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Serie C

Dal trionfo in Primavera al gol nello stadio da 12 mila posti, il difensore classe 2004 sogna il grande salto

Per il figlio d'arte Andrea Piazza la Giana Erminio è una seconda pelle: «La speranza più grande? Giocare in Serie A»

Piazza Giana Erminio

SERIE C GIANA ERMINIO • Andrea Piazza

Che fosse un predestinato lo si poteva capire sin da subito. Figlio di una famiglia di campioni di pattinaggio a livello europeo, cresciuto praticamente a pane e sport, con un talento che da piccolo lo ha portato tra Atalanta e Albinoleffe, con Inter e Milan a sua volta folgorati dalle sue qualità. La storia di un ragazzo che sogna di poter giocare in un palcoscenico mondiale come Anfield Road come il suo mito Virgil Van Dijk, uno stadio che ribolle ogni domenica di passioni, colori, con un'atmosfera infuocatissima, un ambiente dove si respira calcio come nello storico Romeo Menti di Vicenza, in cui ormai un anno e mezzo fa ha impresso nella mente e nel cuore un'emozione indimenticabile, quella del primo gol in Serie C. Un ragazzo che ha conosciuto le difficoltà di un infortunio arrivato in uno dei momenti migliori della sua carriera e l'amarezza del ritrovarsi spesso e volentieri in panchina, ma che, malgrado ciò, non ha mai smesso, continuando a credere in un talento che davvero in pochi hanno e perseverando con quella mentalità e la maturità che separa il giocatore bravino da quello destinato a grandi cose. La storia di Andrea Piazza è quella di un ragazzo che conosce il professionismo da ormai 8 anni, il baluardo della difesa che vinse la Primavera 4, un calciatore per cui il biancoazzurro della sua Giana è ormai una seconda pelle e che anche quest'anno è sempre lì, pronto a dare l'anima come ogni volta in cui entra sul terreno da gioco, per regalare gioie alla tifoseria gorgonzolese.

GLI ESORDI E UN GRANDE PERCORSO GIOVANILE

Una famiglia di sportivi di altissimo livello, dicevamo. Non è dunque un caso che Andrea sia avviato allo sport sin da piccolo, cimentandosi in numerose discipline sportive, dal pattinaggio, appunto, sino ad arrivare al karate, passando per l'atletica leggera. E sarà proprio al termine di un allenamento di corsa che per Andrea si schiudono le porte del calcio, un incontro con il mondo del pallone racchiuso tutto in un aneddoto particolare raccontatoci direttamente dal nostro ospite: «Al centro sportivo di Cassano d'Adda, oltre all'atletica leggera, si allenava anche il Valentino Mazzola, il club del mio paese. Un giorno al campo era presente Sergio Biondini, il presidente della squadra di calcio, che notò che non mi ero divertito particolarmente a correre; mi mise in spalla un borsone con il completo del Mazzola e da quel giorno entrai a farvi parte. Tra l'altro, uno dei miei primi compagni di squadra è stato Alberto Pala, mio compaesano e amico, che ho ritrovato poi anni dopo alla Giana».

Andrea indossa la casacca biancorossa, ma il talento sopra la media che già ai tempi aveva viene presto notato dall'Atalanta, nel cui settore giovanile Piazza entra qualche mese più tardi. Dopo provini con Inter e Milan, Andrea si accasa alla Tritium, per poi ricevere la chiamata dell'Albinoleffe: «Mi son trovato bene, anche se da loro ho giocato come centravanti e non come difensore, che è invece il mio ruolo. Segnavo, ma non era la mia posizione: anche per questo ho scelto poi di tornare alla Tritium». Dopo un ottimo ritorno a Trezzo, per Andrea è poi tempo di fare il salto di qualità nel professionismo ed entrare nel settore giovanile della Giana nel 2018, di cui diventerà un elemento imprescindibile con 62 presenze e 9 reti in 3 anni e una crescita esponenziale come giocatore.

