Serie C
15 Febbraio 2026
FOGGIA SERIE C - Vincenzo Cangelosi sulla panchina rossonera ha maturato 2 sconfitte nelle 2 partite dirette
Un riflettore che si spegne, il brusio che si fa silenzio e un annuncio che congela l’aria allo Zaccheria. Poche parole, scritte e nette: «dopo un’attenta riflessione», per «il bene della società e della città». Così, nel giro di una serata, l’esperienza di Vincenzo Cangelosi sulla panchina del Calcio Foggia 1920 finisce dove era appena iniziata: al termine della gara contro l’Atalanta U23, chiusa con una sconfitta per 0-1. Le dimissioni del tecnico, comunicate ufficialmente dal club, completano un cerchio durato appena 6 giorni: un tempo minimo, ma sufficiente a restituire la misura della complessità di un ambiente che sta cambiando pelle mentre combatte per la salvezza.
IL RISULTATO CHE FA MALE
Il campo aveva parlato poco prima. Allo Zaccheria, l’Atalanta U23 si è imposta 0-1, con una gara pragmatica e un gol firmato dal centrocampista Simone Panada nella ripresa. Un colpo che ha scavato ancora nel morale dei rossoneri, reduci già da una settimana nervosa. Il verdetto ha amplificato il senso d’urgenza: classifica delicata, calendario fitto, e quell’equilibrio da trovare in fretta.
UN ADDIO «LAMPO»
L’8 febbraio la società aveva annunciato il «bentornato» a Cangelosi, storico braccio destro di Zdeněk Zeman, con Giovanni Bucaro come vice: un’operazione-ponte per rimettere in carreggiata la squadra e riallineare il progetto tecnico con la nuova governance. Il primo allenamento era stato fissato poche ore dopo l’annuncio, segnale di una ripartenza senza indugi. 1) Nelle stesse ore si consolidava anche l’asse dirigenziale con il ritorno di Peppino Pavone in cabina di regia sportiva: una mossa dalla forte valenza simbolica e tecnica, dentro la «rivoluzione» voluta per cambiare il passo a stagione in corso. 2) Il cambio di panchina era arrivato dopo l’esonero di Enrico Barilari e del suo vice Leonardo Bitetto, decisione comunicata al termine di una nuova caduta in campionato: il segnale che serviva uno scossone, anche per riallineare lo spogliatoio a un’idea di gioco più definita. In mezzo, una città che prova a rimettere ordine anche fuori dal campo: il passaggio di proprietà con Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto in prima linea, l’amministrazione giudiziaria ancora sullo sfondo, e l’obiettivo di riportare stabilità in tempi stretti.
NUMERI E FOTOGRAFIE DI UNA CRISI
Per comprendere la portata della scelta, aiutano i numeri. Prima del calcio d’inizio, il Foggia si presentava al 27° turno con 22 punti in 26 partite (5 vittorie, 7 pareggi, 14 sconfitte), una differenza reti a -22 (23 gol fatti, 45 subiti). Nelle 13 gare interne, il bottino era di 4 successi, 4 pari, 5 ko: troppo poco per fare dello Zaccheria un fortino. Dati fotografati alla vigilia e confermati nel trend anche contro l’Atalanta Under 23. Sono cifre che raccontano di una squadra in affanno strutturale: densità difensiva discontinua, fragilità sulle seconde palle, pochi gol dalle corsie e una produzione offensiva che spesso fatica a trasformarsi in occasioni nette. In un contesto così, ogni errore pesa il doppio e ogni episodio può orientare una stagione.
CANGELOSI, LO ZEMANIANO CHE VOLEVA ACCENDERE UNA SCINTILLA
Classe 1963, palermitano, Vincenzo Cangelosi porta con sé una biografia calcistica che si intreccia con Zdeněk Zeman da oltre 30 anni: vice e collaboratore nelle piazze simbolo della carriera del boemo, dal Foggia della prima ora a Lazio e Roma, passando per Salernitana, Brescia, Lecce, Stella Rossa, Cagliari e Pescara. Da primo allenatore ha raccolto risultati importanti con la Casertana in Serie D e poi in C (complessivi 107 punti in 61 gare ufficiali tra il 2022 e il 2024), quindi il passaggio al Perugia nel 2025, fino alla separazione del settembre 2025 dopo un avvio complicato di stagione. Il suo ritorno a Foggia era stato letto come una scelta identitaria: riprendere una grammatica di gioco fatta di aggressione, ampiezza e verticalità ragionata, provando a calarla, per quanto possibile, dentro un gruppo costruito in corsa e segnato dai cambi sulla panchina nelle ultime stagioni, da Massimo Brambilla a Ezio Capuano, fino a Delio Rossi e Barilari. Uno stillicidio tecnico che ha minato certezze e automatismi.
LE DIMISSIONI ADESSO, LETTURA DI UN GESTO
La formula scelta nel comunicato, «attenta riflessione», «bene della società e della città», suggerisce una valutazione che va oltre il solo risultato con l’Atalanta Under 23. Il quadro è quello di un club che sta riordinando governance e area tecnica a stagione in corsa, con obiettivi immediati e margini d’errore ridotti. In questo contesto, Cangelosi ha ritenuto che la via più utile fosse farsi da parte subito: una mossa che evita lunghe frizioni e consente alla dirigenza di cucire rapidamente un nuovo assetto, dentro un calendario che non aspetta. L’ufficialità, arrivata a ridosso della gara, certifica proprio la volontà di non trascinare l’incertezza. In fondo, rimane l’immagine di una scelta controcorrente: un allenatore che, in 6 giorni, capisce che la strada migliore, per tutti, è farsi da parte. Nel calcio spesso si resta un minuto in più; stavolta, Cangelosi ha deciso di restare un minuto in meno. Ora tocca al Foggia trasformare quel minuto in una nuova partenza.
Attualità e cultura Ultime news