Serie C
10 Febbraio 2026
CITTADELLA SERIE C - Diego Falcinelli nel campionato in corso ha all'attivo 14 presenze e 2 reti
La pioggia batte sullo Stadio Tullio Saleri e, al minuto 62, una scivolata in area cambia il rumore del pomeriggio: è la spaccata di Diego Falcinelli, un tocco feroce e chirurgico che apre la strada al Cittadella. Quando il cronometro corre verso il pari, al 90’+4’ il neoarrivato Gabriele Perretta artiglia un pallone vagante e lo scavalca con un delizioso tocco sotto: 1-2 e granata sotto il settore ospiti con il pugno al cielo. Un fotogramma che contrasta con le ultime settimane, fatte di rimpianti, errori e una cappa di sfiducia. A Lumezzane, invece, riemergono tre parole che in Serie C valgono più di un disegno tattico: voglia, rabbia, anima. E vince il Cittadella di Manuel Iori, portando a casa 3 punti davvero importanti.
UN GOL CHE PESA DAVVERO TANTO
L’impatto di Falcinelli sulla sfida del 7 febbraio 2026 è duplice: non soltanto il gol del momentaneo 0-1, ma una presenza continua tra linee e area, preludio a sponde, duelli e un palo clamoroso già al 6’ che aveva fatto capire l’aria. L’azione del vantaggio è figlia di un principio antico: attaccare l’area. Cross di Barberis, deviazione, attimo di esitazione della retroguardia bresciana, e l’ex Spezia arriva in anticipo e la mette dentro. Il pari del Lumezzane all’89’ con Napolitano sembra cancellare tutto, ma lo strappo finale di Perretta dà al pomeriggio un senso più grande della classifica: è la vittoria che, nello spogliatoio, può fare da spartiacque. Il dato grezzo dice 1-2 esterno. Ma sotto il punteggio si leggono alcune chiavi che spiegano perché questo successo sia diverso dagli altri: il Cittadella veniva da 4 gare senza vittoria e da un ko interno con l’Albinoleffe appena 6 giorni prima, partita in cui i granata avevano faticato a creare pericoli puliti e avevano incassato nell’ultimo terzo di gara. A Lumezzane la squadra non si è sgonfiata nel finale, anzi ha piazzato il colpo definitivo proprio nel tempo che negli ultimi mesi era diventato un’ossessione.
DALLA FRENATA DI GENNAIO ALLA SCOSSA DI FEBBRAIO
Che fosse un periodo complicato lo certificano i numeri di calendario: nel blocco tra inizio gennaio e inizio febbraio, i granata avevano alternato prestazioni discrete a passaggi a vuoto, con il peso specifico delle partite casalinghe non valorizzato a dovere. L’analisi dei risultati di Girone A sottolinea come il Cittadella fosse sì rimasto agganciato alla zona alta, ma senza dare quella sensazione di inerzia favorevole che spinge i gruppi a crescere. A Lumezzane, invece, la squadra di Iori è apparsa più verticale e sfrontata: pressing iniziale, attacco della profondità, capacità di reggere l’urto nel momento più duro (l’1-1 nel finale) e, soprattutto, di reagire. La fotografia del colpo di Perretta, arrivato da ultimo giorno di mercato e subito decisivo, racconta un gruppo che vuole togliersi di dosso le scorie dell’ultimo mese. Il successo proietta i granata a quota 39 punti, fino al 4° posto nel trafficato imbuto playoff. Non un traguardo, ma un piano d’appoggio per ripartire.
FALCINELLI, LEADERSHIP SILENZIOSA E FAME DICHIARATA
Da quando ha scelto il Cittadella a metà ottobre 2025, Diego Falcinelli si è presentato senza fronzoli: «Torno in Serie C con umiltà, ma l’obiettivo è risalire subito», aveva detto nel giorno delle prime dichiarazioni in granata. Reduce dalla parentesi allo Spezia, con cui ha sfiorato la Serie A e chiuso il contratto a giugno 2025, l’attaccante umbro aveva scelto i granata per progetto e dimensione, convinto che questo club «non possa restare in C». Parole semplici, che a Lumezzane si sono tradotte in gesti: attacco dello spazio, lettura del tempo sul cross, una partita vissuta da riferimento tecnico ed emotivo. In spogliatoio, nelle interviste di rito, Falcinelli ha posto l’accento sulla dimensione che fa la differenza in un campionato ruvido come la Serie C: il sacrificio per il compagno, la disponibilità a correre anche quando non tocca, l’idea che la crescita sia soprattutto collettiva. La richiesta per i prossimi due-tre mesi è netta: alzare il livello della continuità, dentro e fuori il pallone, per non lasciare punti per strada. Una traccia coerente con il mantra che aveva già espresso in autunno: «Pensiamo a vincerle il più possibile, una alla volta». Un lessico essenziale, che il campo ha cominciato a confermare.
L'UOMO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO
A 33 anni, più di 200 presenze in Serie A e giri d’Europa con la Stella Rossa, Falcinelli non ha bisogno di presentazioni. Al Cittadella serve il suo bagaglio: tempi di smarcamento, attacchi al primo palo, gestione emotiva dei compagni più giovani. La sua scelta autunnale, scendere di categoria «con umiltà», aveva un obiettivo chiaro: rientrare nel circuito delle promozioni da protagonista. Il gol di Lumezzane non vale una sentenza, ma racconta che la rotta è quella giusta. E i compagni lo seguono: al termine del match, nei gesti più che nelle parole, traspare quell’idea semplice che l’attaccante ha ripetuto più volte: si vince «uno per l’altro».
E ADESSO?
I prossimi 2-3 mesi separeranno le squadre che hanno davvero un’identità da quelle che vivono di fiammate. Il Cittadella ha bisogno di una dote minima non negoziabile: continuità di rendimento, gestione dei finali, riduzione degli errori individuali. È qui che Falcinelli può incidere: con i gol, certo, ma anche, e soprattutto, con il peso di chi ha già visto, altrove e in alto, cosa serve per vincere quando l’ossigeno scarseggia. La vittoria di Lumezzane è un punto di ripartenza. Il resto lo diranno i dettagli: una pressione portata con mezzo secondo d’anticipo, un taglio sul primo palo, un raddoppio in più. Piccole cose che, sommate, costruiscono le stagioni che restano. Ma in fondo al tunnel di un mese storto, il Cittadella ha trovato una fiammata che vale molto più di una classifica momentaneamente più dolce. Ha trovato un centravanti che ha rimesso in ordine le gerarchie dell’area, un cambio capace di pesare al 94’ e una squadra che, pur con i suoi difetti, ha ricominciato a somigliare a se stessa.
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