Serie C
16 Febbraio 2026
RAVENNA-JUVENTUS NEXT GEN SERIE C - Filippo Pagnucco, difensore classe 2006, è stato tra i più propositivi tra le fila bianconere per scongiurare la sconfitta
Trasferta amara e ricca di rimpianti in Emilia-Romagna per la Juventus Next Gen, che cade 2-0 sul campo del Ravenna al termine di una gara dai due volti. Decisivo l’uno-due romagnolo nel primo tempo, mentre nella ripresa, nonostante la doppia superiorità numerica nel finale, i bianconeri di Massimo Brambilla non riescono a riaprire la partita, sbattendo contro l’organizzazione difensiva dei padroni di casa. Buono dunque il debutto tra i padroni di casa di Andrea Mandorlini, da giocatore già Campione d'Italia con l'Inter nella stagione 1988-1989, chiamato da pochi giorni al posto dell'esonerato Marco Marchionni.
SBLOCCA FISCHNALLER
L’approccio alla gara è aggressivo da parte del Ravenna, che prova fin dalle prime battute a imporre ritmo e pressione alta. Al 5’ i romagnoli si rendono subito pericolosi con Okaka: l’attaccante converge da sinistra e calcia da buona posizione, ma la conclusione termina fuori, facendo comunque suonare un primo campanello d’allarme per la retroguardia bianconera. La risposta della Juventus Next Gen non tarda ad arrivare. Al 10’ Pagnucco prova a scuotere i suoi con un traversone teso e insidioso dalla corsia di destra: la traiettoria attraversa l’area senza trovare deviazioni, ma costringe la difesa di casa a un intervento attento per evitare rischi. Il Ravenna continua però a spingere con maggiore convinzione. Al 22’ arriva infatti l’episodio che sblocca il match. Anacoura disegna un lancio profondo preciso per l'ex di turno Fischnaller, bravo a controllare di petto con grande coordinazione e a concludere di destro con freddezza. Il pallone supera Scaglia e si insacca per l’1-0 che fa esplodere il pubblico romagnolo.
BIANCONI RADDOPPIA
La Next Gen prova a reagire con una manovra più insistita, cercando di alzare il baricentro e aumentare la pressione sugli esterni, ma fatica a trovare varchi tra le linee. Il Ravenna, invece, quando riparte dà sempre la sensazione di poter far male. Al 36’ arriva così il raddoppio. L’azione nasce da una fase prolungata di pressione offensiva: Fischnaller colpisce in pieno la traversa con una conclusione potente, ma sulla ribattuta è Bianconi il più rapido ad avventarsi sul pallone e a depositarlo in rete per il 2-0. Un colpo duro per la squadra di Brambilla, che accusa il contraccolpo psicologico. Il primo tempo si chiude dopo 7 minuti di recupero, con il Ravenna avanti di due reti e la Juventus Next Gen chiamata a una reazione importante nella ripresa.
RIPRESA: SCAGLIA TIENE VIVA LA SPERANZA
Al rientro in campo mister Brambilla decide di cambiare volto alla squadra. Dentro Deme e Guerra al posto di Van Aarle e Anghelè, con l’obiettivo di aumentare peso specifico e presenza offensiva negli ultimi metri. Nonostante i cambi, l’avvio di secondo tempo è ancora di marca romagnola. Al 3’ serve un intervento straordinario di Scaglia per evitare il tris: il portiere bianconero si supera con un triplo miracolo, opponendosi in particolare alla conclusione ravvicinata di Okaka e mantenendo in vita i suoi. Con il passare dei minuti la Next Gen cresce in intensità e convinzione. Al 13’ arriva un episodio potenzialmente decisivo: Deme scatta in profondità e viene fermato irregolarmente da Bani, ultimo uomo prima del portiere. In un primo momento il difensore viene ammonito, ma dopo una lunga revisione al monitor l’arbitro cambia decisione ed estrae il cartellino rosso diretto al 65’. Il Ravenna resta in 10 uomini.
PALO BIANCONERO
Sulla punizione conseguente Puczka disegna una traiettoria perfetta con il mancino: il pallone supera la barriera ma si stampa sul palo esterno, lasciando immobile il portiere avversario e spegnendo l’urlo del gol bianconero. Pochi istanti più tardi Brambilla inserisce anche Licina, all’esordio, al posto di Owusu, nel tentativo di aumentare fantasia e imprevedibilità nell’ultimo terzo di campo. La gara cambia ulteriormente al 33’. Anacoura, già ammonito per perdita di tempo, reagisce applaudendo ironicamente la decisione arbitrale: il direttore di gara non esita a estrarre il secondo giallo, lasciando il Ravenna in nove uomini. Con la doppia superiorità numerica la Juventus Next Gen si riversa stabilmente nella metà campo avversaria. Il possesso diventa quasi totale, con i romagnoli schiacciati a difesa del risultato. Cross, conclusioni dalla distanza e tentativi di imbucata si susseguono, ma manca sempre l’ultimo tocco decisivo. Il Ravenna si compatta, accorcia le distanze tra i reparti e difende con grande spirito di sacrificio, respingendo ogni tentativo. Anche nei lunghissimi otto minuti di recupero la pressione bianconera non si traduce in occasioni nitide.
RAVENNA-JUVENTUS NEXT GEN 2-0
RETI: 23' Fischnaller (R), 36' Bianconi (R).
RAVENNA (3-5-2): Anacoura, Solini, Bani, Corsinelli (22' st Spini), Esposito, Tenkorang (34' st Poluzzi), Rossetti, Bianconi, Lonardi, Okaka (10' st Italeng), Fischnaller (22' st Rrapaj). A disp. Stagni, Mandorlini, Viola, Calandrini, Castellacci, Scaringi, Sermenghi, Da Pozzo. All. Mandorlini.
JUVENTUS NEXT GEN (3-4-1-2): Scaglia, Mulazzi, Gil, Van Aarle (1' st Deme), Pagnucco (35' st Amaradio), Owusu (22' st Licina), Faticanti, Gunduz (22' st Macca), Puczka, Cerri, Anghelè (1' st Guerra). A disp. Mangiapoco, Fuscaldo, Savio, Mazur, Martinez, Turco. All. Brambilla.
ARBITRO: Colaninno di Nola.
ESPULSI: 19' st Bani (R), 31' st Anacoura (R).
AMMONITI: Anacoura (R), Okaka (R), Italeng (R), Gil (J).
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