IL GRAVE INFORTUNIO ALL'ESORDIO E IL RIENTRO IN CAMPO

Andrea è ormai sempre più una certezza all'interno del mondo Giana: un difensore affidabile, fresco vincitore del campionato di Primavera 4, arrivato anche grazie al suo preziosissimo contributo nel corso della fase finale, e che al contempo ha già conosciuto il mondo della prima squadra, con cui ha avuto la possibilità di allenarsi e di sedere in panchina in diverse occasioni. Non è perciò un caso che in quella formazione che si presenta ai nastri di partenza della Serie D con il chiaro obiettivo di riconquistare subito il professionismo Andrea sembri poter aver un ruolo da punto fermo; nella sfida inaugurale contro il Baveno Stresa, valida per il turno preliminare di Coppa Italia, Piazza ottiene infatti subito una maglia da titolare. Eppure, quella al cospetto dei lacustri, sarà proprio la sfida che determina l'inizio di un calvario durato diversi mesi per il difensore cassanese, che a distanza di anni ricorda così l'accaduto: «Mi sono infortunato dopo solo un minuto e mezzo. Avevo fatto un intervento in scivolata vicino alla bandierina, il campo era molto secco. Nella caduta ho caricato il peso sopra la gamba e ho rotto il perone. Mi dispiace anche perché è successo in un periodo in cui ero al massimo della forma e andavo fortissimo in allenamento»

Per Andrea è stato l'inizio di un periodo complicato: per un guerriero come lui, abituato a combattere in campo, a non mollare sino al triplice fischio, dover restare in tribuna senza poter dare una mano ai compagni non è stato semplice. «Mi è dispiaciuto non poter aiutare la squadra, ma ho avuto la fortuna di avere la famiglia e i compagni sempre vicino. Anche quando ero infortunato prendevo parte alle trasferte, dove ho vissuto dei momenti indimenticabili con la squadra che ancora adesso ricordo felice a distanza di tanto tempo»Tornato ad allenarsi con il gruppo intorno a metà dicembre, Andrea rientra nei convocabili un mese più tardi e siede in panchina nella vittoria casalinga per 3-0 contro il Riccione, mentre il debutto in Serie D coincide con il trionfo esterno con lo stesso punteggio nell'incontro con il Prato: a fine anno saranno complessivamente 11 le presenze che Piazza riesce a mettere insieme tra un campionato vinto in maniera trionfale dalla Giana e una Coppa sfuggita mestamente in finale contro il Pineto, autore di un clamoroso poker rifilato ai gorgonzolesi dopo essersi trovati sotto di due reti. Andrea è contento, ma la sensazione di non essere riuscito a dare pienamente il suo contributo dovuta al basso minutaggio concessogli permane anche in quei momenti«Sei felice ma non senti quella vittoria completamente tua. Io rientravo da un infortunio, la squadra era forte e funzionava alla perfezione e per me che ero reduce da un infortunio non è stato per nulla facile inserirsi negli 11 titolari».

L'ESORDIO IN SERIE C 

Confermato anche in vista dell'anno seguente tra i professionisti, Andrea fa il suo esordio ufficiale in C nei minuti finali della gara contro la Pro Patria«Per me è stata una grande emozione, in quel gruppo c'erano tanti esordienti. Recentemente ero in tribuna con Marco Ballabio e ho scoperto in quella gara anche lui aveva fatto il suo debutto». Anche quest'anno Piazza non riesce a imporsi come titolare, ma a referto risultano comunque 20 apparizioni per un totale di 1100 minuti, nei quali il centrale biancoazzurro si è spesso distinto per prestazioni di notevole fattura: tra le numerose, a spiccare è quella casalinga offerta contro l'Albinoleffe, in cui Piazza ha saputo erigersi a leader difensivo, respingendo le offensive avversarie e guadagnandosi al termine del match il premio di MVP.

Una stagione positiva per il centrale, un'annata di caratura molto importante per la Giana, capace di non soffrire il salto dalla Serie D di centrale subito la partecipazione ai play-off, benché fosse partita con l'obiettivo principale di tenere la categoria. «La nostra forza è sempre stata il collettivo. Anche quell'anno abbiamo avuto come sempre un gruppo straordinario, abbiamo vissuto una stagione ricca di emozioni». Agli spareggi il club di Oreste Bamonte riesce a superare subito la Pro Vercelli, estromessa con un roboante 3-0, prima di arrendersi alla Triestina, cui è bastato il pareggio in casa per 1-1 ai fini della qualificazione in virtù della miglior posizione al termine della stagione regolare. Una gara che a distanza di tempo continua a lasciare dell'amaro in bocca, con il disperato salvataggio di Agostini sulla (o forse oltre?) linea di porta a respingere la conclusione ravvicinata di Perna, che avrebbe regalato alla Giana una qualificazione storica.

