Premier League
11 Febbraio 2026
Frank Ilett, alias The United Strand, l’uomo che ha promesso di non tagliarsi i capelli finché il suo Manchester United non metterà insieme cinque vittorie consecutive
Una macchinetta per capelli già pronta sul tavolo, il conto alla rovescia visibile in sovrimpressione, la chat che corre all’impazzata. Quando al London Stadium scocca il minuto 96’ e il destro di Benjamin Šeško si infila all’incrocio, oltre duecentomila persone sono collegate a vedere non tanto la partita, quanto la reazione di un tifoso: Frank Ilett, alias The United Strand, l’uomo che ha promesso di non tagliarsi i capelli finché il suo Manchester United non metterà insieme cinque vittorie consecutive. Il gol regala l’1-1 ma non il quinto successo: la forbice resta ferma. E l’epopea dei capelli continua.
Dietro la frangia che ormai gli copre gli occhi c’è la sfida lanciata il 5 ottobre 2024: niente taglio finché lo United non infila una striscia di cinque successi di fila. L’idea nasce in un periodo buio, con la squadra in difficoltà e un ciclo travagliato in panchina. Nel tempo “The United Strand” diventa una presenza fissa dei social, accumulando oltre 1,2 milioni di follower solo su Instagram e trasformando un gesto ironico in un racconto collettivo, tra scaramanzia e resistenza. La notte di Londra del 10 febbraio 2026 sembrava il capolinea della promessa: lo United arrivava da quattro successi di fila sotto la guida dell’interim Michael Carrick (tra cui le affermazioni contro Manchester City e Arsenal) e serviva “solo” piegare il West Ham. Bastava un altro passo.
Sul prato del London Stadium lo script si rovescia presto. Nella ripresa è Tomáš Souček a infilare l’1-0 al 50’, gelando i piani di Ilett e di tutto il web. Lo United ci prova, trova anche un colpo di testa di Casemiro che finisce in rete, ma il VAR cancella tutto per un fuorigioco. Solo nel recupero, al 90’+6’, arriva la zampata: cross di Bryan Mbeumo, tocco volante di Šeško e 1-1. È abbastanza per prendersi un punto, non per completare la striscia di vittorie consecutive. Dati alla mano, i Red Devils controllano palla (64,8% di possesso), ma chiudono con appena 3 tiri nello specchio: numeri che raccontano un predominio sterile e spiegano l’epilogo. Il pari, però, prolunga l’imbattibilità dello United sotto Carrick e rinvia la prima sconfitta del nuovo corso: la sequenza utile in campionato tocca nove partite, ma la rincorsa alle cinque vittorie resta un miraggio.
Se il campo racconta un pareggio, la rete mette in scena un altro spettacolo. La diretta di Frank Ilett diventa un evento nell’evento: oltre 150.000 utenti collegati già durante il match e un picco che tocca circa 265.000 spettatori nei minuti finali. Numeri da programma televisivo nazionale, radunati attorno a una promessa. In alcuni resoconti si parla persino di “quasi 300.000” utenti contemporanei tra fischio finale e post partita, a conferma di un’attenzione virale che travalica i confini della tifoseria. In ogni caso, il racconto di The United Strand non lascia indifferenti. C’è chi sorride, c’è chi si appassiona, e c’è chi storce il naso: criticando che il dibattito si sposti dal campo al parrucchiere. Nelle ore successive al pareggio, persino Wayne Rooney – icona United – ha espresso irritazione in un podcast, sbottando contro l’attenzione rivolta al “tifoso dei capelli” mentre la squadra cercava il quinto successo. Un segnale di come la cultura del tifo social, quando esplode, possa fagocitare il discorso tradizionale. Eppure, al netto delle frizioni, il “format” funziona perché mette al centro un’idea semplice e potentissima: prendere sul serio una scaramanzia leggera e trasformarla in una storia condivisa, con un finale sempre per ora rimandato.
Dietro i meme e le dirette, c’è però anche un impegno concreto: Frank Ilett ha spiegato più volte che al termine della sfida, quando il Manchester United riuscirà finalmente a inanellare cinque vittorie, lui taglierà i capelli e li donerà alla Little Princess Trust, fondazione britannica che fornisce gratuitamente parrucche in veri capelli a bambini e giovani fino ai 24 anni che hanno perso i propri a causa di cure oncologiche o altre patologie. La pagina ufficiale della LPT racconta anche il lavoro di finanziamento alla ricerca scientifica in ambito oncologico pediatrico. Non solo simboli: la raccolta fondi attivata da Ilett ha superato, nei giorni della sfida al West Ham, quota 5.800 sterline online (oltre £560 di Gift Aid), un traguardo che si avvicina alle 6.000 citate in diversi articoli e che potrebbe continuare a crescere col proseguire dell’iniziativa. La cifra non rende milionario nessuno – come lo stesso Ilett ha smentito – ma mette in circolo risorse reali per un obiettivo utile.
Per lo United la missione si aggiorna: ritrovare subito il filotto di vittorie. Per Ilett, armarsi di pazienza e continuare a sorridere, con la consapevolezza che ogni nuovo kickoff può essere “quello buono”. Secondo diverse testate, il cammino ripartirà dalla trasferta contro l’Everton, primo gradino di una nuova scalata. La forbice resta lì, a portata di mano ma non ancora pronta a tagliare.
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