Serie B
18 Febbraio 2026
PADOVA SERIE B - Giovanni Giunti, centrocampista classe 2005, conta 19 presenze e 2 reti con il Perugia nella prima parte di stagione e ha già debuttato con i biancoscudati
La nuova maglia biancoscudata di Giovanni Giunti è piegata sul tavolo della sala stampa. Sulla manica, il patch della Serie B sembra più pesante del solito. «Il passaggio dalla C alla B si sente», ha ammesso il centrocampista fanese pochi minuti dopo la presentazione ufficiale con il Calcio Padova. Dietro di lui, il percorso è chiaro: 5 anni di crescita a Perugia, la fascia da capitano indossata da giovanissimo, 72 gare nelle varie competizioni con il Grifo e un riconoscimento che vale più di mille parole, il premio di «Miglior Grifone» della scorsa stagione. Davanti, una piazza che ha appena ritrovato la cadetteria e una squadra che chiede qualità, corsa e personalità. E proprio lì, nel mezzo, il ruolo naturale di Giunti. Che è stato l'Under 20 più utilizzato nel calcio Professionistico italiano nel 2025.
TRASFERIMENTO VOLUTO, CERCATO E COSTRUITO
1) La trattativa: «lunga», come l’ha definita lo stesso Giunti, ma senza equivoci sulla sua volontà. Il Padova lo ha seguito, corteggiato e, alla fine, portato in B a titolo definitivo dal Perugia. Il club umbro ha comunicato l’operazione salutando uno dei suoi prospetti più luminosi, classe 2005, arrivato nel vivaio nella stagione 2021-2022 e poi diventato riferimento della Primavera fino al debutto tra i grandi il 1° settembre 2023 contro la Lucchese. 2) Il contesto: non un salto nel vuoto. Il Padova è tornato in Serie B grazie al primo posto nel Girone A di C conquistato nell’aprile 2025; un ritorno alla cadetteria celebrato in città e negli spogliatoi, con la guida di Matteo Andreoletti in panchina e un ambiente che si è ricompattato attorno a un progetto tecnico chiaro. Nelle sue prime parole da giocatore biancoscudato, Giunti ha messo in fila concetti semplici: «Sono qui per aiutare la squadra, mi sono già trovato bene, il gruppo è unito e di qualità». Non c’è retorica: chi ha seguito la sua crescita sa che l’identità competitiva è il suo marchio. E il club gli ha messo subito addosso il numero e il ruolo: tra i centrocampisti convocati da Andreoletti per le prime gare di febbraio, il suo nome compare con il nuovo dorsale biancoscudato. Segnale di un inserimento immediato nelle rotazioni.
GIOVANNI GIUNTI, PROFILO TECNICO
Carta d’identità: nato a Fano l’11 marzo 2005, 179 cm, piede destro. Centrocampista «contemporaneo», abituato a schermare, ripulire e rilanciare. I tratti distintivi? Lettura dell’azione, intensità senza palla, verticalità essenziale. Percorso: settore giovanile del Perugia, esordio tra i Professionisti nell’autunno 2023, quindi una stagione 2024-2025 da stakanovista: 38 presenze complessive, di cui 35 in campionato, e oltre 2.700 minuti in campo. Numeri che lo hanno proiettato tra gli Under 20 più utilizzati in Italia nel 2025 secondo le analisi di settore. Rinnovo e status: a fine gennaio 2025 il Perugia lo ha «blindato» con un rinnovo fino al 2028; nonostante ciò, un anno dopo è arrivata l’offerta giusta per un salto di categoria. Perugia ha parlato apertamente di opportunità «giusta» per lasciargli misurare la Serie B già da questa stagione. È un dettaglio rivelatore: il club umbro ha riconosciuto che il giocatore era pronto per il livello superiore.
«IL PASSAGGIO DALLA C ALLA B SI SENTE»
1) Ritmo e spazi: in Serie B la densità centrale è più alta, il pressing più organizzato, la finestra temporale per ricevere e orientarsi è più corta. Per un mediano-regista come Giunti, questo significa decisioni più rapide, corpo orientato meglio e un primo controllo che «apre» la giocata. 2) Lettura difensiva: stesse competenze, ma con avversari più strutturati fisicamente e meglio allenati a manipolare i corridoi interni. La sua sensibilità di posizione sarà messa alla prova sulle «tracce» tra mezzala e trequarti rivale. 2) Output con palla: verticalità e cambi gioco restano armi essenziali. Nella C ha chiuso l’ultimo ciclo con 2 reti e qualche assist significativo; in B le metriche utili da monitorare saranno la progressione palla al piede, i passaggi «chiave» e la qualità della prima uscita dopo recupero. È il tipico salto che separa il giovane interessante dal professionista utile. Ma Giunti ha già mostrato di reggere carichi d’uso elevati: le 38 presenze del 2024-2025 e il primato nazionale tra gli Under 20 per minuti giocati nel 2025 sono due indicatori concreti di affidabilità. Numeri che non garantiscono nulla, ma raccontano un’abitudine alla continuità rara alla sua età.
PERCHÈ IL PADOVA LO HA VOLUTO, INCASTRI TECNICI E DI PROSPETTIVA
Il sistema di Matteo Andreoletti. Il tecnico biancoscudato, prolungato fino al 2028, ha costruito una squadra che vive sull’equilibrio tra principi di possesso e baricentro elastico. Per questo serviva un profilo in grado di collegare reparti, accelerare la prima costruzione e alzare il livello di «pulizia» tecnica tra le linee. Giunti risponde a tutte e tre le esigenze. Il mosaico di mercato: il Padova ha impostato il ritorno in B con una campagna mirata, innesti d’esperienza e scommesse ragionate. Il centrocampo cercava un elemento «a cavallo» tra mediano e mezzala, con doti di leadership silenziosa. Inserirlo a febbraio 2026 significa scommettere su un impatto immediato e su un asset strategico per i prossimi anni. L’elenco convocati che lo include da subito è una conferma di questa linea.
IL SALUTO AL PERUGIA E L'EREDITÀ LASCIATA AL GRIFO
Il commiato è stato sobrio, di quelli che pesano: «Grazie per avermi fatto diventare uomo», ha scritto Giunti rivolgendosi al Perugia e alla sua gente. Sono parole che compongono un addio maturo, perfettamente allineato con le note del comunicato umbro: 72 partite complessive, 19 nella prima parte di questa stagione con 2 gol, fascia indossata e rapporto esemplare nello spogliatoio. Per un settore giovanile, questo è l’esito virtuoso: crescita interna, valorizzazione, salto di categoria con riconoscimento reciproco. Le parole di Giunti alla presentazione, «gruppo unito, grandi giocatori», non sono un esercizio di stile. Il ritorno in B ha ricompattato l’ambiente patavino, rafforzato anche da una governance chiara e da una dirigenza che sta operando con coerenza. In questo clima, l’innesto di un Under 21 già responsabilizzato a Perugia ha chance reali di diventare un fattore competitivo. E quando il protagonista lo dice senza alzare la voce, spesso è il segno migliore.