Serie C
11 Febbraio 2026
Michele Rigione, difensore classe 1991, ha rescisso da poco il contratto con l'Avellino con cui ha vinto il Girone C di Serie C nella stagione 2024-2025
Un telefono che vibra alle 22:25, una notizia che rimbomba in una notte di Serie C e un nome che, per chi mastica la categoria, pesa come una garanzia di letture difensive e duelli aerei vinti: Michele Rigione. Il centrale ex Avellino sarebbe pronto a firmare con il Trento entro le prossime 48 ore, con un accordo fino al 30 giugno 2026. Non è solo la classica mossa d’emergenza di chi pesca tra gli svincolati: è un’operazione che si innesta sul percorso tecnico impostato da Luca Tabbiani e che può indirizzare la corsa gialloblù nella parte calda del girone.
IL CONTESTO: UN TRENTO IN CRESCITA CHE CERCA L'ULTIMO TASSELLO
Il Trento ha dato continuità a un progetto tecnico ambizioso, consolidandosi in Serie C Girone A e navigando in zona play-off con una classifica corta e competitiva. I gialloblù hanno progressivamente alzato il livello, anche attraverso interventi puntuali sul mercato: la scorsa estate, ad esempio, il club ha blindato profili cardine come Daniel Cappelletti fino al 2026 (poi chiamato dal Vicenza a gennaio), a testimonianza di un’idea precisa sulla costruzione del reparto arretrato; in autunno è arrivato da svincolato anche Riccardo Fiamozzi, a rinforzare la batteria dei difensori esterni. In questo mosaico, Rigione rappresenta il profilo «pronto subito» per dare profondità, leadership e alternative di sistema. Dal punto di vista del quadro competitivo, il Girone A 2025-2026 si sta rivelando di altissimo livello, con corazzate come Vicenza a spingere il ritmo e un nutrito gruppo di inseguitrici. In questo scenario, ogni dettaglio difensivo conta: l’arrivo di un centrale esperto può spostare gli equilibri nel breve periodo, specie quando le partite si vincono su particolari come marcature in area, gestione delle seconde palle e letture delle transizioni.
CHI È MICHELE RIGIONE
Dopo 2 stagioni e mezzo intense in Irpinia, culminate con la risalita in Serie B e l’adeguamento contrattuale, Michele Rigione ha risolto consensualmente il proprio accordo con l’U.S. Avellino 1912 il 2 febbraio 2026. La separazione è stata ufficializzata dai canali d’informazione locali e nazionali, con un comunicato del club riportato da più testate. Per il difensore classe 1991 (compirà 35 anni il 7 marzo 2026), si è aperto così uno scenario immediato da svincolato. Sul piano fisico, il dato da conoscere è la gestione dei carichi dopo un paio di stop muscolari al polpaccio tra agosto 2025 e gennaio 2026. Il monitoraggio storico degli infortuni indica un rientro a metà gennaio e la disponibilità a riprendere gradualmente la piena attività: un aspetto non banale, ma che rientra nelle fisiologie di un centrale esperto, abituato a interpretare il ruolo più con timing e posizionamento che con l’esuberanza atletica pura. In altre parole: se inserito in un sistema con coperture codificate e una riaggressione coordinata del fronte palla, Rigione può offrire rendimento immediato.
TRENTO, INCASTRI TATTICI E DISCORSO TECNICO
Il progetto di Luca Tabbiani al Trento ha una fisionomia riconoscibile: squadra corta, linee compatte e propensione a costruire dal basso con difensori in grado di leggere il primo pressing e verticalizzare sui corridoi interni. In questo contesto, Rigione porta: 1) Leadership e comunicazione: comanda la linea, detta salite e accorci, alza il blocco nei momenti morti della gara. Concetti chiave in una Serie C dove i dettagli di reparto incidono. 2) Fisicità e duelli aerei: presenza sulle palle inattive difensive e offensive, fondamentale se vuoi massimizzare corner e punizioni laterali. 3) Esperienza gestionale: sa abbassare i giri quando serve congelare una partita; conosce i «tempi» delle leghe italiane e l’interpretazione arbitrale tipica della categoria. Inserire Rigione significa avere una rotazione più profonda: puoi gestire minutaggi, accorciare i tempi di recupero negli infrasettimanali e modulare il sistema tra 4 e 3 dietro a seconda dell’avversario e dello stato di forma.
LA CRONOLOGIA DELL'OPERAZIONE: DAL VIA LIBERA DELL'AVELLINO AL SORPASSO SUL FOGGIA
Il tassello che ha sbloccato tutto è stata la rescissione con l’Avellino il 2 febbraio 2026. Nel giro di pochi giorni, sono emerse le prime piste per l’ex capitano biancoverde: Trento e Foggia hanno sondato il terreno, con i rossoneri che, secondo ricostruzioni locali, avrebbero messo sul tavolo un’offerta pluriennale. La pista gialloblù, però, è cresciuta fino alla stretta finale: l’indicazione, arrivata «in nottata», parla di firma entro 48 ore e accordo al 30 giugno 2026. È un orizzonte temporale coerente con il ciclo tecnico di Tabbiani e con l’architettura contrattuale già vista per altri senior del reparto. Nelle stesse ore, lo stesso Rigione ha salutato pubblicamente la piazza irpina con un messaggio dai toni sinceri: «Ho dato il massimo, non meritavo alcune parole e situazioni. A testa alta sempre…». Un congedo che spiega bene la voglia del difensore di ricalibrarsi in un ambiente che punti forte sulla sua guida in campo e nello spogliatoio. Trento, per ambizioni e profilo della rosa, è un fit naturale.
LA FOTOGRAFIA D'INSIEME: UN'OPERAZIONE DI REPARTO
Se l’affare si chiuderà nei tempi indicati, il Trento porterà a casa non solo un nome, ma un insieme di competenze che servono alla fase calda della stagione: ordine, letture, centimetri. In una corsa play-off dove la differenza la fa la capacità di evitare il gol «sporco» e di segnare su palla inattiva, l’innesto di Michele Rigione può valere più dei 90 minuti di una singola gara: può cambiare la percezione del reparto e, con essa, la personalità con cui si affrontano i finali di partita. Con l’orizzonte 30 giugno 2026, il Trento si assicura una mezza stagione di un centrale navigato, con il tempo per costruire un’eredità tecnica anche oltre il quotidiano: presenza nello spogliatoio, tutoraggio dei giovani, cultura del dettaglio. In Serie C, dove la linea tra successo e rimpianto è spesso spessa pochi centimetri, questo tipo di investimento può essere la differenza.
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