Lutto
10 Febbraio 2026
Nabatingue Toko, attaccante classe 1952, ha speso tutta la sua carriera in Francia vincendo 3 Coppe con il PSG (1982, 1983, 1985) e uno Scudetto con lo Strasburgo
La palla arriva tesa dall’esterno, un taglio secco che attraversa l’area e disegna il futuro. È il 28 settembre 1982, Parco dei Principi: Nambatingue Toko, attaccante alto, essenziale, quasi asciutto nei movimenti, anticipa il marcatore e colpisce. È il primo gol europeo della storia del Paris Saint‑Germain. Quel giorno nasce una tradizione; quel giorno si accende una lunga scia di notti continentali che, per Parigi, diventeranno quasi un’abitudine. Eppure, quella prima scintilla ha un volto preciso: un ragazzo partito da N’Djamena, Ciad, che ha trasformato una chance in un capitolo di storia. Il 10 febbraio 2026, l’ex presidente del PSG, Michel Denisot, annuncia la morte di Toko: 73 anni. Un messaggio asciutto, rispettoso, rilanciato dai media francesi. E una memoria collettiva che torna lì, a quel destro al minuto 20’, contro il Lokomotiv Sofia, poi replicato all’81’ nel 5‑1 che rovesciò lo 0‑1 dell’andata e consegnò al club la prima vera epifania europea. La notizia, diffusa nel primo pomeriggio a Parigi, riporta a galla immagini, cifre e partite che raccontano l’impronta di un attaccante speciale: non il più chiassoso, non il più celebrato, ma straordinariamente decisivo.
UN PERCORSO COSTRUITO IN FRANCIA, ACCENTO AFRICANO
Nato il 21 agosto 1952 a N’Djamena, Nambatingue Tokomon Dieudonné, per tutti semplicemente Toko, cresce calcisticamente in Francia e non lascerà più il Paese che lo accoglie e lo forma. Dopo l’inizio all’US Albi, passa al Nizza tra 1975 e 1978 (78 presenze e 18 reti in campionato), quindi una breve tappa al Bordeaux (1978), una stagione a Strasburgo (1978‑79) e l’esplosione numerica al Valenciennes (1979‑80, 12 gol in campionato). Il salto decisivo è del 1980: cinque stagioni al Paris Saint‑Germain fino al 1985, poi l’ultimo giro al Racing Club de Paris (1985‑86). In totale, in carriera, supera le 290 presenze ufficiali con più di 60 gol, trascorrendo l’intero arco professionistico in Francia e mantenendo il legame con la Nazionale del Ciad.
IL CUORE DELL'EPOPEA PARIGINA
Dentro il quinquennio parigino c’è il meglio di Toko. Con la maglia del PSG gioca 171 gare ufficiali e segna 43 reti, lasciando numeri che lo collocano tra i primi 20 marcatori di sempre del club. Due le Coppe di Francia sollevate: 1982 e 1983, entrambe con il suo nome sul tabellino. A Saint‑Étienne, finale 1982: sblocca al 58’ una sfida folle, poi vinta ai rigori dopo il 2‑2 e la celebre corsa in campo del presidente Francis Borelli. Un anno dopo, 11 giugno 1983, la scena madre: contro il Nantes campione di Francia, il PSG rimonta e vince 3‑2. Al 65’ pareggia Safet Sušić; all’82’ è ancora Toko a indirizzare la storia, sul servizio illuminante proprio di Sušić. Due finali, due gol pesanti: definizione esatta di giocatore‑momento.
28 SETTEMBRE 1982, IL GOL CHE APRE L'EUROPA AL PSG
Quel pomeriggio d’autunno resta come un fotogramma perpetuo. Ritorno dei sedicesimi di Coppa delle Coppe: PSG‑Lokomotiv Sofia 5‑1. Il primo atto europeo al Parco dei Principi lo scrive Toko con un tocco di prima su cross di Dominique Bathenay al 20’; poi, all’81’, una mezza volée splendida. La cronaca ufficiale del club lo definisce l’eroe della serata: di lì a poco inizierà un viaggio che porterà il PSG a superare quota 500 gol nelle competizioni UEFA, ma il numero uno della sequenza rimarrà per sempre il suo. La scheda partita, i tabellini e perfino il video d’archivio raccontano la stessa cosa: quando Parigi scoprì l’Europa, lo fece pronunciando il nome di Toko.
