Serie C
10 Febbraio 2026
Riccardo Bignami, difensore classe 2000, era passato la scorsa estate dalla Pergolettese al Foggia
Un corridoio dello stadio Zaccheria semivuoto, una porta che si chiude, un comunicato di poche righe, asciutto. È il 31 gennaio 2026 e il Calcio Foggia 1920 annuncia la risoluzione consensuale del contratto con Riccardo Bignami. Fine di una parentesi, inizio di una nuova traiettoria. Per qualcuno un addio qualunque di mercato invernale; per chi guarda le carriere con la lente dei dettagli, l’apertura di un varco: un difensore centrale di 187 cm, classe 2000, cresciuto nella Cremonese, con piede destro, oggi svincolato. Un profilo che, al prezzo giusto, può cambiare la gerarchia difensiva di più di un club tra Serie C e alta Serie D.
CARTA DI IDENTITÀ TECNICA E ANAGRAFICA
Nato a Cremona il 4 maggio 2000, Riccardo Bignami è un centrale che interpreta il ruolo con una combinazione di struttura e pulizia d’appoggio. L’anagrafe e i database lo raccontano così: 1,87 m, piede destro, posizione naturale da difensore centrale con possibilità di adattarsi a terzino destro in linea a quattro. Un profilo fisico lineare, che ha affinato la difesa dell’area e la lettura della profondità in contesti tattici differenti. Lo suggeriscono sia la tessera tecnica che le tappe della carriera, passando da ambienti dove il duello individuale è quotidianità (la Serie D con il Fanfulla) a contesti professionistici (la Serie C con Pergolettese e Foggia).
PERCORSO FORMATIVO: LA SCUOLA CREMONESE
Il percorso nasce e si irrobustisce nella Cremonese, dove Bignami completa l’intera trafila nel vivaio fino a vestire i gradi di riferimento della Primavera. Negli anni della formazione accumula minuti, responsabilità e leadership tecnica, restando a lungo nel radar della prima squadra. Una tappa che, in prospettiva, spiega la sua dimestichezza con i meccanismi difensivi «a catena» tipici dei settori giovanili d’élite e la confidenza nell’uscita palla da fermo. Le cronache del tempo lo collocavano già allora in una dimensione da professionista in divenire.
IL SALTO TRA I GRANDI: LO STOP E IL RILANCIO
1) Il primo contatto con il calcio dei grandi arriva alla Pergolettese. Sfortunato l’impatto del 2020: un infortunio e il successivo intervento lo frenano quasi per un’intera stagione, costringendolo a una ripartenza dal basso. La scelta è intelligente: andare dove si gioca. 2) L’approdo al Fanfulla in Serie D è la palestra perfetta: nella stagione 2021-2022 mette insieme 17 presenze e 1 gol; nel 2022-2023 sale di colpi fino a 32 presenze e 3 reti, con un minutaggio importante che gli restituisce ritmo partita e fiducia. Numeri che, più dei proclami, certificano una maturazione atletica e cognitiva. 3) Il rientro alla Pergolettese nel luglio 2023 coincide con la seconda occasione tra i pro: nel biennio 2023-2024–2024-2025 totalizza fra campionato e coppa una quarantina di presenze, con 1 gol in Serie C nella stagione più recente. Al termine del giugno 2024 arriva anche la conferma contrattuale fino al 2025, segno di fiducia tecnica.
L'OCCASIONE AL SUD: LA CHIAMATA DEL FOGGIA
Il passaggio al Foggia è ufficiale nell’estate 2025: il club rossonero investe sul difensore con un accordo che, all’epoca, guarda al 30 giugno 2027. La partenza pugliese è però in salita in termini di spazio: tra campionato e coppa, Bignami mette insieme poche apparizioni (poco più di un’ora complessiva in campionato più una manciata di minuti in coppa), complici equilibri da consolidare e una concorrenza esperta. A fine finestra invernale, club e giocatore scelgono la separazione consensuale. Un epilogo rapido, tipico del mercato di Serie C, che non cancella il senso dell’investimento iniziale ma ridisegna le prospettive del calciatore.
COSA PORTA IN UNA LINEA A 4
Sul piano morfologico, Bignami è un centrale «longilineo-reattivo»: 187 cm utili in area, allungo sui primi passi sufficiente per accorciare in avanti e attitudine a difendere frontalmente senza scomporsi. La postura orientata al corpo dell’avversario più che alla sola palla, abbinata a una discreta sensibilità nel piede d’appoggio, lo rende adatto: 1) a una linea a quattro con compiti misti (marcare e coprire); 2) a una fase di prima costruzione «sicura» (appoggio corto, verticalizzazione semplice sul mediano); 3) a difese che alternano blocco medio e basso, dove la lettura della profondità e i tempi dello «stacco» in area diventano discriminanti. Gli impieghi da terzino destro registrati in carriera non sono una vocazione, ma un indizio di duttilità utile nei periodi di emergenza. In un calcio dove la differenza, spesso, la fanno i giocatori «plug and play», questa è una qualità che pesa.
IL CONTESTO IDEALE
Una squadra che difende compatta e non pretende al centrale d’area continue corse all’indietro su 60 metri. Un tecnico che ami la fase difensiva codificata (triggers, linee di pressione) ma lasci autonomia decisionale nei duelli. Un ambiente dove i giovani con già oltre 10.000 minuti in carriera vengano considerati «giocatori fatti» e non «prospetti eterni». Sono dati che non fanno effetto speciale, ma che, in mano a chi sa leggerli, dicono abbastanza: Riccardo Bignami è un difensore «pronto all’uso» per chi cerca fisicità, ordine e un costo sostenibile. Il resto, come quasi sempre, dipende dal contesto. E oggi, da svincolato, ha un vantaggio competitivo: può scegliere (e farsi scegliere) dal progetto che meglio lo mette a frutto.
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