Serie C
13 Febbraio 2026
TRENTO SERIE C - Tommaso Ebone, attaccante classe 2005, nella stagione in corso in gialloblù conta 9 presenze e una rete
Una carezza al pallone, un attimo di vuoto d’aria sul «Tommaso Dal Molin» e poi l’urlo che ti scava dentro: all’87’ di una gara inchiodata sullo 0-0, Tommaso Ebone si avventa su una palla vagante e la spinge in rete. Non è solo il vantaggio del Trento: è una fenditura nel recente passato di un ragazzo che, per sua stessa ammissione, «veniva da un periodo difficile». Passano pochi secondi, il tabellone segna l’88’, e il resto è sabbia che scivola nella clessidra: il colpo del giovane attaccante stappa il match, prima che Christian Capone lo sigilli al 90’+3’. Finisce 0-2 per i gialloblù in casa dell’Arzignano Valchiampo l’11 febbraio 2026, in una serata che ha il sapore delle svolte. Si tratta anche del 1° gol tra i Professionisti per l'attaccante scuola Bologna.
«QUESTO GOL È SPECIALE», IL PERCHÈ IN TRE CORNICI
1) Una frase, un peso specifico. «Sono davvero felice… Questo gol ha un significato speciale: vengo da un periodo difficile. Nel primo tempo abbiamo sofferto, ma nella ripresa l’abbiamo indirizzata. Vedere i miei genitori sugli spalti mi ha travolto: ho pensato anche al supporto della mia compagna. Ora testa alla prossima, vogliamo un’altra vittoria». È il virgolettato che Ebone affida dopo la sirena: dentro ci sono la partita, l’intimità, l’ambizione. 2) La cornice sportiva: il Trento viene da una sequenza positiva, con la vittoria di Arzignano che lo proietta al quinto posto solitario a quota 41 punti e allunga a cinque i risultati utili consecutivi. È un gradino che dà prospettiva nella corsa playoff di Serie C – Girone A, e che fotografa un gruppo capace di fare punti anche lontano da casa: ad Arzignano è la «terza vittoria esterna consecutiva». 3) La cornice emotiva: quel «periodo difficile» non è un espediente retorico. Nell’autunno 2024, con la Primavera del Bologna, Ebone ha riportato una lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro durante una seduta con la prima squadra. Un infortunio che ti cambia il calendario, le abitudini, il vocabolario quotidiano. Lo ha superato, lo sta superando, e un gol così, pesante e sporco, da attaccante d’area, vale un capitolo di chiusura e apertura insieme.
IL CONTESTO TECNICO-TATTICO, COSA HA FUNZIONATO
1) Il piano di Tabbiani. Il Trento si schiera con un 4-3-3 che nella pratica fa 4-1-4-1 senza palla: mezzali pronte a scivolare, ali basse a raddoppiare sui quinti avversari, e l’idea di tenere le distanze corte per impedire all’Arzignano di risalire «pulito». I cambi incidono: Ebone entra al 66’ circa (al posto di Pellegrini), mentre Aucelli aggiusta il centrocampo già all’intervallo. La differenza nella gestione delle seconde palle alza la quota di duelli vinti e, di riflesso, il numero di attacchi in campo aperto. 29 Le catene laterali. A sinistra, il lavoro di Maffei in diagonale e la corsa di Capone risultano decisivi nel mettere in crisi la retroguardia veneta nel finale: l’azione del 0-2 nasce proprio da uno sviluppo profondo sulla corsia, quando il cronometro segnava già il 90’+3’. A destra, Triacca tiene bene il corpo a corpo, mentre Benedetti e Sangalli schermano la zona di rifinitura. Dettagli, ma è spesso lì che le partite cambiano direzione. 3) La tenuta mentale. «Nel primo tempo abbiamo sofferto… nella ripresa l’abbiamo indirizzata»: nella frase di Ebone c’è l’asse portante della partita. Il Trento ha saputo «stare» nel match quando non ne controllava l’inerzia, senza forzare, e ha stretto la morsa quando il ritmo si è spezzato. Un tratto non banale per una squadra che l’anno scorso ha costruito la propria salvezza e oggi prova a frequentare con costanza la parte alta della classifica.
