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Serie C

Dopo soli 7 giorni già esonerato l'allenatore che era subentrato, ora tocca a una vecchia volpe della categoria

Un ribaltone deciso in poche ore, con l’annuncio del presidente e l’ingaggio di un tecnico esperto. Nel mezzo l’addio del ds

SAMBENEDETTESE SERIE C - ROBERTO BOSCAGLIA

SAMBENEDETTESE SERIE C - Roberto Boscaglia torna in pista dopo aver allenato il Latina nella stagione 2024-2025

Lo stadio è vuoto, il vento che taglia il lungomare trascina ancora frammenti di cori. Dentro il Riviera delle Palme restano luci fioche e la fotografia di un tabellino che pesa: un altro ko interno, un altro passo falso. Poi, nella serata di martedì 17 febbraio 2026, la svolta: la U.S. Sambenedettese cambia faccia e voce. Il presidente Vittorio Massi comunica l’esonero di Marco Mancinelli, richiama la piazza alla lucidità e, soprattutto, affida la panchina a Roberto Boscaglia, tecnico di lungo corso tra Serie C e Serie B. Nelle stesse ore, il club fa sapere che Stefano De Angelis lascia il ruolo di direttore sportivo «di comune accordo» con la presidenza. Due firme, due strappi, un messaggio: il tempo dei rimandi è finito.

UN CLUB AL BIVIO, PERCHÈ LA SAMB NON POTEVA ASPETTARE OLTRE
La cronologia aiuta a capire la portata della scossa. Dal cambio di Filippo D’Alesio a Mancinelli deciso il 10 febbraio 2026 dopo lo 0-1 interno col Perugia, ottava sconfitta in casa, numeri da brivido, la Sambenedettese non ha invertito l’inerzia come sperato. All’alba di questa settimana sono arrivate un’altra prestazione in sofferenza e classifiche che, più che fischiare, urlano: zona playout a un passo, margini sottilissimi, calendario che non regala tregua. Per una piazza che vive di tensione competitiva, la fotografia è nitida: serviva un segnale forte, immediato, riconoscibile. Ecco allora la decisione maturata in poche ore: via Mancinelli, richiamato in panchina appena 7 giorni prima, e dentro Boscaglia, allenatore che porta in dote un patrimonio tecnico e gestionale accumulato in quasi due decenni tra le categorie professionistiche. L’obiettivo è chiaro: raddrizzare la rotta, dare un impianto riconoscibile, risalire di qualche gradino per togliersi dal frullatore delle ultime posizioni.

NOTE UFFICIALI, RESPONSABILITÀ CONDIVISE
Le comunicazioni partono in sequenza. Dapprima il club saluta Mancinelli con i consueti ringraziamenti per «serietà e impegno»; quindi formalizza l’ingaggio di Boscaglia, investendolo di una missione esplicita: mettere ordine, rimettere benzina nelle gambe e nelle idee, restituire un’identità a una squadra che ne ha cambiate troppe in pochi mesi. Contestualmente, la nota che chiude il rapporto con Stefano De Angelis: risoluzione consensuale, toni istituzionali, riconoscimento del lavoro svolto in questi anni, dal ritorno tra i Professionisti al disegno di una rosa giovane, coerente con le spinte «riformiste» della Lega Pro. È il segno di una responsabilità che la proprietà si assume in prima persona, senza scaricare su nessuno la complessità del momento.

UN CONTESTO CHE PESA: BEN 4 ALLENATORI IN POCO MENO DI 3 MESI
Per capirsi: la stagione della Sambenedettese ha già visto in panchina Ottavio Palladini in avvio, quindi il passaggio a Filippo D’Alesio a inizio dicembre, l’interim e poi il ritorno di Marco Mancinelli a metà febbraio, e adesso la quarta tappa con Roberto Boscaglia. Quattro guide tecniche in poco più di due mesi sono un’emorragia di continuità. Già il 10 febbraio 2026 l’ambiente aveva metabolizzato un cambio urgente: fuori D’Alesio, dentro Mancinelli, nel tentativo di giocarsi la carta «identità» con una figura interna, conoscitrice di spogliatoio e contesto. L’onda, però, non ha spinto abbastanza. E nella settimana successiva è maturata l’idea di alzare l’asticella dell’esperienza.

CHI È BOSCAGLIA E PERCHÈ PUÒ ESSERE L'UOMO GIUSTO
Il profilo di Boscaglia non ha bisogno di presentazioni per chi mastica Lega Pro. Dalla promozione conquistata con il Trapani alla panchina del Brescia, dalle corse playoff con Novara e Virtus Entella fino alle esperienze con Foggia, Ancona e Latina, il tecnico siciliano ha costruito una reputazione su tre pilastri: principi di gioco chiari, capacità di adattare sistema e uomini all’avversario, gestione dei momenti di pressione. Negli ultimi anni ha lavorato spesso su un impianto a «difesa a tre», il 3-5-2 come base, ma non ha mai fatto mistero della sua duttilità: anche 4-2-3-1 e 4-3-3 sono stati strumenti ricorrenti a seconda delle caratteristiche a disposizione. Per la Samb, che sotto D’Alesio aveva già immaginato un’organizzazione con tre centrali, il 3-5-2 può diventare subito grammatica comune: linee corte, densità centrale, esterni chiamati a doppio compito, mezzali con tempi d’inserimento. In rosa ci sono profili che possono giovarsene: la leadership di Eusepi in area, la gamba di Touré in attacco, il dinamismo di Candellori tra le linee, la fisicità di Zini e Pezzola dietro. Tradurre potenzialità in rendimento, senza fronzoli, è la sfida immediata.

DE ANGELIS, L'EPILOGO DI UN CICLO
L’addio di Stefano De Angelis, «di comune accordo» con la presidenza, chiude un capitolo che ha avuto meriti e punti esposti. È sotto la sua direzione che la Sambenedettese ha completato la risalita tra i Professionisti e impostato una rosa con una quota under più alta della media, in sintonia con la spinta riformatrice della Lega Pro sugli investimenti nei giovani e sul riequilibrio dei costi. Dall’altra parte, alcune finestre di mercato e la gestione di momenti spinosi, come i rinnovi «spalmati» di Eusepi e Candellori, poi risolti, hanno lasciato strascichi nel rapporto con una tifoseria esigente e frontale per DNA. La contestazione delle ultime settimane, esplosa dopo la serie nera al Riviera delle Palme, ha reso il clima ancora più elettrico. In queste condizioni, la separazione appare come una vanishing line fisiologica: toglie un bersaglio, ridistribuisce responsabilità, permette al club di ridisegnare la filiera tecnica-mercato attorno alle esigenze del nuovo allenatore. Nel calcio italiano, la coerenza tra idee del ds e richieste del mister è la variabile che più impatta sui risultati a breve termine: Boscaglia avrà bisogno di una struttura allineata per trovare subito il suo vocabolario.

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