Cerca

Serie C

Arriva, segna 2 gol in 3 partite e ha un impatto strepitoso sulla squadra: l'attaccante è già un asso nerazzurro!

Tanta corsa e un’idea semplice: trasformare i palloni sporchi in occasioni, il primo bilancio del 26enne è già un manifesto tecnico

RENATE SERIE C - JOSEPH EKUBAN

RENATE SERIE C - Joseph Ekuban, attaccante classe 2000, nella prima parte della stagione ha giocato sempre in nerazzurro, ma con la maglia del Latina

C’è un’immagine che racconta meglio di mille parole l’impatto di Joseph Ekuban: minuto 82’, stadio Mino Favini di Meda, il Renate è già avanti e il pallone scivola al limite. Ekuban non cerca la posa: attacca la seconda palla, incassa il contrasto, carica il destro e chiude il conto. È il poker alla Triestina: 4-0, firma finale del nuovo centravanti nerazzurro. E nel taccuino, in 3 partite da titolare, ci sono già 2 reti, 247 minuti e una presenza che si sente, anche quando non si vede. Un giocatore «funzionale», direbbe chi guarda le partite non solo col cuore. Un giocatore «necessario», aggiungerebbe chi allena.

TRE INDIZI FANNO UNA PROVA: CONTINUITÀ, GOL E MINUTI
1) Nelle prime tre uscite con il Renate, Ekuban gioca sempre dall’inizio per un totale di 247 minuti. Il ritmo cresce partita dopo partita e la tenuta è da riferimento centrale: 90 minuti sia ad Ospitaletto Franciacorta sia contro la Triestina, con la parentesi più «leggera» dei 67’ contro l’Alcione Milano. Un segnale di fiducia piena da parte dello staff. 2) I gol arrivano subito: l’1-1 in rimonta a Ospitaletto porta la sua firma al 59’; contro la Triestina chiude il tabellino all’82’. Due reti in tre gare: impatto immediato, senza fronzoli. 3) Dentro il contesto: l’esordio casalingo con l’Alcione Milano è un 1-0 che certifica quanto ogni dettaglio pesi in Serie C. Anche lì Ekuban incide con lavoro senza palla e duelli aerei; la squadra porta a casa il massimo col minimo scarto.

EKUBAN, IL PROFILO GIUSTO PER IL RENATE DI FOSCHI
Quando Luciano Foschi è tornato a sedersi sulla panchina delle Pantere, un ritorno con contratto biennale fino al 30 giugno 2026, il messaggio tecnico è stato chiaro: identità, compattezza, verticalità, pressione sui tempi giusti. Una squadra che giochi in avanti, che cerchi la profondità e che sappia ribaltare il campo con pochi tocchi. In quel copione la figura del centravanti non è solo finalizzatore: è perno, primo difensore, «magnete» per liberare gli spazi degli interni e degli esterni. Ekuban, per struttura fisica e attitudine, è un tassello coerente con quell’idea. 1) Attacco della profondità: sul gol dell’1-1 a Ospitaletto la lettura è doppia, tecnica e di posizionamento. Si fa trovare tra le linee, poi attacca con due tempi d’anticipo sul difensore. È un movimento «da manuale» per una squadra che vive di verticalizzazioni. 2) Lavoro senza palla: pressa, indirizza l’uscita, costringe i centrali a saltare una linea. Contro la Triestina, la gestione spalle alla porta aiuta i compagni ad alzarsi di 10-15 metri e a schiacciare gli avversari fino al gol del 4-0. 3) Duelli e seconde palle: ciò che sembra «sporco» è, in realtà, la materia prima con cui si fabbricano i risultati in Serie C. Ekuban dà corpo a quel lavoro, e i numeri delle prime tre gare lo certificano.

