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Serie C

Torna titolare 4 mesi dopo l'infortunio e aiuta la squadra a conquistare un punto prezioso, la gioia dell'esterno

Il pari con le Pantere firma la serata del rientro: emozioni, dettagli tattici e la tenuta mentale degli Orange dopo il rigore fallito

OSPITALETTO SERIE C - GABRIELE MONDINI

OSPITALETTO SERIE C - Gabriele Mondini, esterno classe 2000 prelevato la scorsa estate dal Caldiero Terme, per lui in questo campionato 11 presenze

Allo stadio Gino Corioni c’è un attimo sospeso, di quelli che il calcio restituisce a chi ha la pazienza (e il coraggio) di aspettare. La palla respinta dal dischetto da Nobile sembra chiamare il contraccolpo psicologico. Invece, nel giro di pochi secondi, il pallone torna alto al limite, e il destro in coordinazione di Michele Casali spacca l’inerzia. È il minuto che cambia l’umore di Ospitaletto Franciacorta-Renate dell'8 febbraio 2026: un lampo che non basta per vincere, ma che racconta una squadra viva, capace di metabolizzare l’errore e rimettere la rotta su un pareggio per 1-1 che, contro una delle formazioni più in forma del momento, vale più di un semplice punticino. Sullo sfondo, un fotogramma umano: il rientro da titolare dopo quasi 4 mesi di Gabriele Mondini, esterno classe 2000, che alla fine sussurra una frase semplice e vera: «Emozione unica». Per lui in precedenza 2 spezzoni contro Pergolettese e Lumezzane.

IL FILO UMANO DELLA SERATA: LA LUNGA ATTESA DI MONDINI
Raccontare il rientro di Gabriele Mondini significa tornare a metà ottobre 2025. Dopo uno scontro di gioco nella gara con l’Inter Under 23 del 5 ottobre 2025, gli esami evidenziano una lesione completa dell’adduttore lungo e corto alla gamba sinistra. Stop senza scorciatoie, calendario ribaltato, riabilitazione scandita più dalla costanza che dalle scadenze. L’ufficialità del referto medico arriva tra il 15 e il 16 ottobre 2025: da quel momento, la priorità diventa «solo» tornare sé stesso. Il 8 febbraio 2026, nel pari con il Renate, la porta si riapre. E l’emozione, come ammetterà lui stesso, è «unica».

LA PARTITA: IL RIGORE FALLITO E LA RISPOSTA IMMEDIATA
La sfida si accende presto. L’Ospitaletto costruisce il match con pressione alta e coraggio nelle conduzioni centrali di Panatti e nelle corse di Messaggi e di Casali, mentre il Renate cerca l’attacco alla profondità con Joseph Ekuban e i tempi di inserimento di Delcarro. Al 40’ l’episodio che sposta le placche tettoniche della gara: contatto in area su Nessi, richiamo alla revisione FVS e decisione definitiva di assegnare il rigore ai padroni di casa. Dal dischetto va Panatti, tiro angolato poco e parata di Nobile. Sembra il preludio all’ansia. Invece no. Sul corner successivo, respinta corta: la palla si alza,  Casali impatta al volo con tecnica pulita e trama l’1-0. Nel finale di tempo, Pavanello ha addirittura il colpo del 2-0, ma l’uno contro uno col portiere si spegne sul corpo di Nobile. Nella ripresa, al 59’ circa Delcarro rifinisce sul secondo palo, dove Ekuban da due passi non sbaglia: 1-1. Da lì, i brianzoli insistono e l’Ospitaletto si riassetta. Le occasioni vere si diradano, ma il dato che resta è la tenuta difensiva nel finale, segnale prezioso in un contesto tecnico-tattico complicato. Triplice fischio: punto per parte.

COSA AGGIUNGE MONDINI AL SISTEMA QUARESMINI
Nel piano gara di Andrea Quaresmini, Gabriele Mondini è un esterno capace di «allargare e stringere» a seconda dei momenti, garantendo: 1) ampiezza e profondità in conduzione sul lato debole; 2) rientri interni a dare una mano alla mediana, con letture utili contro gli avversari che lavorano molti uomini sul centro; 3) attitudine al duello difensivo da quinto aggiunto quando il blocco si abbassa. La sua scheda tecnica lo fotografa come giocatore duttile: destro naturale, utilizzabile da esterno a tutta fascia, mezzala di corsa e, se serve, terzino. Un profilo costruito passando da Darfo Boario e Breno a quelle stagioni da protagonista in D, fino al Caldiero Terme con cui ha conquistato la promozione e l’esordio in C prima di firmare per l’Ospitaletto il 2 luglio 2025. Questa versatilità non è un vezzo: è una soluzione che moltiplica le opzioni in campo aperto e in riaggressione.

QUATTRO SEGNALI PER LA VOLATA DI FEBBRAIO
Con Mondini di nuovo a disposizione, Quaresmini ha più soluzioni per ruotare esterni e mezzali, gestire gli 1 contro 1 difensivi sulle corsie e cambiare pelle in corsa (dal 4-4-2 al 4-2-3-1 «asimmetrico» con esterno che stringe). In un febbraio compresso, è benzina. Il gol di Casali non è un episodio isolato: l’azione nasce da una giocata «seconda palla + tecnica di base» che la squadra ha cercato spesso negli ultimi metri. Tenere acceso il lato forte con rotazioni corte e riaggressione immediata rende più pericolosi e aiuta a restare alti. I 27 punti non sono una cassaforte, ma danno prospettiva. Restare fedeli a principi riconoscibili e, al contempo, sporcare il piano quando serve (vedi la gestione bassa nell’ultimo quarto d’ora) è la sintesi delle squadre che raggiungono l’obiettivo senza snaturarsi. Il calendario non aspetta: a metà settimana l’Alcione Milano. Avversario dinamico, organizzato, altro test vero per misurare gamba, concentrazione e gestione dei momenti. Tra i sottotitoli della gara, la possibilità di capitalizzare il morale lasciato in dote dal pari con le Pantere.

L'ECO DI UNA NOTTE PARTICOLARE
A fine gara, Gabriele Mondini ha fotografato la sostanza di quello che si è visto: «Dopo quattro mesi lontano dai campi non è mai facile rientrare. Siamo contenti per questo pareggio contro un’ottima squadra come il Renate… Il rigore sbagliato poteva portarci negatività, invece siamo stati bravi a segnare subito con Michele Casali e a ribaltare l’inerzia». Il sottotesto tattico è netto: nella ripresa i brianzoli hanno cambiato modulo, specchiando l’Ospitaletto, e i padroni di casa hanno fatto più fatica a costruire palla a terra. Dichiarazioni sobrie e lucide, in linea con la lettura della partita. L’1-1 con il Renate non avrà la lucentezza di una notte da 3 punti, ma porta in dote ciò che a volte serve di più: conferme. Conferma che la squadra sa «tenere botta» quando la marea sale. Conferma che l’errore non è un precipizio se il sistema è solido. Conferma, soprattutto, che rientrare dopo 4 mesi e trovare subito la temperatura della partita non è un miracolo: è il prodotto di lavoro, metodo e testa. Per l’Ospitaletto Franciacorta, oggi, è abbastanza per guardare a mercoledì con una certezza in più. Per Gabriele Mondini, è la pagina su cui riscrivere la propria stagione.

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