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Il bomber che non aspetta il futuro: il 2008 che alla Juventus fa sembrare normale l’eccezionale

Dalla Slovenia a Torino, ritratto del centravanti bianconero che ha incantato contro Inter e Verona

Arman Durmisi

foto juventus.com

Immaginate il silenzio ovattato del Bonifika di Capodistria, 28 luglio 2024. Al minuto in cui i professionisti stringono i lacci, un ragazzo con il “98” stampato vicino al cognome sale dalla panchina, guarda l’area come fosse casa sua e impara subito la lezione più dura: il Koper perde 0-1 con l’Olimpija Ljubljana, ma lui ha già varcato la soglia del calcio dei grandi. Quel ragazzo è Arman Durmisi, nato nel 2008, e sarà proprio quel passaggio di confine, consumato a soli 16 anni, a raccontare meglio di qualunque parola la sua indole: “saltare le tappe” senza farsene travolgere. Quel ragazzo, Arman Durmisi, è il protagonista assoluto della Juventus nell'ultima settimana: prima con la doppietta al Verona in campionato, poi con uno dei tre gol con cui i bianconeri hanno vinto 3-0 con l'Inter nei quarti di finale di Coppa Italia Primavera.

Un trasferimento da copertina (a 16 anni): perché la Juventus ha accelerato

L’11 settembre 2024 la notizia è ufficiale: Arman e il gemello Dajan Durmisi sono nuovi calciatori della Juventus. Contratti giovanili, inserimento iniziale nell’Under 17 bianconera, e un dettaglio non da poco: per Arman accordo triennale, il massimo consentito per un minorenne. È la fotografia di una strategia chiara: anticipare il mercato, mettere sotto tetto un profilo che in Slovenia ha fatto numeri da allarme rosso per gli scout.

A dare il peso dell’operazione, oltretutto, c’è il racconto da Lubiana: dal Koper parlano di una delle cessioni più importanti della loro storia, con valutazione di circa 800 mila euro fissi più bonus, in potenziale crescita oltre il milione. Un investimento “da grande” su un classe 2008 non è frequente: la Juventus ha visto prima e meglio di altri.

Doppia nazionalità, scelta tecnica e cornice internazionale

Nato a Koper ma di origini albanesi, Durmisi ha completato il classico percorso nelle giovanili slovene, per poi rispondere alla chiamata della Federata Shqiptare e Futbollit. Con l’Albania U17 partecipa al percorso verso l’Europeo 2025, gioca da titolare nelle qualificazioni e alle fasi finali casalinghe (con la nazionale che fatica, ma lui resta nel cuore del progetto tecnico). La cronaca federale lo inserisce nei titolari contro Azerbaigian e Galles a marzo 2025, e poi nell’undici contro la Germania durante l’Europeo. Un mosaico utile per leggere l’identità internazionale di Arman: fisico “da nord-est” e temperamento balcanico, ma una scelta chiara di bandiera giovanile.

Torino, anno zero (o quasi): perché l’Under 17 è stata solo una tappa

Appena sbarcato a Torino, Durmisi si ambienta nell’Under 17 della Juventus segnando 15 gol in categoria in 22 presenze (14 in regular season e uno ai quarti di finale Scudetto con il Cagliari). È un ponte perfetto per la stagione della svolta, la 2025/2026, con il passaggio stabile in Primavera. Questo è un dato dirimente: la Juve lo immagina in fretta dentro un contesto competitivo superiore, per fargli leggere meglio tempi, spazi e contatti.

Sul palcoscenico Primavera, il minutaggio cresce via via: esordio in campionato entrando dalla panchina contro Sassuolo, poi altri ingressi nelle settimane successive. In parallelo arriva anche la UEFA Youth League, dove - complice la concorrenza interna e una rotazione molto “da prima squadra” - i minuti all’inizio sono centellinati, ma utili: il chiaroscuro che prepara la luce. In campionato ha messo a segno 6 gol in 12 partite, nella massima competizione giovanile europea 1 gol in 5 partite con solamente 169 minuti giocati.

Youth League, esami europei e prime tracce sul tabellino

La trafila nella Youth League è un passaggio obbligato per ogni attaccante che ambisca al professionismo: capire “che aria tira” fuori dall’Italia, affrontare difensori con pesi specifici diversi, misurarsi con ritmi più intermittenti ma più alti. Dopo un avvio prudente, ecco la prima rete europea a Bodo contro il Bodo/Glimt. È il tipo di gol che resta nei database e, soprattutto, nella crescita di un centravanti: freddo dal dischetto, dentro un contesto climatico e tattico non banale. Al netto delle divergenze minime tra banche dati sul totale delle presenze e dei minuti (fisiologiche, specie nelle competizioni giovanili), la tendenza è limpida: Arman ha cominciato a “sporcarsi le mani” anche in Europa, affacciandosi con continuità al livello successivo del suo sviluppo.

Chi è, tecnicamente e mentalmente, Arman Durmisi

Struttura e coordinazione: alto intorno ai 188-190 cm (indicazioni di scouting), Durmisi sorprende più nei piedi che nella taglia. Il primo controllo pulito gli consente di giocare “a muro” e far salire la squadra; il secondo controllo - quello della scelta - è già sopra media per l’età: quando apre sul lato debole non lo fa “per regia”, ma per prepararsi lo spazio d’attacco sulla verticalizzazione successiva. Le comparazioni mediatiche con Edin Dzeko nascono qui: grandezza, ma soprattutto economia nei movimenti. Finalizzazione: in Slovenia segnava in ogni modo (attacco della profondità, uscite sul primo palo, colpo di testa). In Italia si è visto di più il suo fiuto sul “secondo tempo” dell’azione: essere al posto giusto dopo una riaggressione, leggere il rimbalzo dentro l’area. Il rigore realizzato in Norvegia non è solo una tacca: è la certificazione di freddezza in trasferta. Mentalità: esordire tra i pro a 16 anni non è banale, reggere l’urto del cambio Paese-lingua-metodo lo è ancora meno. Le scelte rapide (prima Under 17, poi Primavera) dicono di una testa che “accetta” pressione e competizione, anche quando il minutaggio non è immediatamente da titolare.

Perché la sua storia interessa oggi ai lettori (e agli addetti ai lavori)

Perché racconta un’idea di calcio giovanile che sta tornando centrale in Italia: investire prima, formare meglio, misurare in fretta. L’arrivo a Torino nel settembre 2024, l’impatto da 15 gol in Under 17, il salto in Primavera e le prime apparizioni (con segnali incoraggianti) in Youth League sono tasselli di una crescita controllata. A ogni passaggio, Durmisi ha confermato la sua caratteristica più rara: trasformare il “potenziale” in fatti. E i fatti, nel calcio, sono quei numeri che resistono al rumore. Se poi volete un’immagine, prendetela da quella sera d’esordio in Slovenia: un cambio a 16 anni non è l’ennesima statistica da raccontare. È il momento in cui un ragazzo capisce che il futuro non arriva: si prende. Arman l’ha capito presto. E non sembra disposto ad aspettare.

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