IL CONTESTO DI UNA SQUADRA: CLASSIFICA CHE SORRIDE E IDENTITÀ RICONOSCIBILE
Il Renate ha messo fieno in cascina: il successo con l’Alcione e il pari di Ospitaletto hanno preceduto la serata perfetta con la Triestina. Nel frattempo, la crescita in classifica è diventata visibile: zona playoff consolidata e sensazione di squadra «in partita» contro chiunque. I numeri di forma recenti e il piazzamento intorno alla quinta-quarta posizione confermano la traiettoria. E, dettaglio non banale, la striscia positiva si è allungata fino al successo del 11 febbraio 2026. L’analisi dei trend stagionali dice che la squadra di Foschi ha imparato a vincere anche «di corto muso», come nell'1-0 con l’Alcione, e ad essere solida in trasferta, vedi il 2-1 a Brescia con l’Union. Due competenze indispensabili per navigare un girone tirato come il Girone A.

IL PROFILO DEL GIOCATORE, DA VILLAFRANCA DI VERONA A RENATE
Nato a Villafranca di Verona il 2 gennaio 2000, Joseph Ansah Ekuban è un centravanti strutturato (1,94 m), cresciuto nel vivaio dell’Hellas Verona e forgiato da un percorso fatto di viaggi e apprendistati: Mantova, Partizani Tirana (prime notti europee nei preliminari), Virtus Francavilla, Monterosi, Fidelis Andria, Arezzo, Turris, Latina. Una trafila che gli ha insegnato le «arti minori» del ruolo: come schermare una linea di passaggio, come sporcare una ricezione avversaria, come usare il corpo per liberare il corridoio al compagno. A Meda sta mettendo insieme il tutto. Non è un caso se l’innesto sia coinciso con un Renate sempre più verticale: il tecnico Foschi, allenatore da oltre 400 panchine in carriera e specialista nel definire sistemi semplici ed efficaci, ha trovato in Ekuban un interprete disposto al sacrificio e capace di tenere botta sui duelli. È qui che si misura il vero valore aggiunto.

COSA ASPETTARSI ADESSO, MARGINI DI CRESCITA E PESO SPECIFICO
Le prime 3 gare hanno già disegnato una tendenza: Ekuban non è soltanto il giocatore che ti «regala» il gol al momento giusto, ma soprattutto il calciatore che «tiene insieme» il fronte offensivo. Il peso specifico di cui parlava il focus originario è misurabile in tre dimensioni: 1) Minutaggio da riferimento. I 90’ consecutivi tra Ospitaletto e Triestina sono la spia di una condizione atletica in crescita e di una centralità tattica non negoziabile. 2) Incidenza diretta sul risultato. Due gol in tre partite, entrambi in momenti-chiave: l’uno vale un punto fuori casa; l’altro blinda un successo pesante e dà sostanza alla differenza reti. 3) Effetto collettivo. Con Ekuban «magnete» centrale, Anelli e gli interni come Calì trovano corridoi e seconde giocate con più frequenza. Gli esterni possono alzare il baricentro, e la prima pressione parte da un riferimento solido. Il risultato è un Renate più «corto» tra i reparti e più credibile nelle due fasi.

LA SINTESI: IMPATTO IMMEDIATO, PROSPETTIVA CONCRETA
In 3 gare da titolare, Joseph Ekuban ha mostrato di essere molto più del nuovo centravanti del Renate: è un acceleratore tattico che rende più semplice il gioco dei compagni e più lineare l’idea di Luciano Foschi. I due gol dicono una cosa immediata; i 247 minuti dicono tutto il resto: la fiducia non si annuncia, si conquista. E a Meda si conquista correndo, reggendo i duelli, facendo le cose difficili sembrare normali. Con la stagione che entra nel suo tratto più selettivo, la combinazione tra una squadra solida e un nove che ha cominciato a segnare al momento giusto offre al pubblico nerazzurro un orizzonte concreto: consolidare la zona playoff e, perché no, misurarsi con ambizioni ancora più consistenti. I segnali, prestazioni, risultati, classifica, vanno tutti nella stessa direzione. E il pallone, alla fine, raramente mente.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter