Serie C
17 Febbraio 2026
PERGOLETTESE-UNION BRESCIA SERIE C - Zaid Jaouhari, centrocampista classe 2002, con la doppietta del posticipo sale a quota 3 reti in campionato
Una scivolata sul prato umido del Voltini, un pallone che danza tra i tacchetti e un colpo di frusta che cambia la partita. Non è l’atteso colpo esterno dell’Union Brescia, miglior viaggiatrice «annunciata» della Serie C Girone A, ma la riscossa orgogliosa di una Pergolettese che, aggrappata alle giocate di Zaid Jaouhari, trasforma un posticipo da brividi in un manifesto di resistenza tecnica ed emotiva. In 18 di primo tempo si concentrano le promesse e le paure di due squadre con ambizioni e bisogni diversi: al 14’ l vantaggio biancoblù di Valerio Crespi su invenzione di Davide Balestrero, al 18’ la risposta immediata di Jaouhari con un rasoterra chirurgico; quindi, in pieno recupero, al 47’, la diagonale che manda gambe all’aria le certezze bresciane e consegna ai gialloblù una vittoria tanto preziosa quanto insospettabile. Finisce 2-1, e il dato che resta negli occhi è la capacità dei cremaschi di piegare, col minimo fronzolo e la massima lucidità, una delle corazzate del girone.
IL CONTESTO: UNA SFIDA CHE LA VIGILIA DAVA «SQUILIBRATA»
Alla vigilia di lunedì 16 febbraio 2026, i numeri raccontavano un’altra storia: Union Brescia che marcia nelle zone nobili, con un attacco da 37 reti e una differenza reti eloquente, e Pergolettese costretta a far punti per allontanarsi dalla zona calda. Non a caso, nelle ore precedenti al calcio d’inizio, dalla stampa locale bresciana filtrava una fiducia concreta: «miglior rendimento esterno del campionato» contro la squadra con il «peggior rendimento interno». Un avvertimento: in Serie C non esistono partite scontate. Il campo di Crema lo ha ribadito con crudele chiarezza.
IL MATCH IN 3 LAMPI
1) 4’ pt – L’Union Brescia fa valere la propria qualità tra le linee: Balestrero pesca Crespi con un assist pulito, e l’ex scarta l’uscita di Lorenzo Cordaro depositando a porta quasi sguarnita. Vantaggio ospite e inerzia spostata. 2) 18’ pt – La Pergolettese non frana. Il pallone carambola sui venti metri, Zaid Jaouhari si apre l’angolo e spara rasoterra: traiettoria tesa, pari immediato. 3) 47’ pt – In pieno recupero di primo tempo, l’azione si sviluppa sul lato forte gialloblù: palla che viaggia veloce e ancora Jaouhari trova il diagonale del sorpasso. Il Voltini esplode, l’Union accusa. Cronaca asciutta, ma che restituisce l’essenziale: colpi pesanti scagliati nei momenti chiave. A certificare, oltre ai gol, c’è il cartellino giallo a Mattia Capoferri e quello a Mike Aidoo nei primi 50 minuti, piccoli indizi di una gara intensa ma quasi mai oltre le righe. In panchina guida con gesti misurati Mario Tacchinardi, promosso a fine novembre 2025 dalla Primavera alla prima squadra, e già capace di dare una fisionomia più verticale e coraggiosa alla Pergo.
LE SCELTE INIZIALI: SPECCHIO TATTICO E DETTAGLI CHE CONTANO
Entrambe le squadre si presentano con un’idea speculare: 3-5-2. La Pergolettese con Cordaro tra i pali, linea a tre battezzata dall’esperienza di Lambrughi e dalla spinta di Capoferri, in mezzo qualità e chilometri con Arini, Careccia e lo stesso Jaouhari da mezzala alta che accompagna le due punte, Corti e Petrović. Dall’altra parte, Union Brescia conferma la cerniera centrale con Sørensen, Silvestri e Rizzo, esterni larghi e centrocampo dinamico, con De Francesco in regia e Marras a dare profondità laterale; in avanti la coppia Cazzadori-Crespi, mix di lavoro sporco e attacco all’area. Le scelte, lette con il senno di poi, spiegano l’inerzia del match: blocco ospite che accetta la gara a ritmi medio-alti, convinto di poterla indirizzare coi propri riferimenti; gialloblù pronti a mordere la seconda palla per colpire in transizione corta.
GLI SNODI TECNICI: DOVE IL BRESCIA HA PERSO IL FILO, DOVE LA PERGOLETTESE L'HA RACCOLTO
1) Occupazione degli «half-spaces». La Pergolettese ha trovato respiro proprio dove l’Union Brescia di solito domina: i mezzi spazi. Il posizionamento interno di Jaouhari ha costretto De Francesco a uscire qualche metro dalla comfort zone, aprendo corridoi per le ricezioni tra le linee di Careccia. 2) Cross difensivi e diagonali preventive. Sulla prima rete gialloblù, la lettura corta della diagonale difensiva bresciana ha permesso a Jaouhari di calciare col piede forte senza pressione. Piccoli ritardi, grandi conseguenze. 3) Gestione dell’ampiezza. L’Union ha prodotto 5 calci d’angolo contro l’unico della Pergolettese, segno di una manovra che spesso ha sfociato sul fondo. Ma il volume non si è tradotto in qualità, anche perché i gialloblù hanno difeso l’area con densità e tempi di uscita puliti. 4) XG e lettura dell’episodio. Il dato atteso racconta di un match aperto: xG 1.61 per gli ospiti a fronte di 1.22 per i padroni di casa, con 11 tiri dell’Union pariati da 8 conclusioni Pergo. Ma gli episodi, soprattutto nel primo tempo, hanno avuto il timbro di Jaouhari.
IL FATTO UMANO: JAOUHARI E LA FIRMA CHE VA OLTRE I 3 PUNTI
Capita, in certe notti, che un centrocampista si trasformi nel tuo finalizzatore. Ventitré anni, numero 80, destro naturale, Zaid Jaouhari è un giocatore che la Pergolettese ha imparato a conoscere anche per la capacità di «strappare» palla al piede e arrivare alla rifinitura. A Crema, contro l’Union Brescia, ha aggiunto la freddezza negli ultimi 16 metri: il primo gol è un manuale di pulizia esecutiva, il secondo è una coordinazione da attaccante puro, con la scelta del tempo e la linea di tiro prese in una frazione. È la fotografia di una maturazione che i numeri delle ultime settimane, tra gol pesanti e valutazioni in crescita, stavano già suggerendo. Una grande soddisfazione dunque per uno dei talenti che il club ha pescato nel corso degli anni dal mondo dei Dilettanti.
IL GIUDIZIO FINALE
La notte del Voltini mette in cornice tre verità: 1) che la Pergolettese ha un’anima tecnica oltre che agonistica, e può salvarsi senza dover ogni volta aggrapparsi al caso; 2) che l’Union Brescia, pur restando una squadra da alta classifica, deve ritrovare le connessioni tra i reparti quando l’avversario le sporca la manovra; 3) che Zaid Jaouhari è oggi uno dei fattori chiave dei gialloblù, capace di incidere non soltanto in costruzione ma anche in zona gol. Nessun trionfalismo, dunque, ma consapevolezza: il 2-1 del 16 febbraio 2026 è un tassello che vale doppio, perché smentisce le etichette della vigilia e apre un corridoio mentale nuovo. Il resto lo dirà la trasferta di sabato: davanti, l’Alcione, altra squadra organizzata. Ma con questa solidità e questa ferocia nelle due aree, la Pergolettese ha dimostrato di potersela giocare con tutti.