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Serie A

Juventus, cornuti e mazziati: dopo le polemiche di sabato arrivano le squalifiche

Due dirigenti bianconeri inibiti per diverse settimane: dopo gli eventi di Inter-Juventus si riaccende la polemica

INTER JUVENTUS SQUALIFICHE

INTER JUVENTUS SQUALIFICHE • stop a Chiellini fino al 27 febbraio, sanzionati anche Kalulu e Comolli

Una scala stretta, il brusio elettrico dell’intervallo, il tunnel di San Siro che ribolle dopo un primo tempo a strappi. In mezzo, un direttore di gara che cerca di rientrare nello spogliatoio tra coriandoli di insulti, braccia tese, parole fuori giri. La fotografia più nitida del dopo Inter–Juventus non è un’azione da gol, ma quella calca di tesserati e dirigenti che si accalca a protezione o a contestazione dell’arbitro. È lì che si consuma il passaggio decisivo della vicenda disciplinare: il Giudice Sportivo prende atto, elenca, motiva e colpisce. Con tre provvedimenti che pesano, e che faranno discutere ancora a lungo dopo che il caso Kalulu-Bastoni ha scosso l'Italia calcistica intera.


TRE DECISIONI CHIAVE

Il Giudice Sportivo ha assegnato le squalifiche a tre tesserati Juventus: oltre a Pierre Kalulu, espulso in partita, sono stati sanzionati anche Damien Comolli Giorgio Chiellini.

1. Inibizione a tutto il 31 marzo 2026 e ammenda di €15.000 per Damien Comolli, dirigente della Juventus, reo – stando agli atti ufficiali – di aver tenuto nel tunnel “un atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio” verso il direttore di gara, tentando il contatto fisico e reiterando insulti anche davanti allo spogliatoio dell’arbitro. Una descrizione che non lascia margini interpretativi e che spiega la combinazione di sanzione temporale e pecuniaria.

2. Inibizione fino al 27 febbraio 2026 per Giorgio Chiellini: la motivazione parla di una contestazione “concitata e irriguardosa” dell’operato arbitrale, con “critiche offensive” agli ufficiali di gara, rilevate da un assistente. Anche in questo caso, il cuore della sanzione non è un gesto isolato, ma la reiterazione del comportamento lungo più fasi dell’intervallo.

3. Una giornata di squalifica per Pierre Kalulu: doppia ammonizione e inevitabile cartellino rosso, con lo stop che scatta in automatico. La formula è standard, la cornice no: attorno a quel secondo giallo si è acceso un incendio tecnico e mediatico che ha ridefinito il dopo partita.

Le tre decisioni sono racchiuse nel Comunicato Ufficiale n. 129 del 17 febbraio 2026, firmato dal Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea e pubblicato dalla Lega Serie A con l’elenco completo dei provvedimenti della 25ª giornata. Documento, tempi e motivazioni costituiscono l’architrave giuridica della giornata.


LE CONSEGUENZE DELLE SANZIONI

Il lessico delle inibizioni spesso sfugge alla lettura veloce. Nella prassi, un’inibizione come quella inflitta a Comolli fino al 31 marzo 2026 e a Chiellini fino al 27 febbraio 2026 significa interdizione dall’esercizio di attività ufficiali durante le gare: niente spogliatoi, panchine, aree tecniche, tunnel e contatto con l’arbitro e i suoi collaboratori in zone di competenza. L’ammenda a carico di Comolli (ben €15.000) sottolinea la gravità del comportamento ricostruito dagli atti: non solo protesta, ma una condotta giudicata “gravemente intimidatoria” e tentativo di contatto fisico, sventato dall’intervento di tecnici e altri tesserati. È una chiosa che racconta più di mille commenti sul clima dell’intervallo.

Per la Juventus, l’effetto pratico è immediato: management ridimensionato nella propria operatività in zona campo in vista delle prossime gare, con la necessità di ricalibrare ruoli e catene decisionali nelle delicate fasi pre e post match. Un dettaglio non secondario, perché l’accesso a certe aree e la prossimità alla squadra contano, specie in un momento emotivo come quello che segue un derby d’Italia incandescente. La tempistica – sanzioni efficaci dal 17 febbraio 2026 – delimita con precisione il periodo d’impatto.


IL CASO KALULU: COSA È RIMASTO

Il caso Kalulu ormai è conosciuto da tutti. Tutto nasce al 42’ del primo tempo: Pierre Kalulu viene ammonito per la seconda volta per un presunto fallo tattico su Alessandro Bastoni. Dalle immagini televisive e dalle ricostruzioni moviolistiche emerge però un quadro diverso: il contatto appare minimo, in alcune inquadrature praticamente inesistente sul piano della gamba, con un eventuale tocco di mano leggerissimo; la caduta di Bastoni viene letta da molti analisti come un’interpretazione teatrale dell’episodio, in cui risalta anche l'esuberante esultanza dopo che La Penna ha sventolato il rosso al difensore bianconero. La conseguenza – la doppia ammonizione – lascia la Juventus in dieci uomini prima dell’intervallo, alterando inerzia e scelte del match.

Non è solo televisione: il day after porta un’ammissione pubblica pesante. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi parla di “errore chiaro” di Federico La Penna, di arbitro “mortificato”, e punta il dito anche contro la “simulazione” come piaga che inquina il giudizio. Soprattutto, spiega perché il VAR non è intervenuto: il protocollo attuale non consente la revisione per le seconde ammonizioni. Parole che trasformano un caso di giornata in un dossier regolamentare, con la prospettiva – già aperta – di un ampliamento dei poteri del VAR proprio su episodi da seconda ammonizione.

Sul punto, il contesto internazionale corre: l’IFAB ha messo in agenda l’estensione dell’ambito del VAR per includere anche gli errori evidenti che portano a una seconda ammonizione e quindi a un’espulsione, misura attesa al voto entro fine mese e potenzialmente applicabile già in estate ai grandi tornei. Se approvata, una svista come quella di San Siro rientrerebbe nell’alveo di intervento della sala video, con revisione on-field e possibile cancellazione del secondo giallo. È un cambio di paradigma che avrebbe riscritto la serata di Kalulu.


PERCHÈ BASTONI NON VERRÀ SQUALIFICATO

Per quanto riguarda la simulazione di Bastoni, va specificato che non si può intervenire in termini regolamentari: la squalifica per prova TV può essere assegnata solo in pochi casi:

1. Per una simulazione che porta a un calcio di rigore a favore della squadra dove milita il calciatore che ha simulato;

2. Per una simulazione che determina l'espulsione diretta di un avversario;

3. Per la realizzazione di un gol con la mano;

4. Per aver impedito la realizzazione di un gol agli avversari con la mano.

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