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Serie C

Con il gol dell'ex Juventus dopo 78 giorni finalmente ecco i punti, lo storico club resta nel baratro ma vede più luce

In 10 contro tutti: un pari strappato nei minuti finali che ricuce l’autostima e riapre prospettive in una stagione fin qui in apnea

PRO PATRIA SERIE C - UDOH KING

PRO PATRIA SERIE C - Udoh King, attaccante classe 1997, cresciuto nella Juventus e da anni volto noto della terza serie, è a Busto Arsizio dalla scorsa estate

All’86’ la scena sembra scritta: traversa–palo pieno di Ferdinando Mastroianni, la palla schizza nell’area piccola e un lampo biancoblù anticipa tutti. È King Udoh a depositare in porta il 2-2, con la Pro Patria già ridotta in 10 per il doppio giallo a Alessandro Di Munno 2 minuti prima. In un pomeriggio grigio a Zanica, dove l’AlbinoLeffe aveva messo la gara sui binari giusti con De Paoli e Parlati, i bustocchi trasformano l’inerzia e si riprendono un frammento di identità. Non è solo un punto: è il primo respiro dopo settimane sott’acqua. Il tabellino è secco: AlbinoLeffe–Pro Patria 2-2, gara della 25ª giornata del Girone A di Serie C, giocata domenica 8 febbraio al Centro Sportivo di Zanica. Per i seriani, avanti 2-0 al 37’, la beffa matura nel finale; per i tigrotti, la rimonta, iniziata al 44’ da Gianluca Desogus, vale come una piccola liberazione.

IL PESO SPECIFICO DI UN PUNTO
È un pari che interrompe un digiuno di punti lungo oltre 2 mesi. L’ultimo «segno» in classifica la Pro Patria lo aveva scritto a fine novembre: nella finestra del 22 novembre 2025, quando al Carlo Speroni aveva regolato la Pergolettese con un eloquente 3-1 firmato anche da Mastroianni e dallo stesso Di Munno. Poi, il buio: dal 28 novembre in avanti, una sequenza di sconfitte culminata nel k.o. di Trieste per 2-1 nell’anticipo della 16ª. Il pari di Zanica rompe il filo della spirale. Numeri e contesto aiutano a dare forma all’evento: non è stato un 2-2 in controllo, ma un recupero in extremis con la squadra in inferiorità numerica, figlio di pazienza e di una gestione più pulita delle seconde palle nell’ultimo quarto d’ora. Il momento-chiave è doppio: l’espulsione di Di Munno all’84’, che avrebbe potuto tagliare le gambe, e, due minuti dopo, il colpo di Udoh sulla scia del legno colpito da Mastroianni. Dettagli che cambiano il racconto di una stagione.

UN PAREGGIO CHE VA OLTRE IL PUNTO
Sgombriamo il campo dai fraintendimenti: in classifica la Pro Patria resta invischiata nella zona calda e ancora abbastanza distante dal ridurre la forbice di punti dalla quintultima per fare i play out (bisogna stare entro gli 8). Ma il dato psicologico – in una squadra reduce da una fila di k.o. che aveva minato fiducia e automatismi, è sostanziale. Fermare fuori casa un’AlbinoLeffe in discreta salute e farlo, di fatto, riemergendo due volte nella stessa partita, ha un effetto-lenzuolo su corsie laterali e linea mediana: restituisce coraggio nelle uscite palla a terra e, soprattutto, riposiziona Mastroianni e Udoh come riferimenti utili a risalire il campo in verticale quando la pressione avversaria si fa intensa.

GLI UOMINI-CERNIERA, CHI HA SPOSTATO L'AGO
1) Gianluca Desogus. Il suo gol al 44’ è la crepa che incrina l’autostima dei seriani. Più di un episodio: è l’atto che restituisce alla Pro Patria la sensazione di poter fare male tra le linee. 2) King Udoh. Entrato al 74’, ha avuto il merito di leggere meglio di tutti la seconda palla sull’azione del pari. Istinto, fame, tempismo: il suo 2-2 è un piccolo manifesto di opportunismo d’area. 3) Ferdinando Mastroianni. Non segna, ma è centrale: attacca primo palo, conquista falli, tiene la squadra alta. E rimane, dati alla mano, il riferimento realizzativo stagionale della Pro Patria: è in doppia cifra potenziale e figura nella zona alta dei marcatori di girone, con 8 reti ufficiali aggiornate al giro di boa.

LE SCELTE E I CORRETTIVI, DOVE PUÒ INCIDERE BOLZONI
L’allenatore dei tigrotti, Francesco Bolzoni, ha pescato bene dalla panchina. L’ingresso di Udoh ha aggiunto peso nel cuore dell’area; l’utilizzo in corsa di profili con gamba e strappo ha consentito di tenere più bassa la linea dell’AlbinoLeffe negli ultimi 20 minuti. Ci sono tre direttrici su cui poter capitalizzare: 1) Più continuità nelle scalate preventive dei terzini e copertura della mezzala sul lato forte: molte sofferenze recenti sono nate da cross comodi dal lato debole. 2) Gestione dei momenti emotivi: l’espulsione di Di Munno evidenzia come basti un dettaglio a far deragliare l’inerzia. Tenere i nervi stabili tra 70’ e 90’ è il primo mattone per fare punti con regolarità. 3) Alternanza tra gioco «piede su piede» e attacco dello spazio: con Mastroianni «magnete» dei lanci e Udoh rapace sul secondo pallone, la Pro Patria ha una coppia complementare che va servita con tempi e altezze giuste.

UNA LETTURA DI PROSPETTIVA
La Pro Patria ha dimostrato di saper rimettere insieme i pezzi dentro la stessa gara. Quando il copione sembrava segnato (doppio svantaggio, uomo in meno), ha opposto resilienza e convinzione. In un girone in cui le differenze si assottigliano e le partite spesso si decidono per un rimbalzo o una disattenzione sul calcio piazzato, il capitale accumulato a Zanica è soprattutto mentale. Tradurlo in gesti tecnici ripetibili, pulizia del primo controllo, velocità di uscita dal pressing, qualità del cross sul corto, farà la differenza tra un finale in apnea e un finale con governance del proprio destino. Un pari può sembrare poco, ma per la Pro Patria di Bolzoni il 2-2 di 8 febbraio 2026 vale come una dichiarazione: «siamo ancora vivi». Adesso il compito è uno solo: dare continuità. E farlo subito, contro un avversario che in autunno ha costruito una reputazione da squadra solida. Lì si misurerà quanto questo punto sia una parentesi o, finalmente, un nuovo inizio.

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