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È stato per una vita al Como fino ad arrivare in Serie A, ora riparte dai Dilettanti: la nuova vita del portiere

Un accordo fino a giugno e un'avventura in cui cambiare passo: l’arrivo del numero 1 può valere più di una semplice firma

SAN MARINO SERIE D - PIERRE BOLCHINI

SAN MARINO SERIE D - Pierre Bolchini, portiere classe 1999, originario del novarese, inizia una nuova avventura nel mondo dei Dilettanti

Un paio di guanti poggiati sul tavolo della segreteria, l’inchiostro che si asciuga su un accordo fino a giugno e la sensazione fisica che certe scelte, a volte, spostino un intero spogliatoio. Così ricomincia il viaggio di Pierre Bolchini, classe 1999, ex Novara e reduce da anni da «numero dodici» di lusso al Como: riparte dalla Serie D, sbarcando al San Marino Calcio per rimettersi al centro della scena, con il fisico da portiere d’altri tempi (2,00 metri), una trafila importante nei vivai e un esordio tra i Professionisti già scolpito in memoria. La notizia parla di una firma «fino a giugno» con i biancazzurri: una mossa tattica di mercato, ma soprattutto una dichiarazione d’intenti per un club che negli ultimi mesi ha alternato slanci e scosse.

IL CONTESTO: PERCHÈ QUESTA OPERAZIONE CONTA
In Serie D (girone e classifica possono oscillare settimana dopo settimana), ogni dettaglio pesa. Il San Marino Calcio, rientrato stabilmente nella categoria dalla stagione 2023-2024 dopo il salto dall’Eccellenza, ha chiuso il campionato 2024-2025 a metà classifica con 38 punti e una media di 1,12 gol fatti per gara a fronte di 1,50 subiti: numeri che spiegano bene perché alzare il livello tra i pali sia una priorità tecnica. Numeri e tendenze dell’ultimo torneo fotografano una squadra competitiva ma ancora esposta nelle fasi calde delle partite. L’innesto di un profilo fisico e strutturato come Bolchini punta proprio a ridurre l’emorragia nei momenti-chiave. La mappa della rosa sammarinese, inoltre, racconta di una concorrenza già affollata nella «stanza dei portieri»: negli elenchi ufficiali più recenti compaiono, tra gli altri, Gabriel Meli (1999), Jacopo Coletta (1992) e il giovane Stefano Barone (2007). L’arrivo di Bolchini sposta gerarchie e alza gli standard quotidiani dell’allenamento: un fattore che, in Serie D, spesso vale più di un colpo in attacco.

BOLCHINI: FORMAZIONE, TAPPE E PUNTI FERMI
Nato a Novara il 27 febbraio 1999, Bolchini cresce passando per i vivai di Sporting Bellinzago, Inter e Novara, con il salto nei «grandi» che arriva in Serie D con l’Arconatese nel 2018-2019: 21 presenze che gli valgono la chiamata del Como in Serie C. Sul Lario vive stagioni di apprendistato d’élite alle spalle di veterani affidabili, conquistando un posto stabile in gruppo e diventando uomo-spogliatoio. Nel suo profilo spiccano fisicità, timing in uscita e una buona tecnica di piede sul giro-palla corto. Il primo vero fotogramma da «professionista» arriva il 2 maggio 2021 allo stadio Piola: Novara–Como 0–5. Con i lariani già promossi, Bolchini debutta in Serie C e, nel pomeriggio perfetto, si toglie anche lo sfizio di neutralizzare un rigore, fermando la reazione d’orgoglio dei piemontesi e blindando la manita. Non è un dettaglio: testimonia che, a 22 anni, la pressione non gli trema addosso. Gli anni successivi lo vedono ancora pedina affidabile del gruppo Como, utile in rotazioni, Coppe e gestione quotidiana con lo staff tecnico: un percorso che culmina idealmente con la cavalcata verso la Serie A 2024-2025, vissuta però da comprimario. A contratto scaduto nel 2025, resta svincolato per alcuni mesi: l’approdo al San Marino in questo inverno di 2026 è l’occasione per trasformare esperienza, fisico e fame in minuti e leadership.

PERCHÈ SAN MARINO HA SCELTO BOLCHINI
1) Profilo fisico e letture aeree. In un girone dove le palle inattive pesano come oro, un portiere da 2 metri cambia l’inerzia nelle aree piccole. Bolchini ha abitudini di posizionamento «da categoria superiore» sui cross laterali e un primo passo efficace nei contrasti corpo a corpo. 2) Gestione del rischio dal basso. L’esperienza in ambienti metodologicamente evoluti come Como lo ha educato alla costruzione short-pass: qualità che, in Serie D, possono aiutare a uscire dalla pressione senza affidarsi sempre al lancio lungo. 3) Personalità e stanza dei portieri. La coesistenza con profili come Meli e Coletta promette un’alchimia interessante: concorrenza alta, minutaggio da guadagnare giorno per giorno, ma qualità complessiva del reparto più solida.

COSA CAMBIA SUBITO PER LA SQUADRA
L’arrivo di Bolchini produce tre effetti immediati sulla lavagna di Andrea Malgrati (allenatore) e dello staff: 1) Gerarchie fluide, più competizione. Il reparto ora può contare su un mix di esperienza (es. Coletta), potenziale (es. Meli) e fisicità top (Bolchini). La titolarità non è promessa a nessuno: migliora il «giorno tipo» in allenamento e, di riflesso, la qualità difensiva. 2) Strategia sulle palle inattive. Con 2,00 metri di altezza e un buon raggio d’azione, si può osare una difesa più aggressiva dell’area piccola, tenendo una linea di porta un passo più alta e liberando un centrale per il «blocco» sull’uomo più pericoloso. In Serie D, vale punti. 3) Uscita dal basso più pulita. Se il piano partita prevede una prima costruzione con coinvolgimento del portiere, Bolchini offre sicurezza sufficiente per attirare la pressione e verticalizzare sul terzo uomo, specie contro avversari che marcano a uomo i due centrali.

LA CHIAVE PSICOLOGICA: RESPONSABILITÀ E OPPORTUNITÀ
C’è un altro aspetto spesso sottovalutato. Il ritorno in campo da protagonista dopo stagioni da comprimario comporta un carico psicologico non banale: dalla gestione dell’errore (che in D può essere «sporco» e casuale) al rapporto con una piazza che chiede concretezza. Bolchini ha vissuto spogliatoi con ambizioni forti, imparando il valore del «giorno dopo»: si sbaglia, si archivia, si riparte. In un gruppo giovane come quello sammarinese, basti pensare ai 2006-2007 presenti in rosa, è un know-how prezioso. Da oggi a giugno, il rumore che farà quella penna sul taccuino dei risultati dirà quanto questa intuizione era giusta. Intanto, il primo segnale è già arrivato: la firma.

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