Serie B
18 Febbraio 2026
Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B dal dicembre 2024
L’ascensore si chiude alle spalle dei dirigenti e il brusio dei corridoi lascia spazio a un dato secco, quasi inusuale nel calcio italiano degli ultimi anni: +2,3 milioni di euro. È il saldo del mercato invernale della Serie B rispetto alle altre leghe, un piccolo grande scarto che racconta un cambio di clima. Non un fuoco di paglia, ma l’istantanea di un’assemblea plenaria a Milano, con la partecipazione di tutte le società affiliate, che ha messo al centro parole pesanti: riforme, sostenibilità economico-finanziaria, valorizzazione dei giovani. E un altro numero che colpisce: gli scambi con la Serie A sono «raddoppiati», con entrate complessive attorno ai 6 milioni di euro. Segnali, non slogan.
L'AGENDA DELLE RIFORME: SOSTENIBILITÀ, INFRASTRUTTURE, GIOVANI
Dentro la sala, l’ordine del giorno è tanto fitto quanto concreto. La Lega B spinge su un percorso che non nasce oggi, ma che ora accelera: contenimento dei costi, premi per chi investe in infrastrutture e, soprattutto, un deciso cambio di passo sulle regole che incentivano l’utilizzo dei calciatori Under. È qui che il discorso esce dalla retorica e si fa aritmetica: il «minutaggio» minimo dei calciatori Under 21, rimasto fermo per anni, viene innalzato in modo sostanziale, con un percorso pluriennale che porta la soglia a raddoppiare e poi a più che triplicarsi entro la stagione 2027-2028. Contestualmente, le liste si adeguano: da Under 23 a Under 21, per rendere coerente la logica degli incentivi con quella delle registrazioni. A completare il quadro, l’innalzamento del bonus vivaio fino al 30% e l’introduzione di un bonus sul primo contratto dei giovani. Non si tratta di un maquillage normativo, ma di un meccanismo pro-competitivo che redistribuisce convenienze: far giocare i talenti non è più un costo reputazionale o un rischio sportivo, bensì un investimento con ritorno misurabile.
PARLA IL PRESIDENTE
Il presidente Paolo Bedin lo riassume con pragmatismo: le nuove norme devono «aiutare le società a limitare l’incidenza del costo del lavoro» e sostenere la missione tecnica della cadetteria: valorizzare il talento. Parole che si innestano in una traiettoria già tracciata nell’ultimo biennio: dall’istituzione delle commissioni di lavoro su «Sostenibilità economico-finanziaria» e «Valorizzazione dei giovani», fino alla nascita di un terzo tavolo «Infrastrutture», passando per il ripensamento del prodotto audiovisivo con La B Channel e l’upgrade produttivo per playoff e playout. Tasselli di una strategia che prova a saldare obiettivi sportivi e stabilità dei conti.
NON SOLO PRINCIPI: COME CAMBIANO LE CONVENIENZE DEI CLUB
1) Più minuti ai giovani significa maggiori premialità per i club che investono in scouting, formazione e coraggio tecnico. 2) La stretta sui costi e la spinta alle infrastrutture crea un circuito virtuoso: stadi e centri sportivi migliori, valorizzazione del matchday e potenziale aumento dei ricavi non televisivi. 3) L’allineamento delle liste a Under 21 riequilibra l’ecosistema dei contratti, riducendo la «zona grigia» dove spesso si annidavano operazioni poco efficienti. In controluce, la Serie B prova a correggere uno dei suoi storici paradossi: grande capacità di scoperta tecnica, ma filiera economica troppo fragile. Il nuovo assetto incentiva un ciclo più sostenibile: scoprire, far giocare, capitalizzare. E ripartire.
MILANO COME CERNIERA: TRA GOVERNANCE RINNOVATA E ATTENZIONE AI CONTI
Non è un caso che la seduta milanese arrivi dopo una stagione (2024-2025) archiviata con un leggero utile e dentro un percorso di riorganizzazione profonda della struttura di Lega B: il lancio di La B Channel, l’efficientamento interno, l’evoluzione dell’offerta dei diritti audiovisivi (inclusi i pacchetti non esclusivi di immagini salienti), l’ingaggio di nuove competenze manageriali. Il filo conduttore è la riduzione delle fragilità sistemiche, in un contesto di ricavi variabili e mercato internazionale oscillante. Qui la fotografia contabile si intreccia con la politica sportiva: il confronto con la FIGC sul perimetro delle riforme di sistema e la dialettica, spesso complessa, con le altre leghe professionistiche non sono note a margine, ma fattori che incidono sulla stabilità e sull’identità del torneo. In questo senso, la continuità di relazione istituzionale mostrata nei mesi scorsi rappresenta un capitale prezioso da spendere nei prossimi passaggi.
IL SEGNALE DAL MERCATO: SALDO POSITIVO E ATTRATTIVITÀ VERSO LA SERIE A
La vera discontinuità, però, si è vista a cavallo della chiusura del mercato invernale: la cadetteria ha fatto registrare un saldo positivo di +2,3 milioni verso le altre leghe. Un dato che, letto assieme al «raddoppio» dei trasferimenti con la Serie A per un giro d’entrate stimato attorno ai 6 milioni, racconta due cose: 1) l’indice di attrattività della Serie B è cresciuto (i club di A tornano a pescare con più frequenza, e pagano); 2) i club di B hanno imparato a fare trading virtuoso, cedendo nel momento giusto e, al contempo, costruendo rotazioni sostenibili. Se allarghiamo lo zoom al contesto globale, il Rapporto FIFA sul mercato di gennaio 2026 indica un quadro peculiare: più trasferimenti a livello mondiale (circa +3%) ma meno valore complessivo (circa -18% rispetto a gennaio 2025). In questa dinamica, l’Italia si è piazzata al secondo posto per spesa, alle spalle della Premier League. Numeri che confermano quanto il mercato resti liquido ma selettivo: valorizzare bene e cedere «al picco» diventa cruciale, soprattutto per chi, come la Serie B, deve tenere insieme ambizione sportiva e sostenibilità.
IL PUNTO D'ARRIVO (PROVVISORIO)
La Serie B si è data una rotta: giovani, conti in ordine, prodotto moderno. Non esistono scorciatoie, ma esiste la coerenza: se incentivi, regole e investimenti remano nella stessa direzione, la cadetteria può consolidare il proprio ruolo nel calcio italiano ed europeo. La scena iniziale, quell’ascensore che si chiude su un saldo positivo, non è un epilogo, è l’inizio di un racconto diverso. Adesso si tratta di vedere quanto in fretta e quanto a fondo i club sapranno trasformare il nuovo quadro normativo in vantaggio competitivo sul campo e nei bilanci.