Serie B
09 Febbraio 2026
VENEZIA SERIE B - Issa Doumbia, centrocampista classe 2003, nel campionato in corso conta 23 presenze e 4 gol e nella scorsa stagione ha vestito la maglia dell'Under 21 (foto figc.it)
Allo Stirpe sabato 7 c’è silenzio, minuto 77. La palla schizza al limite, lui si stacca dal traffico, due passi netti e un destro teso, chirurgico. È la firma di Issa Doumbia: il gol che ribalta il vertice, spegne il Frosinone e allunga il passo del Venezia. Un istante che pesa come una sentenza in un campionato dove i dettagli separano le promesse dalle certezze. A Frosinone-Venezia 1-2 il tabellino dice «Doumbia 77'» e la classifica s’inclina dalla parte lagunare: è più di un gol-partita, è un manifesto tecnico e caratteriale.
LA FOTOGRAFIA DELLA STAGIONE: NUMERI CHE RACCONTANO UN RUOLO
Nato a Treviglio il 16 ottobre 2003, italiano di origini ivoriane, alto 1,87 e con fisico «a doppia leva», Doumbia ha un foglio dati che impressiona perché combina quantità e qualità in un’età da under. Al 9 febbraio 2026 il suo score recita: 24 presenze, 6 gol complessivi (di cui 2 in Coppa Italia) e 3 assist. Non è una lettura casuale: è l’identikit di un «otto» che occupa da mezzala ma legge da mediano moderno, temporeggia da regista e strappa da incursore. Questi numeri sono il cuore della valutazione che ha fatto drizzare le antenne a mezza Europa. Nel computo stagionale colpisce la progressione recente: in Serie B ha consolidato un rendimento da titolare, con continuità di minuti e impatto crescente in area avversaria.
UN BIG MATCH CHE PESA COME UNA PROMOZIONE
La rimonta del Venezia allo Stirpe è stata il colpo di teatro della giornata: sotto per la rete di Antonio Raimondo al 43’, dentro la partita con l’autogol di Giorgio Cittadini al 63’, sorpasso con Doumbia al 77’. Il possesso palla al 57%, l’atteggiamento alto nel secondo tempo, la gestione dei duelli in mezzo e la freddezza sull’onda dell’inerzia: è lì che l’italo‑ivoriano ha messo la firma, scegliendo il tempo dell’inserimento come una mezzala «alla scuola tedesca» e concludendo da rifinitore puro. Vittoria che ha dato la «mini‑fuga» in vetta e l’8° successo consecutivo dei lagunari secondo le cronache locali.
DALLA VAL SERIANA ALLA LAGUNA: STORIA DI UN PROFILO «PROTETTO» E CRESCIUTO
Cresciuto tra Ciserano e AlbinoLeffe, Doumbia è il prodotto di un vivaio che ha saputo coniugare pazienza, struttura e identità territoriale. Il Venezia lo ha acquistato a titolo definitivo nell’estate 2024, investendo circa 1 milione e blindandolo con un contratto fino al 30 giugno 2029. Una scommessa programmatica che oggi presenta il conto: rendimento, plusvalenza potenziale e centralità tecnico-tattica. Il salto di categoria non lo ha scomposto: 24 presenze in Serie A 2024-2025, poi la discesa in B per dominare le corse intermedie della gara e, soprattutto, ampliare il bagaglio con più campo da coprire e più palloni «sporchi» da pulire. In parallelo, la porta azzurra si è aperta: Italia Under 21, Europeo 2025 in Slovacchia, con titolare nel pari contro la Spagna del 17 giugno 2025. Esperienze che pesano sul modo in cui oggi legge pressione, spazi e postura del corpo in ricezione.