UN ATTACCANTE «FRANCESE» CON RADICI CIADIANE
In un’epoca in cui la Ligue 1 si apriva progressivamente ai talenti africani, Toko incarna una figura ponte: 1,87 di fisicità, gioco frontale, capacità di attaccare il primo palo e, soprattutto, una lucidità nelle partite a eliminazione che ne fa un riferimento prezioso. Non è il centravanti che monopolizza le copertine, ma quello che si fa trovare nel punto esatto, al momento esatto. Le cronache storiche ricostruiscono un PSG dove l’attacco alterna interpreti di grande tecnica, Dominique Rocheteau, Mustapha Dahleb, Michel N’Gom, Kees Kist, a un finalizzatore più diretto come Toko. Con Georges Peyroche in panchina, quei primi anni ’80 restano la decade formativa del club: due Coppe di Francia e le fondamenta per ciò che accadrà dopo.
LE CIFRE CHE RESTANO
1) 171 partite e 43 gol con il Paris Saint‑Germain; nel ranking storico marcatori del club, Toko figura a quota 43 reti ufficiali. 2) 2 finali di Coppa di Francia decise anche dai suoi gol: 1982 (1‑0 al 58’ contro il Saint‑Étienne, poi 2‑2 e 6‑5 ai rigori), 1983 (rete dell’82’ contro il Nantes per il 3‑2). 3) Il primo gol europeo del PSG: 28 settembre 1982, PSG‑Lokomotiv Sofia 5‑1, marcature al 20’ e 81’. 4) Una carriera interamente in Francia, dall’US Albi al Nizza (1975‑78), poi Bordeaux, Strasburgo, Valenciennes, PSG (1980‑85), RC Paris (1985‑86).
L'ANNUNCIO DELLA SCOMPARSA E IL RIFLESSO DI UN'EPOCA
La notizia della morte di Nambatingue Toko è diffusa il 10 febbraio 2026 sui social da Michel Denisot e ripresa immediatamente dalla stampa sportiva francese. L’Équipe sottolinea la doppia eredità: cinque stagioni parigine (1980‑85) e quel primato in Coppa delle Coppe che ha un peso simbolico nel racconto del club. Per il PSG, che negli ultimi decenni ha vissuto la proiezione globale delle proprie ambizioni, la scomparsa di Toko è un ritorno alle origini: gli anni in cui Parigi scopriva di poter vincere, e di poterlo fare anche grazie a un attaccante del Ciad.
OLTRE LE COPPE: LA DIMENSIONE UMANA
Dagli archivi riemerge anche l’uomo, con le sue contraddizioni e la sua sobrietà. Anni dopo il ritiro, Toko racconta la normalità della sua vita lontano dai riflettori, la gestione di una pensione modesta, l’orgoglio per quelle serate che il tempo non ha mai scolorito. Una narrazione che contrasta con l’odierno gigantismo del calcio: ingaggi siderali, visibilità senza confini, icone globali. Toko apparteneva a una stagione diversa, in cui un gol in Coppa di Francia poteva segnare la carriera e passarla ai posteri quanto, se non più, di una striscia di marcature seriali. È forse per questo che il suo ricordo rimane così nitido nelle memorie parigine: perché unisce la concretezza del gesto al valore fondativo.
UN RICORDO CHE UNISCE PARIGI E IL CIAD
C’è poi la geografia emotiva: il Ciad, Paese non abituato a vedere i propri calciatori incidere con tale forza nelle grandi piazze europee, trova in Toko un simbolo discreto e potentissimo. L’attaccante che alza due Coppe di Francia e sblocca la prima notte d’Europa per un club destinato a diventare un marchio globale è lo stesso che, da Parigi, mantiene viva una traccia africana nella storia del calcio francese. È un ponte identitario, costruito con gol importanti, non tantissimi, ma esatti. E con una dignità professionale che i compagni e i tecnici dell’epoca hanno sempre riconosciuto.
LA MISURA DELL'ADDIO
La morte di Nambatingue Toko, comunicata il 10 febbraio 2026, non cancella il suo profilo, lo definisce. I numeri, 171 partite, 43 gol, 2 Coppe, oggi suonano come coordinate per ritrovare un’epoca e un modo di intendere il calcio. La sua immagine che corre verso la curva, braccia larghe dopo il 3‑2 al Nantes, è un ritaglio eterno dell’album parigino. E il suo nome, scandito con l’accento caldo del Parc, resta una delle parole chiave della nascita del PSG europeo. Perché i club sono costruzioni collettive, ma hanno bisogno di pietre miliari. Nambatingue Toko è una di quelle pietre: solida, essenziale, indimenticabile.
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