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Viareggio Cup 2026, l’urna ha parlato: 6 gironi e 24 storie da seguire, ecco le squadre partecipanti

Le sfide, le date e i nomi da segnare in agenda: un viaggio dentro la 76ª edizione della manifestazione, tra tradizione e nuove rotte

VIAREGGIO CUP 2026 - ALESSIO MARCONI

Alessio Marconi, attaccante classe 2007, ha deciso la finale dell'edizione 2025 con il gol decisivo per il Genoa nella finale terminata 1-0 contro la Fiorentina, ora gioca in Serie D alla Lavagnese

Un ragazzo stringe i lacci degli scarpini nel sottopasso dello Stadio dei Pini. Sopra di lui, il legno nuovo della tribuna fruscia al vento, mentre in sala di rappresentanza del Comune un’urna svela geografie inattese: Nigeria contro Liguria, Serbia contro Croazia, Stati Uniti contro Emilia. È l’istante in cui la Viareggio Cup smette di essere una lista e torna a essere un’idea: una vetrina per chi sogna, un binocolo per chi scova talento. Edizione numero 76, 24 squadre, sei gironi e una promessa: dal 9 al 23 marzo 2026 si corre forte. Con la finalissima, di nuovo, nella sua casa naturale, il Torquato Bresciani.

I GIRONI UFFICIALI: 6 RAGGRUPPAMENTI E UN MOSAICO GLOBALE
L’estrazione ha confermato la formula più affascinante del torneo: tradizione italiana, scuole dell’Est, accademie africane e la curiosità sempre viva del movimento statunitense. Di seguito, la mappa completa della prima fase. Girone 1: GENOA, MAVLON (Nigeria), VLLAZNIA (Albania), AS POLICE FOOTBALL (Burkina Faso). Girone 2: FIORENTINA, RANGERS ENUGU (Nigeria), VIAREGGIO, ONE TOUCH (Nigeria). Girone 3: SASSUOLO, NEXUS FOOTBALL ACADEMY (Nigeria), UYSS NEW YORK (Stati Uniti), RBM SPORTS (Nigeria). Girone 4: RAPPRESENTATIVA SERIE D, FUTUREPRO SOCCER (Nigeria), ATHLETIC PALERMO, ACADEMY POTEY KEAHSON (Costa d’Avorio). Girone 5: SPEZIA, MAGIC STARS (Nigeria), WESTCHESTER UNITED (Stati Uniti), KOFRIDUA (Ghana). Girone 6: STELLA ROSSA (Serbia), OJODU CITY (Nigeria), RIJEKA (Croazia), OLYMPIQUE THIESSOIS (Senegal).

LE DATE E LA LITURIGIA DEL TORNEO: QUANDO SI GIOCA
La 76ª Viareggio Cup scatterà ufficialmente il 9 marzo 2026 con la gara d’apertura e il tradizionale giuramento; la fase a gironi è distribuita nei primi giorni della manifestazione, poi dentro la fase a eliminazione diretta fino all’atto conclusivo del 23 marzo 2026, fissato allo Stadio dei Pini. Un calendario pensato per garantire ritmo, recupero e qualità del palcoscenico. Dopo anni complicati, lo Stadio dei Pini - Torquato Bresciani è tornato a essere il centro gravitazionale della Coppa: riaperto in occasione della finale 2025 e oggetto di un profondo restyling, l’impianto viareggino oggi può ospitare circa 3.720 spettatori, con 1.980 posti in tribuna coperta lato mare e 1.740 in gradinata. Numeri importanti, specie per una rassegna che fa della cornice parte del suo racconto. La finalissima 2026 è confermata proprio qui: una scelta che restituisce identità e continuità alla manifestazione.

LE ITALIANE: IDENTITÀ, SISTEMA E TRAME TATTICHE
1) Genoa (Girone 1): campione in carica 2025, scuola storica di formazione, abitudine alla gestione dei momenti chiave. Qui si gioca un pezzo di credibilità del vivaio rossoblù: difesa organizzata, catena di destra tecnica, attacco verticale. 2) Fiorentina (Girone 2): finalista 2025, qualità diffusa, grande tradizione in Coppa. Nei viola, come spesso accade, il palleggio corto e il gioco tra le linee costruiscono superiorità con costanza. 3) Sassuolo (Girone 3): laboratorio tattico, abituato a valorizzare l’uno contro uno sugli esterni. 4) Rappresentativa Serie D (Girone 4): selezione LND, profilo agonistico e compattezza; ogni anno è la variabile che i tecnici temono, perché porta intensità e fame. 5) Athletic Palermo (Girone 4) e Spezia (Girone 5): progetti tecnici in crescita, con lo Spezia spesso abile a occupare bene la metà campo avversaria. 6) Viareggio (Girone 2): il sentimento della città, più che il pronostico; ma l’inerzia emotiva, giocare «in casa», non è un dettaglio, soprattutto nelle prime due gare.

LE INTERNAZIONALI: PERCHÈ GUARDARLE CON ATTENZIONE
1) Il blocco nigeriano (tra cui Mavlon, Rangers Enugu, Ojodu City, Magic Stars, Nexus, RBM, FuturePro, One Touch) rappresenta una miniera di atletismo e transizioni: spesso parte forte, ma quando trova avversarie che «reggono l’urto» tatticamente, il dettaglio tecnico diventa discriminante. 2) Stella Rossa e Rijeka: scuole strutturate, in grado di soffrire e ripartire con ordine; gestione difensiva e calci piazzati sono asset storici. 3) Dalle Americhe arrivano UYSS New York e Westchester United: organizzazione, palle inattive curate, vocazione all’ampiezza. 4) Dal Ghana (Kofridua), dal Senegal (Olympique Thiessois), dalla Costa d’Avorio (Academy Potey Keahson) e dal Burkina Faso (AS Police) arriva la dimensione più «scout-friendly» del torneo: talento grezzo, molto campo alle spalle e, non di rado, giocatori già strutturati fisicamente.

STORIA RECENTE E MEMORIA LUNGA
La Viareggio Cup è, per definizione, un almanacco in movimento. L’ultima edizione ha incoronato il Genoa con una finale decisa di misura contro la Fiorentina; una vittoria pesante che ha ridato centralità al vivaio rossoblù in un albo d’oro dove primeggiano «colossi» come Milan e Juventus. La riapertura «cerimoniale» dei Pini nel 2025 ha rappresentato un passaggio emotivo e logistico di enorme peso, segnando la fine di una lunga parentesi di esilio. Oggi quell’energia si trasferisce, intatta, nella cornice 2026.

PERCHÈ QUESTA VIAREGGIO CUP VALE TANTO
Perché torna, con pieno diritto, nel suo scenario più iconico; perché concentra in due settimane un campionario tecnico che spesso anticipa tendenze e carriere; perché mette allo stesso tavolo club professionistici e accademie con la stessa ambizione. E perché, in un calcio che corre, qui si ha ancora il tempo di vedere «chi diventerà chi»: un terzino che spinge fino al 90’, una mezzala che cuce e strappa, un centrale che guida una linea a quattro con la naturalezza di chi studia l’Europa da vicino. La 76ª Viareggio Cup si presenta, insomma, come un’edizione-ponte: tra ciò che è stato (il ritorno ai Pini, l’albo d’oro aggiornato dal Genoa) e ciò che può essere (la definitiva stabilità logistica e una copertura mediatica all’altezza della storia). Le urne hanno smesso di fare rumore: ora tocca al campo. Dal 9 al 23 marzo 2026, la Versilia torna capitale del calcio giovanile.

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