MEDIANO, MEZZALA, «OTTO E MEZZO», LA GRAMMATICA DI UN CENTROCAMPISTA CONTEMPORANEO
Nel 3-5-2 di Giovanni Stroppa, Doumbia occupa prevalentemente il mezzo spazio di destra, con compiti da «equilibratore»: spinge la linea in avanti con la riaggressione, accompagna dentro l’area quando Gianluca Busio o Kike Pérez restano più bassi, non disdegna la rifinitura breve sull’ultimo passaggio. Le sue tre leve chiave: 1) Lettura della seconda palla: il pallone che scappa dalla prima pressione è spesso suo, grazie a gamba lunga e tempi d’anticipo. 2) Transizioni pulite: primo controllo orientato, uscita in verticale, trasmissione semplice. 3) Timing d’inserimento: la «corsa cieca» sul lato debole, quella che al 77’ allo Stirpe ha fatto la differenza. Il dato crudo delle cronache e dei tabellini conferma questa identità: è nel corridoio tra mezzala e mediano che il Venezia cambia marcia. Nelle formazioni ufficiali, con Busio e Kike Pérez, compone spesso la mediana più solida della categoria, combinando fisicità, intensità e un raggio di copertura che consente alla squadra di difendere in avanti.
PIACE FUORI, L'ONDA LUNGA DEL MERCATO
Tra dicembre e gennaio, attorno a Doumbia si è coagulato un interesse diffuso. Il Venezia ha respinto sondaggi e proposte da Southampton, Celtic, Club Brugge ed Espanyol. Le cronache parlano di offerte nell’ordine di 6 milioni (in alcuni casi fino a 10 con bonus), ma la linea del club è rimasta ferma: non si smonta un meccanismo che gira, specialmente nel pieno di una corsa promozione. La valutazione, intanto, ha superato quota 6 e la protezione contrattuale fino al 2029 mette gli arancioneroverdi in posizione di forza. Nello specifico: 1) Southampton: tentativi già nell’estate 2025 e poi un ritorno a gennaio 2026; si è parlato di un pacchetto da circa €10 milioni complessivi tra fisso e bonus, senza esito. 2) Celtic: scouting diretto su gare chiave e monitoraggio attestato; i biancoverdi lo vedono come profilo d’impatto fisico per la mediana. 3) Club Brugge ed Espanyol: presenza nei report e concorrenza viva, soprattutto per tempi d’inserimento e margine di rivendibilità.Tutte segnature di quanto un centrocampista di 22 anni con gol pesanti, chilometri e disciplina tattica sia merce rara.
CHE GIOCATORE PUÒ DIVENTARE
Nel nostro calcio abbiamo spesso immaginato la mediana come regno del «fioretto». Doumbia aggiunge la «spada»: duello, riaggressione, copertura delle mezze tracce, ma con un’idea chiara di primo passaggio. A 22 anni il margine di crescita sta in tre aree: 1) Pulizia tecnica sotto pressione, soprattutto quando il pressing avversario pinza il lato forte e lo costringe a ricezioni «spalle alle linee»; 2) Scelta degli inserimenti, per non sacrificare l’equilibrio quando il Venezia alza entrambi gli esterni; 3) Letture difensive «a scivolare» nei corridoi lasciati dal braccetto di parte, per continuare a tenere corta la squadra. La sensazione — supportata dalla sua tenuta mentale nei big match e dalla costanza di prestazione — è di un profilo che può stabilizzarsi in Serie A con compiti da titolare, ampliando il bagaglio di passaggi progressivi e «key actions» nell’ultimo terzo. La chiamata all’Under 21 nell’estate 2025 è stata il primo timbro internazionale: contro la Spagna ha giocato «da grande», in un pari che gli Azzurrini hanno acciuffato con carattere.
LA CHIOSA: IL VENEZIA LO TIENE, L'ITALIA LO OSSERVA
Il Venezia ha fatto una scelta coraggiosa e identitaria: respingere a gennaio le avances di club come Southampton, Celtic, Club Brugge ed Espanyol, preferendo la traiettoria sportiva a quella immediatamente finanziaria. È una scommessa che trasmette ambizione all’ambiente, protezione al giocatore e un messaggio al campionato: prima il campo, poi il mercato. E se l’Italia cercava un mediano in grado di accendere e proteggere, correre e ragionare, «spezzare» e «cucire», a Treviglio dal 2003 potrebbe averne cresciuto uno. Il 77’ di Frosinone non è solo un lampo: è l’indizio forte che il gioiello non è grezzo. È già pronto.