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Il Dortmund è giovane e italiano: Reggiani, Inacio e l’asse azzurro che cresce nella Ruhr

Un 16enne alza l’asticella: il secondo tempo con il Mainz riaccende i riflettori sul vivaio azzurro del Borussia

Dortmund parla italiano: l’irruzione di Luca Reggiani e l’asse azzurro che cresce nella Ruhr

Luca Reggiani e Samuele Inacio, giovani italiani in rampa di lancio al Borussia Dortmund

Allo scoccare dell’intervallo, quando lo stadio ribolle e la partita sembra già incanalata, la lavagna luminosa indica un cambio che non è di routine: fuori Niklas Sule, dentro Luca Reggiani. Non un nome da tabellino distratto: un centrale nato nel 2008, formato nel vivaio del Sassuolo, catapultato nel cuore della difesa del Borussia Dortmund in una notte da 4-0 al Mainz. Quarantacinque minuti pieni, letture pulite, postura da giocatore fatto: così si è presentato il più giovane della compagnia, mentre dagli spalti del Signal Iduna Park si spandeva un brusio da “stiamo vedendo qualcosa che fra qualche anno ricorderemo”. È l’immagine-manifesto di una squadra che non ha paura di lanciare i giovanissimi e di un asse “azzurro” che a Dortmund si sta consolidando, insieme a Filippo Mane e - più avanti nella fila - al talento offensivo Samuele Inacio.

Il contesto: un 4-0 che racconta più del punteggio

La gara del 13 febbraio è stata uno spartito a più voci: pressione alta, dominio sui piazzati e tre colpi di testa che hanno spianato la serata ai gialloneri. In mezzo, l’episodio che segna la serata di Reggiani: l’uscita all’intervallo di Sule e il battesimo lungo del classe 2008, dentro al minuto 46. Non un frammento, non i “secondi di cortesia” che spesso segnano gli esordi: un tempo intero, quello in cui il Mainz ha provato a farsi vivo. Il referto ufficiale del club è chiarissimo, e il cronologico di diverse testate torna sullo stesso punto: cambio al 46’, Dortmund che continua a spingere, e quarto gol a completare una vittoria rotonda.

Quella con il Mainz non è stata la prima apparizione di Reggiani in Bundesliga. Sei giorni prima a Wolfsburg, il ragazzo aveva assaggiato il campo per un minuto: cambio al 96’ per congelare un 2-1 preziosissimo. È il tipo di dettaglio che parecchie carriere riassumono in una riga. Ma nel suo caso, quel gettone è stato la passerella verso un test immediatamente più vero, più istruttivo, più rivelatore. Ci sta la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto; ma ci sta soprattutto l’idea di un club che premia chi accelera nel quotidiano. E il giorno del Mainz, il Dortmund ha scelto di fidarsi.

Dall’Emilia alla Westfalia: la trafila di un centrale moderno

Nato a Castelvetro di Modena il 9 gennaio 2008, Luca Reggiani è cresciuto nel settore giovanile del Sassuolo, con una formazione che da anni sforna difensori “pensanti” e tecnici. Nel gennaio 2024, a 16 anni appena compiuti, il corteggiamento del Borussia Dortmund si è tradotto in un trasferimento concordato proprio per inserirlo nella filiera, la stessa che in questi anni ha valorizzato profili poi arrivati rapidamente ad affacciarsi sul professionismo. A Dortmund hanno visto lunghezza di gamba, postura nelle chiusure, buon piede per l’uscita corta e, dettaglio non banale, freddezza nei momenti “caldi”. Il profilo anagrafico e le prime chiamate nelle selezioni giovanili dell’Italia raccontano il resto.

L’altra colonna azzurra: Filippo Mane, già dentro la stanza dei grandi

Se Reggiani è la notizia “calda”, Filippo Mane è ormai la presenza “fredda”, solida, da referto continuativo. Classe 2005, difensore cresciuto tra Novara e Sampdoria, poi passato al Borussia Dortmund nel 2022, Mane ha firmato il suo primo contratto pro a gennaio 2025 e ha costruito la sua scalata con una progressione costante: debutto stagionale in DFB-Pokal il 18 agosto 2025 a Essen, prima in Bundesliga il 23 agosto (serata anche amara con un rosso diretto via VAR), fino al passo più atteso: l’esordio in Champions League da titolare contro l’Inter il 28 gennaio 2026. Numeri e taccuini raccontano un difensore aggressivo, capace di giocare sia da centrale sia da braccetto destro, già nel giro dell’Italia Under 21.

