Serie C
20 Febbraio 2026
Appena oltre il portone d’ingresso del Municipio, in una mattina tersa di mercoledì 18 febbraio 2026, i corridoi si stringono attorno a una scena insolita: uomini della Guardia di Finanza entrano negli uffici con la calma meticolosa di chi sa cosa cercare. Niente sirene, nessun clamore. Solo cartelline, richieste protocollate e l’eco secca di una parola chiave: «atti». Il fascicolo non riguarda un cantiere, un appalto o il PNRR: al centro c’è la Triestina Calcio e, soprattutto, la trama economica che lega il club allo stadio cittadino e al suo proprietario, il Comune di Trieste. Un’operazione chirurgica sui numeri: canoni d’affitto del Nereo Rocco, costi di manutenzione del terreno di gioco, utenze. E un’ulteriore domanda, tutt’altro che marginale: con chi, davvero, l’ente ha interloquito negli ultimi mesi? Chi rappresenta, formalmente e sostanzialmente, la società?
COSA HA FATTO LA GUARDIA DI FINANZA
Secondo quanto ricostruito da ANSA e da altri media locali, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno effettuato un «accesso agli atti”»in Comune per acquisire documentazione utile a definire in modo oggettivo l’ammontare dell’esposizione debitoria della Triestina verso l’ente proprietario dello stadio. Gli ambiti sono tre e sono tutti sensibili per una società calcistica: 1) i canoni di affitto dello stadio; 2) i costi di gestione e manutenzione del manto erboso; 3) l’identificazione degli interlocutori societari che hanno trattato con il Comune, così da fare chiarezza sulla reale governance del club.È un’azione istruttoria «a freddo», sviluppata, riferiscono le cronache, con la piena collaborazione degli uffici comunali. Un tassello ulteriore, e decisivo, dell’inchiesta più ampia che da inizio mese ha acceso i riflettori sui conti della Triestina e sulle responsabilità dei suoi amministratori.
IL CONTESTO: DA INIZIO FEBBRAIO INDAGINE A VARI LIVELLI
Il «passaggio» in Municipio arriva pochi giorni dopo le perquisizioni negli uffici della Triestina e nelle abitazioni di diversi dirigenti. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trieste, ipotizza reati economico-finanziari, tra cui, secondo notizie di stampa, possibili profili di riciclaggio, indebita percezione di erogazioni pubbliche e falso in bilancio, con la novità non secondaria di un dialogo aperto con la Procura di Roma su un filone parallelo. Nei primi atti, sono state effettuate le copie forensi dei server societari e dei dispositivi utilizzati dai dirigenti: un passaggio tecnico che segnala la volontà di mappare, con dati di sistema, flussi finanziari, e-mail, scambi documentali.
IL CUORE DELLA VICENDA: CANONI ARRETRATI E CONTO COMPLESSIVO
La variabile più concreta, in questa fase, si misura in euro. Dalle ricostruzioni di stampa, al 31 luglio 2025 risultava dovuto, e non pagato, il canone annuale per l’uso e la gestione del Nereo Rocco pari a circa 233.942 euro (IVA inclusa). A questa somma, il contratto aggiunge una mora giornaliera di 50 euro. Allungandosi i tempi, il conteggio ha superato la soglia dei 243 mila euro; ed è proprio l’incremento continuo, giorno dopo giorno, ad aver reso il tema pressante anche sotto il profilo amministrativo. Un dettaglio non irrilevante: i giorni di ritardo sarebbero diventati oltre 200, superando la soglia contrattuale oltre la quale si configurerebbe un «ritardo grave», condizione che può portare, in astratto, alla risoluzione della concessione. Altre stime, basate su voci di bilancio comunale e su ricognizioni degli uffici tecnici, indicano che il debito «allargato» sullo stadio, cioè la somma di canoni, utenze e manutenzione del terreno di gioco, avrebbe sfondato quota mezzo milione di euro. Non si tratta di cifre «alternative» ma di piani diversi: da una parte il canone di concessione; dall’altra i costi operativi connessi all’agibilità e alla qualità del campo. È proprio per distinguere e certificare questi livelli che la Guardia di Finanza ha chiesto gli atti: la «fotografia» aggiornata e documentale del dovuto.
GOVERNANCE E INTERLOCUTORI
C’è poi una questione meno visibile ma cruciale. Il Comune ha bisogno di sapere, con precisione giuridica, chi siede al tavolo per conto della Triestina. In questi anni il club ha vissuto passaggi proprietari, consigli d’amministrazione rinnovati e una geografia societaria che, in parte, attraversa confini nazionali. Il controllo della Finanza sugli «interlocutori effettivi» serve a evitare che una trattativa su un piano di rientro o su una rinegoziazione dei termini di utilizzo dello stadio sia viziata da incertezze sulla rappresentanza. È un punto tecnico, ma decisivo: se non è chiaro chi decide, non è chiaro neppure chi si impegna, e con quali garanzie, a pagare.
EFFETTI SPORTIVI E AMMINISTRATIVI: GLI SCENARI POSSIBILI
Sul piano amministrativo, se la soglia del «ritardo grave» su un canone è effettivamente superata, il Comune può valutare, nel rispetto delle clausole e dei termini di legge, la tutela del proprio patrimonio: dalla diffida fino, in ultima istanza, alla risoluzione della concessione. È un ipotetico «pulsante rosso» la cui attivazione non è automatica: spesso gli enti privilegiano piani di rientro e soluzioni ponte, ma la strada si restringe quando i giorni passano e gli importi lievitano. 2) Sul piano sportivo, l’uso dello stadio è un requisito pratico e, in prospettiva, anche federale per l’ottenimento delle licenze. La Triestina ha già vissuto, negli ultimi anni, fasi «itineranti» per ragioni di lavori e programmazione eventi. La certezza della disponibilità del Nereo Rocco, e la regolarità dei pagamenti ad essa connessa, è una condizione di stabilità per squadra, tifosi, organizzazione.
E ADESSO?
La Guardia di Finanza ha fatto ciò che le compete: ha chiesto documenti per pesare con precisione il debito e stabilire «chi parla per chi». Il Comune ha collaborato, come è giusto che sia quando si tratta di dare conto dell’uso di un bene pubblico e del denaro dei contribuenti. Alla Triestina spetta la parte più impegnativa e, al tempo stesso, la più semplice da spiegare: sedersi al tavolo, indicare chiaramente i propri rappresentanti, presentare un piano credibile e sostenibile. Le carte ora ci sono. Tocca ai firmatari.