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Under 15 A-B

La scuola del campo di periferia e i gol a manetta: a 15 anni segna più di tutti e ammalia l'Italia!

Christopher Tatani con 14 centri stagionali è il miglior marcatore di tutta la categoria Under 15: «Sogno la finale Scudetto»

Christopher Tatani

BOLOGNA UNDER 15 A-B • Christopher Tatani, bomber classe 2011 dei rossoblù

C’è un momento, in ogni partita, in cui il pallone attraversa l’area e il tempo sembra fermarsi. È lì che si misura l’istinto di un attaccante, la sua capacità di leggere un frammento di secondo prima degli altri. Christopher Tatani, classe 2011, quell’istante lo riconosce come casa propria. Quattordici gol in sedici partite, 974 minuti giocati con la maglia del Bologna Under 15, quinta forza del Girone A del Campionato Nazionale Serie A e B con 33 punti. Numeri solidi, concreti, che raccontano una stagione di peso. Ma dietro le cifre c’è molto di più: un percorso, un’identità, una visione collettiva del gioco.

LE RADICI E LA COSTRUZIONE DI UN'IDENTITÀ

Per comprendere davvero la crescita di Christopher bisogna tornare al principio. «Ho iniziato a giocare a calcio a cinque anni. La mia prima squadra è stata la Persicetana, dove sono rimasto per quattro stagioni; poi, nell’estate del 2019, sono passato al Bologna Under 9». Un cammino lineare solo in apparenza. Perché in quella traiettoria c’è la stratificazione di un carattere: la Persicetana come primo laboratorio, il Bologna come approdo in un settore giovanile strutturato e ambizioso.

Oggi Christopher Tatani è il miglior marcatore dei rossoblù e possiede il primato dei cannonieri del Girone A e dell’intera categoria con 14 centri stagionali. Numeri che non nascono dal caso, ma da un contesto preciso. «Con i miei compagni riusciamo a esprimere il gioco che vuole il tecnico Fabio Zaza e questo, per quanto mi riguarda, porta anche ai gol». Il concetto è chiaro: la rete è il risultato di un lavoro collettivo, di movimenti coordinati e di una filosofia condivisa. Non un’ossessione personale, ma la naturale conseguenza di un sistema che funziona.

Christopher Tatani che corre dietro al pallone nella partita di campionato contro il Sassuolo (foto figc.it)

OBIETTIVI CONDIVISI E CULTURA DI SQUADRA

Quando si parla di traguardi, Christopher mantiene equilibrio e ambizione. «Tra gli obiettivi stagionali ce n’è uno che condivido con la squadra: raggiungere i playoff e magari inseguire il sogno della finale Scudetto. Inoltre voglio continuare a migliorare le mie prestazioni». Crescere, prima ancora che segnare. È questa la parola che ritorna, quasi fosse un mantra.

Il Bologna allenato da Fabio Zaza si riconosce nel motto “We Are One”. Non una semplice frase da spogliatoio, ma una dichiarazione di identità. «Vogliamo restare uniti, dentro e fuori dal campo». In un’età in cui l’individualismo può facilmente prendere il sopravvento, scegliere la dimensione del gruppo rappresenta un segnale di maturità non scontato. I 33 punti in classifica e il quinto posto nel Girone A raccontano una squadra competitiva, ancora pienamente in corsa per i playoff. E in questo percorso, il contributo realizzativo di Tatani è un tassello determinante.

IL SOGNO E LA FAMIGLIA

Ogni giovane attaccante ha un modello. Per Christopher, quel riferimento ha il volto di George Weah. «Non l’ho mai visto giocare dal vivo, ma attraverso i video e i racconti di mio padre ho imparato ad apprezzarlo». Un’ispirazione che passa di generazione in generazione. George Weah rappresentava forza, progressione, eleganza e determinazione: qualità che alimentano l’immaginario di un ragazzo che sogna di correre in campo aperto con la porta davanti. Il primo a trasmettergli l’amore per il calcio è stato papà José. «È stato lui a portarmi alla Persicetana», racconta Christopher. Accanto a lui ci sono mamma Mamie, la sorella maggiore Fineza e la più piccola Giulia, una famiglia presente e partecipe. E poi la cugina Olbis Futo Andrè, protagonista nel basket di Serie A1 con Schio e nella Nazionale italiana: un’altra testimonianza di come, in casa Tatani, lo sport sia un linguaggio comune, quasi una seconda lingua.

LA SCUOLA DEL CAMPETTO

Ma la formazione di un attaccante non si completa solo nei centri sportivi organizzati. C’è anche il campetto di periferia, con le porte di ferro e le partite interminabili. «Sono stati fondamentali, perché giocavo spesso con ragazzi più grandi di me», ricorda. È lì che si impara a proteggere il pallone, a resistere ai contrasti, a decidere in una frazione di secondo. Una scuola informale che insegna il tempismo, qualità essenziale per chi vive di gol.

Quattordici reti in 974 minuti significano una media di un gol ogni 70 minuti. Ma oltre alla statistica conta la direzione del percorso. Nato il 7 gennaio 2011 a Bentivoglio, in provincia di Bologna, Christopher Tatani è nel punto esatto in cui talento e formazione si intrecciano. Il futuro, a quindici anni, è ancora una pagina bianca. Il presente, però, parla chiaro: è un attaccante che conosce il suo posto in campo e dentro una squadra. E mentre il Bologna continua la sua corsa nel Girone A, lui trasforma opportunità in reti e crescita quotidiana. Perché segnare è importante. Ma diventare calciatore, passo dopo passo, lo è ancora di più.

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