Abituato a giocare soprattutto a 4 nel corso del proprio percorso giovanile, da quando è invece approdato in Prima Squadra alla Giana Andrea è stato quasi sempre impiegato all'interno della difesa a 3, marchio di fabbrica dell'allora allenatore Andrea Chiappella. «Posso giocare in entrambe le difese, sono un centrale abile nel gioco aereo, che si esalta nella marcatura a uomo; in alcune occasioni, però, sono stato utilizzato anche da braccetto. Mi piace anche aver la palla, per provare ad avanzare o cercare il lancio lungo per i compagni».

Se vogliamo però conoscere Andrea Piazza a 360 gradi non possiamo non fare accenno a quello che per lui è un autentico mito, un giocatore che funge da riferimento, l'idolo dal quale imparare: «Virgil Van Dijk per me è il difensore perfetto, è straordinario in ogni fondamentale». Ficcante, secco, una frase che non ammette replica, con la voce colma di ammirazione per un campione che Piazza da sempre sogna di emulare. Il 2023-24 è stato inoltre l'anno in cui il classe 2004 tocca con mano il professionismo, ritrovandosi molto spesso a marcare giocatori di assoluta qualità: «Di giocatori molto forti ne ho visti tanti, però ricordo in particolare la Triestina di quell'anno, che annoverava gente come Lescano e Redan: due attaccanti fortissimi, con qualità, tecnica e rapidità». 

UNA SERATA STORICA AL MENTI

I biancoazzurri saranno però capaci di approdare alle Fasi Nazionali e migliorare quanto già fatto di ottimo la stagione prima nell'anno appena terminato. Una stagione in cui la carriera di Andrea sembra poter intraprendere quell'attesa e meritata ascesa, partendo dalla prestazione dominante in Coppa Italia contro la Juventus, sino ad arrivare forse al momento più emozionante della sua carriera: nella sfida esterna contro il Vicenza, il numero 77 riesce a regalare alla Giana un insperato pareggio a circa 5 minuti dal termine del match, dopo che la formazione lombarda si era ritrovata in inferiorità numerica: un gol che fissa così il risultato sul 2-2, dopo che Morra prima e Zamparo poi erano riusciti a ribaltare il vantaggio iniziale di Ferri. Un istante per lui destinato a essere indimenticabile: nessuna descrizione preliminare sarebbe capace di rendere in maniera tanto vivida il ricordo di quella partita come invece le parole del nostro protagonista, la cui voce trabocca ancora di grande commozione nel rievocare quella serata.

«Segnare in uno stadio con la storia ed il prestigio del Romeo Menti di Vicenza è qualcosa di difficile da spiegare, davanti a una tifoseria unica per passione e calore. Mi trovavo al limite dell'area avversaria, appena il pallone è arrivato dalle mie parti l'ho colpito in girata e l'ho mandato all'angolino. Calciando davo le spalle alla porta, non ho visto subito dove fosse finito il tiro, ma quando poi ho sentito il boato dei miei tifosi e il silenzio dei veneti ho capito tutto. Non lo dimenticherò mai». E a proposito della scelta del numero 77, Andrea spiega: «Il 4 è sempre stato il mio numero preferito, però lo trovo sempre occupato. Ho scelto dunque un numero che mi piace esteticamente, e poi l'ho preso anche perché è l'anno in cui è nata mia mamma».

Decisivo, capace di risolvere una situazione intricata; l'eurogol del Menti ne è certamente il maggior esempio, ma a onor di cronaca va anche ricordato il perfetto assist a Trombetta che Piazza aveva sfornato la settimana precedente nella gara contro l'Entella e che aveva spalancato ai lombardi le porte del Terzo Turno della Coppa di categoria. In Campionato il difensore gioca da titolare la gara seguente contro la Pro Patria, subentra nei minuti finali nel match vinto nella tana della Pro Vercelli e rientra nell'11 titolare per l'impegno con il Renate, nel quale il cassanese rimedia un'espulsione. Un episodio che, a conti fatti, delinea uno spartiacque nell'annata sportiva di Piazza, che da quel giorno si vede quasi immancabilmente relegato in panchina.

