Serie C
13 Febbraio 2026
LUMEZZANE SERIE C - Marco Moscati, centrocampista classe 1992, nella stagione in corso 24 presenze e un gol (foto FB FC Lumezzane)
L’azione non parte sempre da un colpo di tacco o da una verticalizzazione acrobatica. Talvolta nasce da un passo laterale, da uno sguardo prima che arrivi la palla, da quella pausa che spegne il frastuono e accende l’ordine. È lì, in quel battito di ciglia, che Marco Moscati ha costruito le sue 100 partite con il Lumezzane: una regia spesso invisibile, ma decisiva. Cento presenze che non gridano, raccontano. E dicono di un centrocampista che ha messo sul tavolo la sua esperienza, la sua continuità e un modo di interpretare il gioco capace di dare senso alle corse degli altri. Numeri alla mano: 100 gettoni, 3 gol e 9 assist in maglia rossoblù. Ma il dato arido diventa sostanza quando lo si incastra dentro al contesto: tempi di gioco, coperture, conduzione della manovra. E la sensazione che, con lui, la squadra sappia sempre dove andare.
LE 100 PRESENZE DI MOSCATI: COSA SIGNIFICANO DAVVERO
Chi guarda soltanto la colonna dei gol rischia di perdersi il cuore del personaggio. In queste 100 apparizioni, Moscati è stato per il Lumezzane una bussola: ha cucito gli spazi tra difesa e trequarti, ha dato una direzione al possesso, ha gestito le transizioni con un equilibrio quasi didattico. Non è un caso se, nel profilo che consacra il suo traguardo, viene definito «punto di riferimento tecnico ed emotivo»: parole che, per un centrocampista, pesano come reti pesanti segnate al novantesimo. Gestione dei tempi, ordine tattico, contributo costante alla manovra: tre coordinate che spiegano il perché di questa centralità.
UNA BIOGRAFIA CORRETTA AL MILLIMETRO
Per capire il peso specifico di Moscati in Valgobbia bisogna allargare lo sguardo sulla carriera. Cresciuto nel Livorno, dove ha esordito tra i Professionisti il 29 maggio 2011 in Serie B contro il Frosinone, si è poi fatto grande con il Perugia, passando da giovane di prospettiva a perno affidabile. Nel suo percorso compaiono anche Virtus Entella, Novara, Trapani, Südtirol: un catalogo di spogliatoi e sistemi di gioco che hanno plasmato un giocatore flessibile, metodico, capace di leggere la partita in anticipo. A Lumezzane arriva nell’estate 2023 e, in poco tempo, si ritaglia un ruolo da leader riconosciuto. Lo dicono pure i dati riepilogativi delle sue tappe: cifre importanti tra Perugia e Livorno, esperienze mature in Serie B e C che hanno consolidato il suo bagaglio tecnico-tattico.
LA FEDELTÀ COME PROGETTO, RINNOVO E MESSAGGIO AL GRUPPO
Nell’ottobre 2024 il Lumezzane blinda la sua cerniera di centrocampo: rinnovo fino al 30 giugno 2026 per Marco Moscati. Non è un atto formale: significa consegnare all’ossatura della squadra una guida riconoscibile, considerata chiave anche per la crescita dei più giovani. Il club, nel comunicato, sottolinea la polivalenza del giocatore, capace di occupare più ruoli, dal centrocampista mezzala (il suo ruolo naturale) al terzino su entrambi i lati, e registra anche un traguardo personale simbolico: le 400 presenze da Professionista raggiunte contro il Vicenza. Messaggi che raccontano una scelta di continuità e programmazione.
L'UOMO OVUNQUE E LA CULTURA DEL DETTAGLIO
C’è una definizione che accompagna Moscati nella stagione 2025-2026: «uomo ovunque». Non un’etichetta folkloristica, ma il riflesso di ciò che si vede in campo. Le sue parole, all’indomani di un successo che rimette in moto i rossoblù dopo una serie di pareggi, fotografano bene la mentalità: disponibilità a occupare ruoli diversi, abnegazione, concentrazione sulla classifica più che sui titoli. Una leadership sobria, praticata quotidianamente. È una sfumatura che nei campionati lunghi fa la differenza: tiene unito lo spogliatoio, non si fa condizionare dalle onde corte del risultato e alza la soglia dell’attenzione nei momenti-chiave.
LA SCENA MADRE: IL 3-3 DI ARZIGNANO
Se servisse un fotogramma da mettere in loop per raccontare il suo impatto, molti punterebbero sul 3-3 di Arzignano del 25 ottobre 2025: partita rumorosa, ribaltoni, gestione delle emozioni sul filo. Moscati comincia a destra, chiude a sinistra e, cosa più importante, firma il gol del 3-3 che cementa una rimonta «pazza». Una prestazione da 7 in pagella che ricorda a tutti quanto il suo contributo non sia soltanto invisibile: quando serve, sa timbrare il tabellino e lo fa dentro un contesto di sacrificio e letture difensive. È l’esempio plastico dell’eclettismo che lo rende una risorsa tattica rara.
LEADERSHIP A BASSA VOCE, OBIETTIVI AD ALTA DEFINIZIONE
A microfoni accesi, Moscati raramente si mette in copertina. Quando gli chiedono della classifica, della rimonta, delle difficoltà, sposta l’attenzione sul «noi» e sulla continuità: «Dobbiamo tirarci fuori da questa classifica… ci sono le condizioni per fare qualcosa di buono». Non c’è retorica, c’è focus. E, per un gruppo, sentire frasi così dalla propria cerniera di centrocampo è spesso il confine tra resistere e ripartire. Non sorprende, allora, che il suo centesimo gettone arrivi dentro un Lumezzane che, complici i correttivi tecnici e la ritrovata coesione, ha saputo cambiare marcia dopo un inizio di stagione complicato.
CONCLUSIONE, IL VALORE DELLE COSE CHE NON FANNO RUMORE
In un’epoca che misura tutto con gli highlight, il centesimo gettone di Marco Moscati con il Lumezzane è un promemoria prezioso: il calcio resta innanzitutto arte della scelta. Cosa fare quando la palla scotta, come pulire una giocata, dove stare per evitare un problema prima che esista. Le 100 presenze sono la prova che certe qualità, l’ordine tattico, la gestione dei tempi, la continuità, non finiscono nei like, ma finiscono in classifica. E fanno, spesso, la differenza tra una squadra che cerca sé stessa e una squadra che sa già chi è.
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