Il terzo nome da segnare in agenda: Samuele Inacio

Alle spalle dei due difensori c’è Samuele Inacio (2008), figlio d’arte (il papà è Piá), arrivato dall’Atalanta nel 2024 e subito protagonista fra U17 e U19 del Dortmund, con impatto notevole anche in azzurro: capocannoniere all’Europeo U17 e presenza nella lista “Next Generation” del Guardian. È stato aggregato a più riprese alla prima squadra e, nella scorsa estate, volato negli USA per il Mondiale per Club insieme al gruppo di Niko Kovac. Un ponte che, a Dortmund, di solito porta da qualche parte.

Il modello BVB: selezione, accelerazione, responsabilità

Selezione: scouting capillare fra Italia, Francia e Scandinavia, e intercettazione “precoce” dei profili, spesso 16–18 anni, da plasmare sui principi del club. Accelerazione: salti di categoria rapidi se il giocatore regge il carico cognitivo e fisico; alternanza U19–BVB II–prima squadra calibrata sui carichi. Responsabilità: fiducia in serate “vere”, non solo in garbage time. Il 46’ con il Mainz è un segnale esattamente in questa direzione.Nel giro di pochi giorni, Reggiani ha quindi vissuto l’intero spettro: il debutto simbolico e la responsabilità “vera”, mentre la prima squadra affronta una fase compressa del calendario - 5 gare in 16 giorni - e valuta opzioni per l’emergenza difensiva (squalifiche, acciacchi, rotazioni).

Le gerarchie: cosa cambia, davvero, nelle rotazioni

Con Nico Schlotterbeck reduce da squalifica e acciacchi, Sule gestito al rientro e Waldemar Anton perno affidabile, la presenza di Reggiani amplia la coperta. La partita con il Mainz ha mostrato anche la capacità di Ramy Bensebaini di guidare mezzo metro più avanti la linea quando serve. Contro Atalanta - snodo europeo di martedì 17 febbraio 2026 - la situazione medica e le scelte dell’ultimo allenamento definiranno i minuti dei giovani. In ogni caso, il loro inserimento ha già un valore: alzare il livello di allenamento, dare elasticità al reparto, garantire un piano B per i finali di gara.

I prossimi passi: pragmatismo e pazienza

Per Reggiani, la vera prova sarà la “banalità del quotidiano”: ripetere scelte pulite, crescere nei duelli, costruire un rapporto tecnico con i compagni di reparto. Minuti “dosati” e partite “scelte” sembrano l’orizzonte più sano. Per Mane, consolidare la propria posizione tra i titolari/prime alternative e “pulire” alcune irruenze (vedi l’espulsione al debutto in Bundesliga nell’agosto 2025), capitalizzando la fiducia mostrata dal club fino all’esordio in ChampionsPer Inacio, l’orizzonte è vicino: restare “dentro” il gruppo, trasformare le convocazioni in scampoli, poi in partite, nella scia tracciata dai due difensori.

Una chiosa necessaria sulle “emergenze” e sul merito

Sarebbe riduttivo spiegare i minuti di Reggiani solo con le assenze. Il quadro della settimana (squalifica di Schlotterbeck, gestione di Sule, acciacchi diffusi) aiuta a capire il “perché adesso”, ma non spiega il “perché lui”. Questo lo dicono il campo e la coerenza di una politica tecnica: chi è pronto, gioca. E se ha 18 o 16 anni, è un dettaglio che a Dortmund, storicamente, interessa molto meno del resto.

Morale della storia: quando il coraggio incontra la competenza

Avere tre cognomi italiani sulla lavagna della prima squadra del Borussia Dortmund nel 2025/26 non è folklore: è il risultato di una convergenza virtuosa fra scouting, metodo e coraggio. La scena dell’intervallo - Sule che lascia, Reggiani che entra - è la didascalia perfetta di un club che, mentre punta ai traguardi stagionali, non smette di investire capitale tecnico e “momenti veri” nei suoi ragazzi. E per i lettori italiani, c’è una notizia nella notizia: il “ponte Dortmund” sta funzionando. E ogni minuto aggiunto al bagaglio di Reggiani e Mane è un mattone in più sulla sponda azzurra.

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