EBONE, IDENTIKIT DI UN ATTACCANTE CHE TORNA A SENTIRSI «CENTRALE»
1) La trafila e il prestito. Feltre, 9 novembre 2005: carta d’identità di un attaccante cresciuto nel vivaio del Bologna, top scorer a intermittenza tra Under 18 e Primavera, con vetrine anche in UEFA Youth League. Nell’estate 2025 l’A.C. Trento 1921 lo prende in prestito fino al 30 giugno 2026: una scelta bilanciata tra necessità tecnica dei gialloblù e bisogno di minuti veri per un classe 2005 che ha fame di professionismo. 2) Le pagine azzurre e il passaggio chiave. In passato le chiamate nelle Nazionali giovanili, Under 19 e Under 20, con 4 presenze e 2 gol complessivi, e il profilo segnalato spesso tra i «da seguire» della nuova generazione. Il crocevia, però, resta l’infortunio al crociato anteriore del novembre 2024: da lì parte una risalita paziente, che spiega il senso profondo di quel «gol speciale» ad Arzignano. 3) Tratti tecnici essenziali. Protezione della palla, attacco della profondità, senso dell’area e una naturalezza nel «vedere» il corpo del difensore per guadagnarsi il mezzo metro decisivo. Nel gesto dell’87’ c’è tutto: scelta di tempo, lettura della ribattuta, tocco secco. Un gol che non finirà in una compilation estetica, ma che pesa in classifica e nella costruzione della fiducia.
UNA VITTORIA CHE PARLA AL GRUPPO
C’è una costante che ritorna quando una squadra «cresce» a stagione in corso: la capacità di non snaturarsi mentre si alza l’asticella. Il Trento di Tabbiani non è diventato improvvisamente «spumeggiante», ma ha imparato a pesare i momenti. A Arzignano ha scelto di essere compatto, poi verticale, infine cattivo nell’area che conta. È un filo logico che tiene insieme tante micro-storie: la leadership silenziosa di Benedetti, la corsa intelligente di Capone, il ritorno di Ebone nell’album delle cose che contano. Un gruppo che si permette di soffrire senza smarrirsi è un gruppo che può durare.
COSA RESTA A EBONE, COSA RESTA AL TRENTO
1) A Ebone resta un gol che non fa curriculum per la bellezza, ma per la traiettoria umana che sottintende: rientrare, aspettare, farsi trovare. E quel gesto verso la tribuna, verso i genitori che lo guardano, come un debito pagato con gli interessi. «Speciale» non è un superlativo abusato: è una parola giusta quando ritrovi il te stesso che cercavi. 2) Al Trento resta un segnale alla concorrenza: fuori casa sai vincere anche quando il tempo sembra finito. In Serie C vale doppio. Con 41 punti e la terza vittoria esterna consecutiva, la corsa playoff non è più una linea tratteggiata: è un percorso su cui spingere. Domenica 15 febbraio 2026, al Briamasco, la Pro Patria misurerà la temperatura del momento.
EPILOGO, IL PESO SPECIFICO DELLE RIPARTENZE
Ci sono gol che spostano classifiche, altri che spostano biografie. Quello di Tommaso Ebone ad Arzignano fa entrambe le cose: vale 3 punti al Trento e vale, per lui, una pagina di serenità riconquistata. Se l’11 febbraio 2026 è la data che segna il ritorno al centro del quadro, sarà il campo a dire quanto a lungo durerà questa nuova luce. Per ora, basta tenere a mente l’immagine: una palla che rimbalza, un attaccante che ci crede un attimo prima degli altri, e una curva che capisce. Il resto, come spesso accade nel calcio, è conseguenza.
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