Serie B
18 Febbraio 2026
Luigi Sepe, portiere classe 1991, nella scorsa stagione ha militato nella Salernitana in Serie B (foto FB US Salernitana 1919)
C’è un paio di guanti che domani mattina atterrerà all’Abruzzo Airport. Non sono nuovi di zecca, ma conoscono la Serie A e la Serie B, le partite a nervi tesi, i finali di stagione in apnea. Quei guanti appartengono a Luigi Sepe, atteso a Pescara per visite mediche e firma: accordo fino al termine dell’annata con opzione di rinnovo in caso di salvezza. Una mossa chirurgica, conseguenza diretta dell’infortunio di Sebastiano Desplanches (lesione al quadricipite, stop stimato in circa tre mesi), e insieme una dichiarazione d’intenti della società biancazzurra in vista della trasferta di sabato a Venezia.
PERCHÈ SEPE ADESSO, ESPERIENZA E AFFIDABILITÀ
A 34 anni compiuti, Luigi Sepe porta in dote un patrimonio di partite e contesti complessi: dal vivaio del Napoli alle stagioni da protagonista a Empoli e Parma, fino all’esperienza con la Salernitana, passando anche per una parentesi alla Lazio. In totale, oltre alle coppe, il portiere campano ha collezionato più di 250 presenze tra i professionisti, un bagaglio prezioso quando il margine d’errore si assottiglia. Il profilo è quello di un estremo difensore abituato a leggere i momenti, a tenere la barra dritta nelle fasi di pressione, a dare voce alla linea. Caratteristiche che il Pescara oggi considera prioritarie. Sul piano più recente, i numeri raccontano un’estate-autunno 2024 e un avvio 2025 con la Salernitana: minutaggio e apparizioni tra Serie B e Coppa Italia che certificano continuità e condizione competitiva. Un elemento non banale quando si richiede a un portiere di inserirsi in corsa e di dare subito risposte.
SCELTA OBBLIGATA DOPO IL KO DI DESPLANCHES
La scintilla che ha acceso la trattativa è l’infortunio di Sebastiano Desplanches: gli esami hanno evidenziato una lesione al quadricipite della coscia sinistra, con tempi di recupero stimati in 2-3 mesi. Una tegola che ha costretto lo staff tecnico a ripensare gerarchie e gestione del reparto, anche per evitare di caricare eccessivamente Ivan Saio, giovane portiere di prospettiva. L’arrivo di Sepe riequilibra il quadro: esperienza al comando, crescita tutelata per i più giovani, meno precarietà nella costruzione da dietro.
COSA CAMBIA TRA I PALI
1) Leadership e comunicazione: con Sepe, la difesa guadagna un riferimento vocale maturo. La gestione delle marcature preventive e delle uscite alte trae beneficio dall’esperienza accumulata in piazze esigenti. 2) Piazzamenti e tempi di uscita: nella sua carriera Sepe ha mostrato buona lettura della profondità, qualità determinante contro squadre che attaccano con inserimenti dagli half-spaces e traversoni sul secondo palo. 3) Palla inattiva: contro il Venezia, pericoloso sulle soluzioni da fermo e sulle seconde palle, avere tra i pali un portiere avvezzo a guidare la linea nella zona rossa dei 5,50 metri può ridurre rischi e «palle sporche» in area piccola.
L'ORIZZONTE DI CLASSIFICA
La parte nobile della classifica vede proprio il Venezia in piena corsa promozione; per il Pescara, l’obiettivo rimane pragmatico: fare punti con continuità, soprattutto negli scontri diretti e nelle trasferte più complicate. Gli ultimi aggiornamenti fotografano un torneo ancora apertissimo, con distacchi riducibili in poche giornate se si riesce a spezzare la sequenza di risultati altalenanti. In questo contesto, l’effetto-innesto di un portiere esperto può valere più di un singolo ruolo: fiducia riflessa su reparto arretrato, baricentro più alto, possibilità di rischiare una costruzione in più.
CHE PORTIERE TROVERÀ IL PESCARA
1) Esperienza multilivello: Serie A, Serie B, salvezze, lotte playoff. Sepe arriva con un «archivio» di scenari tattici e psicologici che accorcia i tempi di adattamento. 2) Lettura dei momenti: capacità di congelare la partita quando serve, decongestionare la pressione con uscite pulite, accelerare la rimessa per ribaltare l’inerzia. 3) Gestione del gruppo: a Pescara si chiede a Sepe anche una funzione di «mentore» per Saio e per il reparto, ruolo che in altri contesti ha già ricoperto. Insomma, la città che ha ritrovato la Serie B chiede concretezza, sudore e nervi saldi. Dentro, uno spogliatoio che cerca stabilità sa che il ruolo del portiere è molto più di un singolo: è un linguaggio, un tono, un respiro comune. Sepe porta tutto questo nel trolley. Il resto, come sempre, lo dirà il campo.