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Solo vittorie e rinnovo fino al 2028 che allontana la Premier: è l'allenatore "straniero" più amato

Un prolungamento anticipato dettato da risultati granitici: verso il Mondiale 2026 guardando già all’Europeo “di casa” del 2028

Thomas Tuchel-FA, stretta di mano fino al 2028: l’Inghilterra blinda il suo c.t. e manda un messaggio alla Premier

Un prolungamento anticipato, motivato da risultati granitici e da un contesto strategico: l’Inghilterra di Tuchel viaggia verso il Mondiale 2026 senza aver subito gol nelle qualificazioni e guarda già all’Europeo “di casa” del 2028.

Un portone di Wembley che si chiude piano, un brusio che si affievolisce, poi la notizia che scivola tra i corridoi della FA come una palla filtrante che rompe la linea: Thomas Tuchel resta ct dell’Inghilterra fino all’Europeo 2028. Non è solo un rinnovo; è un segnale politico e tecnico insieme, una mossa che abbraccia il presente e marca il futuro, neutralizzando al contempo l’interesse di club potenti come il Manchester United. La data è chiara: giovedì 12 febbraio 2026. E anche il messaggio è chiarissimo: continuità, stabilità, ambizione.

UN PROLUNGAMENTO CHE VALE PIÙ DI UNA FIRMA

La FA ha scelto di anticipare il rinnovo di Tuchel, inizialmente legato alla panchina dei Three Lions sino alla fine del Mondiale 2026, per portarlo fino all’Europeo 2028 che sarà ospitato tra Inghilterra, Scozia, Galles e Repubblica d’Irlanda. L’obiettivo dichiarato è doppio: proteggersi da corteggiamenti di alto profilo (su tutti quello dei Red Devils) e garantire al gruppo un orizzonte coerente mentre si entra nel vivo della preparazione iridata. “Chiarezza” e “focus” sono le parole chiave che rimbalzano da Wembley.

Sullo sfondo, un dato che pesa come una sentenza: con Tuchel, l’Inghilterra ha firmato qualificazioni al Mondiale 2026 da manuale, tutte vittorie e zero reti subite. È la base statistica – e psicologica – del rinnovo.

NUMERI, AVVERSARI E ROTTA VERSO IL MONDIALE

Da quando si è insediato (inizio 2025), il tecnico tedesco ha imposto metodo e identità, disegnando una squadra dal baricentro alto e dalla gestione ferrea delle transizioni. In otto partite di qualificazione al Mondiale, l’Inghilterra ha fatto il pieno, non ha incassato neppure un gol e ha prodotto un differenziale reti dominante. Secondo alcune letture, il raggruppamento non rappresentava la massima difficoltà – si citano avversari come Albania, Serbia, Lettonia e Andorra – ma il margine resta eloquente a prescindere dal valore relativo degli avversari. Anche perché il dato difensivo, in una competizione a media e alta intensità, è un marchio tattico più che un accidente.

La traiettoria ora punta a una Coppa del Mondo che inizierà per l’Inghilterra il 17 giugno 2026 contro la Croazia, prima di incrociare Ghana e Panama nella fase a gironi. Nel frattempo, il percorso di avvicinamento prevede amichevoli di spessore – si sono fatti i nomi di Uruguay, Giappone, Nuova Zelanda e Costa Rica – per calibrare il motore contro stili di gioco diversi. Una progressione che rispecchia la filosofia di Tuchel: stress-test controllati, rotazioni mirate, e cura maniacale delle relazioni tra reparti.

DISINNESCATA LA VARIABILE MANCHESTER UNITED

Il tempismo non è casuale. In Premier League, la posizione del Manchester United tiene banco e il nome di Tuchel è stato accostato più volte alla panchina di Old Trafford. Intervenire prima che la stagione imbocchi la curva decisiva significa disinnescare il “rumore” e proteggere il gruppo da un dibattito tossico. È un riflesso condizionato che la FA ha imparato dal proprio passato e da dinamiche già viste nel calcio dei club. Stabilità prima delle grandi rassegne: una lezione che vale più di una clausola.

IDENTITÀ, APPARTENENZA E LEADERSHIP

“È un sogno che continua”: Thomas Tuchel ha usato toni netti per spiegare il proprio sì, ringraziando i collaboratori e sottolineando il sostegno ricevuto dal vertice federale, a partire dal CEO della FA, Mark Bullingham, che lo ha definito la “miglior candidatura possibile” in circolazione, per esperienza internazionale, gestione dello spogliatoio e capacità di lettura delle partite ad alta pressione. Il prolungamento copre anche lo staff chiave – Anthony Barry, Henrique Hilário, Nico Mayer, James Melbourne – altro segnale di continuità metodologica e di cultura del lavoro.

EURO 2028, IN CASA TRA RESPONSABILITÀ E PRESSIONI

Giocare un Europeo “di casa” non è un dettaglio. La pressione si moltiplica, le aspettative pure. Pianificare adesso significa dare a Tuchel una presa salda sulle politiche di sviluppo: dall’integrazione dei giovani in rampa di lancio alla gestione dei picchi di forma dei senatori, passando per l’allineamento della filiera tecnica federale. Ecco perché la conferma fino al 2028 è anche un investimento “sulla cultura” che la nazionale vuole incarnare.

LA NAZIONALE "AL CENTRO DEL VILLAGGIO"

Il “no grazie” implicito ai corteggiamenti della Premier League – con lo United in prima fila – è un segnale che rimbalza oltre il perimetro della nazionale. Dice che, oggi, la panchina dell’Inghilterra è una destinazione in sé, non un parcheggio tra un club e l’altro. E che il progetto federale non teme il confronto con il fascino e la potenza economica dei top club. La scelta di Tuchel di estendere il suo impegno si traduce, in pratica, in un piccolo cambio di paradigma: la nazionale come luogo primario di ambizione, non come parentesi.

PERCHÉ É DAVVERO UNA SVOLTA

Non è solo la notizia di un rinnovo. È una svolta perché cristallizza una convinzione: l’Inghilterra ha trovato un allenatore che conosce le architetture del calcio contemporaneo e che ha già impresso la sua calligrafia sulla squadra. Numeri e timing dicono che la FA ha letto il contesto con lucidità: blindare l’uomo, rafforzare il metodo, ridurre la volatilità intorno al gruppo. Il futuro prossimo si chiama Coppa del Mondo 2026; quello prossimo venturo è un Europeo 2028 da vivere con la forza di chi sa di avere costruito, prima di tutto, una cornice. E, nel calcio, la cornice spesso decide il quadro.

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