Serie C
12 Febbraio 2026
Filippo Falco, attaccante classe 1992, ha come ultima esperienza in campo le 10 presenze della scorsa stagione con il Campobasso (foto FB Campobasso Football Club)
È mattina presto in un centro sportivo di provincia. Sul campo ancora umido, un pallone resta immobile a dieci metri dal limite. Un sinistro educato lo colpisce sotto la traversa, con quella traiettoria «a foglia morta» che il pubblico riconosce a occhi chiusi. Quel sinistro appartiene a Filippo Falco: classe 1992, tarantino, estro da strada e geometrie da sala prove. Oggi è un svincolato di lusso, in attesa della chiamata giusta, dopo una carriera che ha attraversato Serie A, B e C, passando per un titolo nazionale vinto all’estero e serate europee con la Stella Rossa di Belgrado. Al 12 febbraio 2026, Falco è senza contratto: l’ultima esperienza in Italia è stata con il Campobasso nella stagione 2024-25, chiusa a giugno 2025. Da allora, la valigia è accanto alla porta, pronta a riaprirsi.
DALL'ESORDIO CON IL LECCE ALLA MATURITÀ
Cresciuto tra i vivai di Bari e Lecce, Filippo Falco tocca il professionismo giovanissimo: 24 novembre 2010, Coppa Italia, Udinese-Lecce. Entra all’85’ (al posto di Ignacio Piatti) e assaggia il palcoscenico vero, quello che da lì in avanti non lo lascerà più. È il primo tassello di un percorso che lo porterà a conoscere tre categorie del nostro calcio. Nel 2011-2012 vola in Lega Pro al Pavia: 29 presenze, 8 reti in stagione regolare e 2 apparizioni ai play-out. Torna quindi in Salento per il 2012-2013 (con 27 presenze e 2 gol in campionato), poi inizia il suo giro di esperienze in Serie B: Reggina, Juve Stabia, Trapani. In Sicilia vive una stagione formativa nel 2014-2015: 34 presenze, 2 gol e soprattutto una doppia cifra di assist che racconta più dei tabellini. Il 29 agosto 2015 arriva l’esordio in Serie A con il Bologna: sono 9 le presenze complessive con i rossoblù nella massima serie prima del passaggio, nel febbraio 2016, al Cesena in B (12 presenze, 4 gol). Nel 2016-2017 è tra i protagonisti della promozione in A del Benevento: 31 presenze, 6 reti più 4 gare di play-off. Seguono i passaggi a Perugia e Pescara, quindi il ritorno che segna una svolta.
IL RITORNO IN SALENTO, L'ARTE DI INCIDERE
Nell’estate 2018 il Lecce riporta a casa Falco. In Serie B 2018-2019 contribuisce alla promozione con 31 presenze e 7 gol; l’anno successivo, in Serie A 2019-2020, gioca 30 partite firmando 4 gol e 6 assist: tra questi, la perla su punizione del 3 novembre 2019 contro il Sassuolo, la prima marcatura di Falco in A, rimasta negli occhi dei tifosi per estetica e peso specifico. Quella punizione è un’istantanea della sua cifra tecnica: rincorsa breve, caviglia ferma, rotazione del busto a rientrare. Il pallone si abbassa di colpo oltre la barriera, come se obbedisse a un metronomo interiore. È il gesto che accende il Via del Mare e lo consacra, una volta di più, come rifinitore di qualità superiore.
L'ESPERIENZA ALL'ESTERO: TITOLI E UN BAGAGLIO EUROPEO CHE PESA
A gennaio 2021 Falco lascia l’Italia per la Stella Rossa di Belgrado. In Serbia si porta a casa un piccolo tesoro: due campionati consecutivi (2020-2021, 2021-2022) e due Coppe di Serbia negli stessi anni. Partecipa anche alle notti europee tra preliminari di Champions ed Europa League. Non sono solo righe di curriculum: sono competenze acquisite in contesti ad alta pressione, dove conta saper fare la cosa giusta in pochi secondi. I numeri non bastano mai a raccontare quanto valga la familiarità con atmosfere, ritmi e intensità fuori dai nostri confini. Giocare, vincere e allenarsi con la Stella Rossa, club abituato a dominare il proprio campionato e a misurarsi regolarmente in Europa, ha effetti che restano: memoria tattica, tempi di ricezione in spazi ristretti, letture senza palla in strutture più verticali delle nostre. In quell’arco temporale, Falco arricchisce il proprio palmarès e il proprio saper stare dentro partite che vanno gestite più che giocate.
IL RECENTE PERCORSO: RITORNI IN ITALIA E DISPONIBILITÀ SUL MERCATO
Terminata l’esperienza serba, Falco rientra in Italia nel settembre 2022 al Cagliari (in Serie B, 14 presenze). Nel 2024 passa al CFR Cluj in Romania, quindi rientra nel nostro Paese alla Carrarese (promossa in B nell’estate 2024) e, a febbraio 2025, firma con il Campobasso in Serie C, con contratto fino al 30 giugno 2025 e opzione di rinnovo automatico. Chiude la stagione in Molise con 10 presenze e, scaduto l’accordo, resta svincolato. Dal 1° luglio 2025 è senza club; a ottobre 2025 il suo valore di mercato viene aggiornato in un range contenuto per un profilo della sua esperienza, dettaglio che lo rende un affare sostenibile per molte società.
DOVE PUÒ INCIDERE SUBITO
1) 4-3-3 con Falco da ala destra: ricezioni tra le linee, conduzioni verso l’interno, tiri a rientrare e filtranti nello spazio tra terzino e centrale. Richiede terzino di spinta e mezzala di lato capace di correre senza palla. 2) 4-2-3-1 con Falco da trequartista: rifiniture in zona centrale, triangolazioni corte, attacchi al corridoio sul lato debole. Ideale con una punta che sappia «fissare» i centrali. 3) 3-4-2-1 con Falco da seconda punta nel duo sotto la punta: movimenti a venire incontro e attacchi allo spazio breve per ricezione sul corpo del difendente e scarico di prima. In tutte e tre le soluzioni, la chiave è la densità vicina al portatore: più compagni in supporto corto, maggiore è il valore aggiunto del suo gioco tra le linee. L’altra variabile è il pressing post-perdita: Falco è cresciuto molto nella fase di riaggressione, ma il contesto deve coprire le spalle all’estro, non soffocarlo.
PROSPETTIVE REALISTICHE
Il mercato di febbraio-marzo 2026 è quello delle idee chiare. Chi cerca un valore tecnico immediato e un dosaggio di esperienza, senza investimenti fuori scala, trova in Filippo Falco un profilo pronto. Non è un calciatore da costruire: è un calciatore da integrare. Ha già visto tutto: promozioni, salvezze, panchine lunghissime, rientri, titoli vinti all’estero, notti europee. Servono obiettivi nitidi e un ruolo preciso: il resto lo farà quel mancino che, quando si accende, fa la differenza.