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Serie A

Dopo l'esordio con gol in Coppa ecco sempre a 16 anni il campionato di Serie A, l'attaccante entra nella storia

La sua avventura, i numeri e perché questo debutto conta davvero: il classe 2009 intanto batte record su record in tema di precocità

ROMA SERIE A - ANTONIO ARENA

ROMA SERIE A - Antonio Arena, attaccante classe 2009, con i giallorossi aveva già esordito in Coppa Italia segnando anche un gol nel match contro il Torino

C’è un attimo, allo Stadio Olimpico, in cui il brusio dei 60.334 presenti si fa più curioso che rumoroso. Il tabellone segna l’84’ di Roma-Cagliari e la partita è già segnata dalla doppietta di Donyell Malen: su quel bordo campo, con la pettorina che vola via e gli occhi che brillano più dei flash, un ragazzo di 16 anni (ancora per poche ore) si mette in posizione. Il quarto uomo alza la lavagnetta: fuori Malen, dentro Antonio Arena. È un cambio qualunque solo per chi non sa leggere le linee sottili con cui il calcio scrive la sua geografia emotiva: per Arena è l’ingresso in Serie A, la vigilia del suo compleanno, 10 febbraio 2026, e il probabile primato di primo calciatore nato nel 2009 a toccare l’erba del massimo campionato italiano. Una manciata di minuti che raccontano un percorso intero.

UN ESORDIO CHE NON È UN EPISODIO
1) È la conferma di una traiettoria: Arena non arriva dal nulla, ma da un anno solare in cui ha bruciato tappe e paletti anagrafici. 2) È la prosecuzione di una fiducia già dichiarata: Gasperini lo aveva aggregato spesso, lo aveva fatto debuttare e segnare in Coppa Italia. 3) È un segnale alla Primavera e al vivaio: la Roma vuole attingere al proprio serbatoio, specie in un reparto d’attacco che nelle ultime settimane ha vissuto tra infortuni e rotazioni. 4) È un primato generazionale: tra i classe 2009 nessuno, fin qui, aveva messo piede in Serie A; Arena, alla vigilia dei 17 anni, si prende questo gradino.

IDENTIKIT DI UN RAGAZZO CHE BRUCIA LE TAPPE
1) Nato a Sydney il 10 febbraio 2009, doppio passaporto e radici italiane (famiglia originaria della Calabria), Antonio Arena cresce calcisticamente tra l’Ucchino Football e i Western Sydney Wanderers. 2) Nel 2022 lo intercetta il Pescara, che lo porta in Abruzzo per completare la formazione tra Under 17 e Primavera. Il fisico è già «da grande»: 1,88 di altezza, leve lunghe, coordinazione in crescita e un istinto nell’attacco dell’area che colpisce osservatori e tecnici. 3) Il 7 marzo 2025, a 16 anni e 25 giorni, l’esordio tra i professionisti in Serie C: entra e segna nel 4-1 del Pescara alla Lucchese. È il primo gol in Italia di un calciatore nato nel 2009 tra i professionisti, oltre che il più giovane marcatore della storia del club abruzzese, scalzando il primato di Marco Verratti. Record su record, senza eccessi di retorica: sono fatti. 4) L’estate 2025 è quella della svolta: la Roma lo porta a Trigoria. Investimento misurato, progetto chiaro: un anno tra Primavera e prima squadra, con frequenti «porte girevoli» per accelerarne l’apprendimento.

NAZIONALE E COPPA DEL MONDO UNDER 17, OLTRE AI PRIMI SEGNALI TRA I GRANDI
1) Tra 2024 e 2025 il percorso azzurro prende forma: Italia U16 e U17, fino al Mondiale U17 in Qatar (novembre 2025), chiuso dagli Azzurrini con un prestigioso terzo posto e con Arena protagonista di 2 gol e 1 assist. Per un centravanti, significa presenza e freddezza sotto pressione. 2) Il 13 gennaio 2026 tocca alla Coppa Italia: Roma–Torino, ottavi di finale, Arena entra all’80’ e dopo 75 secondi trasforma il primo pallone toccato in un colpo di testa che vale il 2-2 momentaneo. L’Olimpico esplode, Gasperini sorride e sceglie l’aggettivo più abusato e, stavolta, centrato: «predestinato». Finirà 2-3, ma il segno resta.

RUOLO, CARATTERISTICHE, MARGINI
1) Ruolo: centravanti moderno, capace di fare il 9 ma anche di allargarsi a sinistra da 11 per sfruttare falcata e attacco al secondo palo. 2) Doti: gioco aereo già molto sopra la media della categoria, tempi di smarcamento intelligenti, attacco della profondità deciso. Negli ultimi mesi si è visto un evidente passo avanti nella protezione della palla e nella capacità di legare il gioco spalle alla porta. 3) Da limare: pulizia del primo controllo in spazi affollati, uso del destro (è tendenzialmente mancino/ambidestro in progressione ma cerca spesso il colpo forte sul piede preferito), gestione delle energie per tenere alta l’intensità nei 90’. 4) Modelli dichiarati: Ronaldo «Il Fenomeno», riferimenti contemporanei come Dusan Vlahovic e Mateo Retegui. Un mix che racconta ambizione e pragmatismo.

PRIMO CLASSE 2009 IN SERIE A, COSA SIGNIFICA IL PRIMATO
Definirlo frettolosamente un record «curioso» sarebbe riduttivo. Il fatto che Arena, nato il 10 febbraio 2009, sia con ogni probabilità il primo calciatore di questa annata a debuttare in Serie A è la fotografia di un cambio culturale che, in Italia, si invoca da anni: fiducia ai talenti, prima e senza alibi. Il suo percorso presenta tre elementi chiave: 1) Precocità reale, non gonfiata: l’esordio e il gol tra i professionisti a 16 anni e 25 giorni con il Pescara non sono «un cameo», ma un evento denso di contenuto tecnico (lettura del cross, tempo di inserimento, scelta di attacco alla zona calda). 2) Continuità di segnali: convocazione in A già ad agosto 2025, poi il gol in Coppa Italia a gennaio 2026, infine il debutto in campionato a febbraio. Un filo logico che parla più delle etichette. 3) Competenza di filiera: scouting internazionale, settori giovanili che osano, staff tecnici che integrano i migliori giovani in un contesto competitivo vero. Per la sua «classe», quella dei 2009, Arena diventa un riferimento simbolico: laddove molti coetanei sono ancora tra Under 17 e Primavera, lui ha già collezionato presenze e gol tra i Professionisti, ha vissuto un Mondiale U17 da protagonista e ha messo il piede in Serie A. È un trampolino, non un traguardo.

LA NOTTE IN CUI LA CARTA DI IDENTITÀ NON CONTA
Il calcio italiano ha bisogno di storie che non siano slogan, ma tappe. Quella di Antonio Arena è una linea continua: Pescara, Roma, Azzurrini, Olimpico. L’esordio in Serie A alla vigilia dei 17 anni, con il probabile primato di primo 2009 a riuscirci, è il punto in cui la sua storia smette di essere una promessa per addetti ai lavori e diventa patrimonio collettivo, visibile, misurabile. Da domani, tutto sarà più difficile e più vero: difensori che ti studiano, compagni che ti chiedono di essere all’altezza, un allenatore che pretende. È esattamente lì che un centravanti capisce chi è. E se c’è una cosa che Arena ha dimostrato fin qui, è che a lui piace proprio quel punto.

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