Cerca

Serie C

L'ex capitano torna da rivale nello stadio che l'ha acclamato fino a 20 giorni fa, sarà una serata emozionante

Una sfida infrasettimanale ad alto tasso sentimentale: da una parte la capolista, dall'altra una squadra bisognosa di punti

AREZZO SERIE C -  MATTEO CORTESI

AREZZO SERIE C - Matteo Cortesi, 2 presenze in maglia amaranto da fine gennaio, mentre nella prima parte di campionato 18 gettoni e 6 gol con il Carpi

Un corridoio di cemento che profuma di erba bagnata, luci fredde e rimbombi di passi. Nel ventre del Sandro Cabassi, un calciatore indirizza lo sguardo verso il varco che porta al campo: pochi metri, e poi l’aria tagliente di febbraio. Quel calciatore è Matteo Cortesi, numero 72, che per la prima volta entrerà in quello stadio (giovedì 12 alle 20.30) come avversario. Fino a poche settimane fa, qui guidava il gruppo, scandiva i cori sotto la curva, caricava i compagni; ora torna da trequartista dell’Arezzo, lanciato in testa al Girone B. Di fronte, il suo vecchio mondo: un Carpi che non vince da 9 giornate e fatica tremendamente a trovare la porta. La scena è pronta, il contrasto è forte: leader ieri, rivale oggi. E nel mezzo, una classifica che racconta strade divergenti.

UN TRASFERIMENTO PESANTE E UNA PARTITA SEGNATA SUL CALENDARIO
Il passaggio di Matteo Cortesi in amaranto è stato il colpo che ha scaldato l’inverno del calciomercato di Serie C. Il 22 gennaio 2026 l’Arezzo ha chiuso l’accordo con il Carpi per il trequartista classe 1998, legato in Emilia da un contratto lungo (fino al 2028) e da un ruolo non soltanto tecnico: fascia al braccio, riferimento nello spogliatoio, 6 gol nelle prime 18 gare stagionali. In Toscana ha firmato un accordo fino al 2028, scegliendo la maglia 72, il suo portafortuna. Il suo «giorno da ex» è arrivato subito: Cabassi segnato in rosso a meno di tre settimane dalla firma. Non si tratta soltanto di un trasferimento: è un pezzo di identità che cambia colore. In estate Cortesi aveva rinnovato a lungo giro con il Carpi; poi, al cospetto della capolista e di un progetto tecnico costruito per puntare in alto, la scelta è maturata. L’Arezzo lo ha voluto per ampliare il ventaglio delle soluzioni tra le linee e a palla ferma. Per il Carpi è stata una perdita che ha inciso dove la coperta era già corta: in zona-gol.

IL NUOVO CONTESTO: IL 4-3-3 DI BUCCHI
L’Arezzo di Cristian Bucchi ha una fisionomia definita: sistema base 4-3-3, esterni larghi e mezzali capaci di ribaltare l’azione. Il tecnico romano, tornato in panchina amaranto nel febbraio 2025 e confermato con un progetto pluriennale, ha impresso un’accelerazione netta nel gennaio 2026: 13 punti su 15, un allungo che ha portato i toscani a +7 sul Ravenna. Non è un caso che Bucchi sia stato premiato come «allenatore del mese» per gennaio. In questo contesto, Cortesi aggiunge qualità nell’ultimo passaggio, calcio piazzato e letture tra le linee, pur avendo fin qui collezionato minuti centellinati nelle rotazioni post-infortunio.

DOVE SI ROMPE L'ATTACCO: SENZA CORTESI CAMBIANO GLI SPAZI
Con Cortesi in campo nel girone d’andata, il Carpi era fra le squadre che calciavano di più verso la porta, con 23 gol segnati in 19 giornate. La sua uscita dall’organico ha tolto non soltanto giocate decisive (6+6 fra reti e assist), ma anche una presenza capace di attirare raddoppi, liberando tracce interne per i compagni. Senza di lui, la rifinitura è diventata più prevedibile e le conclusioni meno pulite. Le ultime settimane lo certificano: tante situazioni costruite e pochi tiri realmente «pesanti» nello specchio.

I PRECEDENTI RECENTI E LE PARTITE «CARTOLINA»
Gli incroci dell’ultimo biennio raccontano equilibrio e strappi. Nel 2024-2025 l’Arezzo perse in casa contro il Carpi con una zampata in contropiede proprio di Cortesi; un anno dopo, nel nuovo campionato, gli amaranto hanno rimesso le cose a posto all’andata. Due istantanee che spiegano come questo confronto spesso si decida su dettagli: pressione sul primo controllo, gestione dell’ampiezza, lettura della seconda palla. Il pronostico sembrerebbe pendere dalla parte dei toscani, ma mai dire mai quando si parla di turno infrasettimanale. 

UNA PARTITA CHE RACCONTA DUE VIAGGI
Al netto dell’emozione da «ritorno dell’ex», Carpi-Arezzo è soprattutto l’incrocio fra due viaggi. Quello amaranto punta verso l’orizzonte della Serie B, sostenuto da una striscia aperta, da un allenatore in stato di grazia e da una società che sta spingendo anche sul fronte infrastrutture. Quello biancorosso passa dalla ricostruzione tecnica, dalla verifica quotidiana di un gruppo giovane e dalla necessità di rimettere in moto il goal engine. Il calcio, spesso, ama le simmetrie: potrebbe bastare una giocata, una lettura tra le linee, un calcio d’angolo battuto bene, un recupero alto, per cambiare la rotta di una serata. La sceneggiatura del Cabassi, con Cortesi al centro, ha già un sapore forte; il resto lo farà il campo.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter