, che lo punta e supera troppo facilmente. Qualche responsabilità sul secondo gol della Juve le ha.

Yildiz 5 Il suo cognome a Vinovo lo conoscono tutti, ma non c'è nessun grado di parentela con il 10 della Juve freschissimo di rinnovo. Dietro è lacunoso, lascia molti, troppi, spazi a Durmisi, che quando scappa diventa imprendibile. Leggermente in ritardo anche nelle letture, palla al piede non riesce mai ad essere preciso, soprattutto nelle "spazzate", in cui rischia e non poco.

27' st Stella 6 Entra per dare stazza al reparto, andando a posizionarsi al fianco di Vermesan. Qualche sponda e poco più, i compagni lo cercano poco, ma in area si fa sempre sentire.

Barry 6 Comincia male, regala il pallone a Leone con un brutto rinvio che poi verrà trasformato in assist per il primo gol di Durmisi. Poi si riprende, cresce e riprende fiducia. Dietro torna ad essere ordinato, rischia poco e si prende anche qualche licenza per rompere la linea e cercare di offrire superiorità numerica.

Mussola 5.5 Contarini riesce a limitarlo, costringendolo ad andare spesso e volentieri sul fondo. In un clima di difficoltà generale, il 65 del Verona trova anche il modo di scaldare i guantoni di Huli, sempre concentrato. La sua partita finisce anzitempo a causa di un infortunio.

6' st Martini 6.5 Si vede che è di un piglio differente, quando entra in campo ne ha di più rispetto agli avversari: è pimpante, quasi detonante per la difesa bianconera. Nel finale sfiora con il destro un gran gol dalla distanza: dalle tribune sembrava già dentro, ma è solo illusione. Con questo sprint, è una carta da giocare sempre.

Szimionas 6.5 Meglio nella ripresa, in cui riesce, anche con tanta eleganza, a nascondere il pallone agli avversari, alzando notevolmente la qualità del reparto. Con diverse giocate di cartello, si prende in mano il Verona, diventando uno degli 11 più pericolosi. 34' st  Garofalo sv

Peci 7 Il suo gol ha ridato speranza ad un Verona che, quasi, non ci credeva più. È una rete che non arriva per caso: per tutto il secondo tempo, infatti, è una costante presenza in area di rigore, fiutando il pericolo. 

De Battisti 6 Prestazione senza grossi lampi di genio, ma determinata da un'attenzione di grande livello. Protegge la fascia sinistra dagli attacchi di Leone, che lo costringe ad arretrarsi molto. Per lui non c'è problema, aiuta il reparto ed è l'ultimo a tirarsi indietro.

Monticelli 6.5 Galleggia tra la destra e il centro del campo, cerca di non lasciare punti di riferimento e ci riesce. Nonostante la bravura nelle letture di Verde, riesce a dialogare spesso con Vermesan e anche a calciare un paio di volte verso lo specchio, non riuscendo, tuttavia, a sorprendere Huli. Meno coinvolto nella ripresa, finisce per uscire dai radar.

Casagrande 5.5 Milia copre ogni tracciante diretto verso di lui, che viene obbligato a cercarsi uno spazio davanti. Si muove tanto, forse troppo, senza mai riuscire a trovare la mattonella giusta per entrare nel vivo del match.

27' st De Rossi 6 Prova a farsi vedere tra le linee, andando a giocare alle spalle di Vermesan e Stella. Come Casagrande, viene arginato dall'interdizione di Milia, che si affianca lui, diventando quasi la sua ombra.

Vermesan 7 Il vero trascinatore - e migliore in campo - di questo Verona. Tra sponde e conclusioni, è l'uomo più coinvolto, nonché il più pericoloso e creativo della sua squadra, che non può non affidarsi ai suoi colpi. Il palo colpito nel primo tempo, le tante trame con Monticelli e compagni non gli hanno reso quel che, probabilmente, si sarebbe meritato.  34' st Pinessi sv

All. Moro 5.5 Il suo cammino con la Primavera non è iniziato nel migliore dei modi, anche se di spunti positivi ne sono arrivati parecchi. Soprattutto nel secondo tempo, a partire dall'eleganza di Szimionas o dalla certezza Vermesan. Quel che è mancato è lo sprint sulle due fasce, almeno fino all'ingresso di Martini, il quale ha dato verve alla manovra offensiva.

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