Serie B
19 Febbraio 2026
Mattia Viti
C’è un silenzio diverso quando rientri e capisci che qualcosa non torna. A Nervi, quartiere residenziale del Levante genovese, quel silenzio è diventato allarme per Mattia Viti: porta socchiusa, cassetti spalancati, i segni inconfondibili di chi ha rovistato con metodo. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, l’appartamento del difensore della Sampdoria è stato svaligiato. Dalla casa, in cui il giocatore si è trasferito da poche settimane, sono spariti gioielli e denaro per un valore stimato di circa 20mila euro. È stato lo stesso calciatore a chiamare la polizia, che ha avviato i rilievi e raccolto le prime tracce, comprese le immagini dei sistemi di videosorveglianza del comprensorio e delle strade limitrofe.
Secondo la prima ricostruzione, il bottino ammonterebbe a circa 20mila euro tra contanti e gioielli. I ladri si sarebbero mossi con rapidità, lasciando l’appartamento a soqquadro ma limitando al minimo i segni di effrazione visibili dall’esterno: un modus operandi compatibile con bande che agiscono con attrezzatura leggera, sfruttando varchi rapidi e il fattore tempo. Volanti e Squadra Mobile hanno dato immediatamente corso agli accertamenti, acquisendo testimonianze e filmati della zona. È in corso la mappatura degli spostamenti sospetti nelle ore precedenti per verificare l’eventuale presenza di sopralluoghi. Il colpo a casa Viti non è un episodio isolato: poche ore prima, a Sturla, ignoti hanno aperto una cassaforte con un flessibile portando via preziosi per circa 80mila euro. Le modalità fanno pensare a ladri professionisti e, senza azzardare correlazioni automatiche, gli inquirenti non escludono che i due furti possano rientrare in un’unica sequenza pianificata. Anche in quel caso, le indagini puntano su incroci di telecamere, orari e veicoli in transito.
Per comprendere la risonanza dell’accaduto, serve inquadrare il percorso di Mattia Viti, centrale mancino classe 2002. Cresciuto in Italia, ha compiuto il salto all’estero con il trasferimento al Nizza nell’estate 2022. Ha accumulato esperienza con i prestiti a Sassuolo, Empoli e, nella stagione 2025/26, alla Fiorentina nella prima parte dell’annata, prima del rientro al club francese e del passaggio temporaneo alla Sampdoria. Un profilo giovane, con minuti nelle nazionali giovanili, e un presente in Serie B con un club di grande visibilità mediatica e tifoseria nazionale. L’attenzione criminale nei confronti dei calciatori non è un fenomeno nuovo: corrisponde alla percezione, spesso errata ma diffusa, che case e oggetti di valore siano facilmente rintracciabili e che gli atleti abbiano routine “prevedibili” dettate da allenamenti, ritiri e trasferte. In presenza di social network, interviste, apparizioni pubbliche e calendari di gara, le finestre temporali per agire, se non adeguatamente schermate, possono diventare più agevoli da identificare. Nel caso specifico, le autorità non hanno diffuso dettagli su orari e rientri, una scelta opportuna a tutela della privacy e delle indagini. Le informazioni ufficiali si limitano ai fatti: furto, valore della refurtiva, attivazione delle forze dell’ordine, acquisizione dei filmati e collegamenti investigativi con l’altro episodio del giorno.
Il furto a Sturla - con cassaforte aperta tramite flessibile e refurtiva pari a circa 80mila euro in preziosi - suggerisce un livello tecnico non banale. L’ipotesi che gli stessi autori abbiano poi colpito a Nervi non è esclusa, stando a quanto riferito dalle fonti: una “banda” capace di spostarsi in poche ore fra quartieri contigui, selezionando bersagli con criteri differenti (in un caso la cassaforte, nell’altro contanti e gioielli non vincolati a sistemi di ancoraggio). Il lavoro investigativo sta cercando convergenze fra orari, veicoli, abitudini dei proprietari e, soprattutto, sequenze video. Primocanale aggiunge che entrambi gli appartamenti sono stati messi a soqquadro e che la chiamata al 112 è partita direttamente dalle vittime al rientro.

Per Viti si tratta, innanzitutto, di riappropriarsi della propria serenità domestica: è questo il primo obiettivo, più ancora del valore economico sottratto. Per la comunità di Nervi, la notizia è un campanello d’allarme che riporta in primo piano la necessità di una collaborazione stretta fra residenti, forze dell’ordine e amministrazioni: segnalazioni tempestive, gruppi di strada in contatto, attenzione condivisa agli accessi condominiali e ai movimenti anomali. Sul versante calcistico, la gestione interna alla Sampdoria sarà presumibilmente improntata alla normalizzazione della routine: proteggere la privacy del giocatore, assicurare il supporto necessario e mantenere alta la concentrazione della squadra in una fase cruciale della stagione.
Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, l’attenzione resterà concentrata sui riscontri dei rilievi tecnici e sull’analisi incrociata dei filmati. L’auspicio, naturale e condiviso, è che le tracce portino all’identificazione dei responsabili e al recupero - anche parziale - della refurtiva. L’altra speranza, tutt’altro che secondaria, è che episodi ravvicinati come quelli di Sturla e Nervi non rappresentino l’inizio di una serie, ma un picco isolato destinato a spegnersi davanti alla risposta coordinata di istituzioni, territorio e cittadini. Per Mattia Viti, che a Genova è arrivato per rilanciarsi e dare solidità alla linea arretrata blucerchiata, l’urto con la cronaca nera è stato brusco. Ma è proprio dalla capacità di restare fedeli alla propria quotidianità - allenamenti, partite, vita di quartiere - che passa la vera ripartenza. Il campo, dopotutto, chiede concentrazione; al resto, ora, pensa chi indaga.