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Serie A

Esordì a 17 anni contro i Campioni d'Italia senza subire gol, il club blinda fino al 2029 la sua stella più lucente

Dal pianto di gioia del debutto al «sì» per il lungo termine, una mossa per mettere al sicuro un prospetto che promette bene

BOLOGNA SERIE A - MASSIMO PESSINA

BOLOGNA SERIE A - Massimo Pessina, portiere classe 2007, all'attivo ha 83 minuti nella massima serie senza aver subito reti

Attorno al minuto 8, lo stadio si fa più silenzioso del solito: un rinvio, la mano alla coscia, l’uscita forzata di Łukasz Skorupski. Poi il brusio si tramuta in un coro netto: «Massimo! Massimo!». A Bologna–Napoli del 9 novembre 2025, la porta rossoblù si apre per un classe 2007 di Alzano Lombardo dal volto emozionato e lo sguardo fermo. In pochi secondi, il ragazzino diventa il protagonista: entra, para su Eljif Elmas, amministra l’area con una calma che non ti aspetti a 17 anni, tiene la porta inviolata e, al triplice fischio, crolla in lacrime circondato dai compagni. Oggi, quel pomeriggio diventa un investimento: il Bologna FC 1909 ha annunciato il rinnovo di Massimo Pessina fino al 30 giugno 2029, con opzione per la stagione successiva. Una scelta che racconta presente e futuro di un club e di un portiere.

UN RINNOVO CHE PESA: DURATA, TEMPISTICHE E STRATEGIA
La formula è chiara: contratto fino al 30 giugno 2029 con opzione. Il comunicato riportato dagli organi di mercato italiani conferma la volontà del club di trattenere un profilo che, da «emergenza» di un pomeriggio complicato, è diventato una risorsa strutturale. Nel contesto di una settimana di firme, con gli adeguamenti di Santiago Castro fino al 2030 e Jens Odgaard fino al 2029 (anch’egli con opzione), la mossa su Pessina completa il mosaico: continuità tecnica e valorizzazione patrimoniale. Non è solo una medaglia per l’esordio impeccabile: è una presa di posizione sul ruolo del settore giovanile nel ciclo rossoblù. La decisione arriva nel momento giusto. Il ragazzo è già entrato nella routine della prima squadra come «numero tre» alle spalle di Skorupski e Federico Ravaglia, ma con una curva di apprendimento accelerata dalla gara contro i campioni d’Italia dell’epoca. La definizione «terzo portiere» va letta come tappa e non come etichetta: all’interno di una rosa che ha imparato a gestire le rotazioni europee e gli imprevisti fisici, la profondità di ruolo è un valore che il Bologna difende anche a colpi di rinnovi.

L'EPISODIO CHE CAMBIA LE GERARCHIE EMOTIVE
La cronaca di quel 9 novembre 2025 racconta un dentro-fuori feroce: Skorupski si arrende per un problema muscolare alla coscia; Ravaglia non è tra i convocati per una distorsione alla caviglia; Vincenzo Italiano si gira verso Pessina e lo chiama. L’impatto è ordinato, quasi glaciale: una parata su Elmas nel primo tempo, qualche uscita alta nel finale, gestione pulita con i piedi. Il tabellino dirà zero gol subiti e, soprattutto, una sensazione: nonostante l’età, la struttura emotiva regge. Il Dall’Ara lo capisce e lo accompagna. Quelle lacrime sono il segno che il calcio, a volte, si concede il lusso di raccontare storie semplici e perfette. Nei numeri ufficiali della stagione, Pessina chiude quella gara con 82 minuti, 1 parata registrata e 0 gol al passivo: statistiche minime, ma simboliche, che danno sostanza al racconto. A corollario, la vittoria rossoblù per 2-0 e l’inerzia tecnica di una squadra che, in quei mesi, si è abituata a scalare livelli e a stare in alto.

IDENTIKIT: ORIGINE E PERCORSO
Nato ad Alzano Lombardo il 25 dicembre 2007, Pessina porta in dote il fisico del portiere moderno e una formazione giovanile completa. La sua crescita segue la linea Olginatese-AlbinoLeffe-Bologna: strappato alla concorrenza quando era poco più che un adolescente, si è inserito nel vivaio rossoblù tra Under 17 e Primavera, fino all’aggregazione in prima squadra. È il classico caso in cui lo scouting anticipa il mercato: una presa di posizione su un profilo che sembrava destinato a club di bacino più «naturali» per provenienza geografica. Nelle Nazionali giovanili, l’ascesa è stata costante: Italia U16, U17, U18, fino all’U19. Con l’Under 17 ha vissuto il punto di svolta: l’Europeo 2024 vinto a Limassol con porta inviolata in finale e l’ingresso nella Squadra del Torneo UEFA come unico portiere. Un sigillo internazionale che non si regala.

IL RINNOVO, TRE PIANI DI LETTURA
1) Prospettiva tecnica. Prolungare fino al 2029 con opzione significa programmare il ruolo per il medio periodo. Il Bologna blinda un portiere che ha già superato una prova ad alta pressione e che, per struttura fisica e caratteristiche, si adatta al modo in cui le squadre di oggi interpretano la profondità: uscite alte, copertura dello spazio dietro la linea, gestione del pallone sotto pressione. È un lavoro che non si misura solo con le parate: l’uscita al tempo giusto vale quanto una respinta. 2) Coerenza di progetto. Le firme recenti di Castro e Odgaard indicano una rotta: stabilità del nucleo e valorizzazione degli asset. Dentro questo disegno, Pessina è la pedina che unisce la filiera del talento, dal vivaio alla prima squadra, con la sostenibilità economica. Un portiere formato in casa è un capitale calcistico e finanziario. 3) Messaggio al settore giovanile. A Casteldebole il segnale è forte: la meritocrazia paga. L’applauso del Dall’Ara è stato il primo riconoscimento; il contratto lungo è il secondo, quello che cambia la vita sportiva. Per i ragazzi che oggi popolano Primavera e Under 18, la storia di Pessina è un promemoria tangibile: la porta non è un miraggio.

UN ULTIMO FOTOGRAMMA
C’è un’immagine che resta: Skorupski che abbraccia Pessina mentre lascia il campo, il ragazzo che si infila i guanti, il Dall’Ara che capisce e accompagna. È lì che si misura la fiducia di una comunità calcistica: non nel clamore, ma nella sobrietà del sostegno. Oggi, con una firma e una data17 febbraio 2026, quel fotogramma diventa patrimonio del club. Bologna ha scelto di legare il suo futuro tra i pali a un ragazzo che ha già imparato la regola più difficile: fare le cose semplici quando tutto è complicato.

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