Qualche scampolo di presenza qua e là, che, fatta eccezione per la gara contro l'Arzignano a novembre dove ritrova la titolarità, coincide sempre con subentri negli istanti finali di gara. «Quando ti ritrovi in panchina fai di tutto per spronare la squadra, però al contempo ti dispiace perché vorresti essere dentro a lottare con loro. Non è una bella situazione, ma bisogna sempre lavorare duramente per farsi trovare pronti e aiutare quando serve». La stagione 2024-25 vede la Giana compiere un ulteriore salto di qualità, in un'annata che vede i biancoazzurri combatter stabilmente e con grande tenacia su due fronti: conquistata la finale di Coppa Italia, persa nell'amaro doppio confronto con il Rimini, i biancoazzurri riescono ad approdare per la prima volta nella loro centenaria storia alle fasi nazionali dei play-off, dove si arrendono alla blasonata Ternana.

L'INIZIO CON ESPINAL E IL MANCATO APPRODO A PONTEDERA

Nuovo anno, nuova permanenza a Gorgonzola per Andrea, in un gruppo fortemente rimaneggiato, complice la partenza di diversi trascinatori della scorsa stagione quali Stuckler, Nichetti e Caferri, solo per citarne alcuni, e l'avvicendamento in panchina tra Espinal e Chiappella, con quest'ultimo accasatosi alla Virtus Entella. Creare un gruppo con diversi volti nuovi non è mai semplice, e anche questo può forse spiegare la complicata partenza della Giana tra Campionato e Coppa, prima di riuscire a trovare la quadra sul finire di novembre e trovarsi ora in zona play-off: «Si parte sempre per salvarci, adesso siamo riusciti però a trovare continuità. I nuovi si sono integrati molto bene, sono elementi di grande qualità all'interno di un gruppo attrezzato in tutti i settori e sono anche contento dell'arrivo di mister Espinal. Ha portato entusiasmo, è un tecnico giovane ma molto preparato e cerca sempre di metterci nelle condizioni di fare bene». Rispetto allo scorso anno, per quanto sia stato relegato spesso tra le riserve, Piazza ha guadagnato comunque un minutaggio maggiore, con prestazioni attente, sempre efficacissime, che gli sono valse l'interessamento del Pontedera, che avrebbe ingaggiato il classe 2004 in prestito secco.

Ultima in classifica nel girone B, la formazione toscana, per risollevarsi dall'ultimo posto, sta cercando di puntare su ragazzi giovani ma con al contempo alle spalle una certa esperienza in categoria e Piazza avrebbe potuto dare loro una mano importante per rincorrere quantomeno i play-out; all'ultimo momento, però, il club ha deciso di virare su altri profili e Piazza è dunque rimasto a Gorgonzola: «Era un'esperienza che avrei intrapreso volentieri, sia per ragioni calcistiche, cercando di trovare continuità, che personali, perché comunque poteva essere stimolante provare un'avventura lontano da casa. Mi dispiace che la trattativa non sia andata in porto, però sono felice di essere rimasto qui alla Giana e anche il mister e i dirigenti sono contenti che io resti tra loro». 

Concentrato sulla stagione in corso, deciso ad aiutare la sua Giana a raggiungere il massimo, ma anche motivato per cercare di compiere il salto di qualità in futuro: «Mi piacerebbe poter arrivare tra non molto in Serie B e poi magari debuttare anche in Serie A, voglio fare di tutto per raggiungere questo sogno». Un cerchio che non si è ancora chiuso, un libro che continua a restare aperto in attesa di riempirsi di nuove storie: il sogno di giocare ad Anfield e raggiungere il massimi livelli è certamente arduo, ma non impossibile per un ragazzo che al calcio ha dato e dedica tuttora tutto, che è già stato capace di realizzare una parte dei suoi sogni e che, anno dopo anno, pur non giocando sempre, ha sempre ottenuto la riconferma da parte della Giana. Andrea Piazza ha già scritto una parte della sua favola e, per il ragazzo e il professionista esemplare che è sempre stato, il futuro per lui non può che essere ricco di gioia e di soddisfazioni, per molti soltanto desideri che lui ha in parte tradotto in realtà.

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